ATTUALITÀ - 09 settembre 2026, 16:22

L'ACQUA BOLLE. E NON È IL FÖHN

Cronache semiserie da Palazzo regionale e non solo: indiscrezioni, frecciate e silenzi dal teatrino politico valdostano

L'ACQUA BOLLE. E NON È IL FÖHN

C'era una volta la Valle d'Aosta dove l'acqua scendeva dalle montagne, passava nei nostri acquedotti e arrivava nei rubinetti.

Adesso, invece, rischia di arrivare direttamente nella pentola.

Perché ormai, più che una stagione turistica, abbiamo inaugurato la stagione della bollitura.

Prima Aosta. Poi Saint-Christophe. E adesso Nus.

E siccome in Valle siamo gente organizzata, non ci facciamo mancare nulla: le ordinanze arrivano a puntate, come una serie televisiva.

"Acqua, nuova stagione: bollire prima dell'uso."

Aosta, tanto per cominciare, ha conosciuto nell'estate diverse ordinanze legate a non conformità microbiologiche. Il Comune ha poi revocato completamente l'ultima ordinanza il 4 settembre, dopo che le analisi hanno confermato il ritorno alla conformità.

Saint-Christophe, nel frattempo, ha dovuto emanare provvedimenti per diverse località, con interventi di clorazione, pulizia e disinfezione dei serbatoi.

E oggi tocca a Nus.

Tutto il territorio comunale.

L'ordinanza è stata firmata dal sindaco Camillo Rosset dopo una comunicazione di non conformità e resterà in vigore fino a quando le analisi non certificheranno nuovamente la potabilità dell'acqua.

Ora, sia chiaro.

Quando un sindaco ordina di bollire l'acqua, fa esattamente quello che deve fare.

Meglio un'ordinanza prudente in più che una leggerezza in meno.

Il problema, semmai, è un altro.

Possiamo davvero considerare tutto questo una normale successione di episodi indipendenti?

Perché dal 1° gennaio 2025 il servizio idrico è entrato in una nuova fase, con la gestione affidata a Services des Eaux Valdôtaines (SEV). Ad Aosta, per esempio, il Comune indica espressamente SEV come gestore del Servizio Idrico Integrato.

E allora una domanda, molto poco ironica, sarebbe doverosa:

se la gestione è diventata più unitaria, perché le ordinanze di bollitura sembrano essere diventate più numerose?

Attenzione: non significa automaticamente che ci sia una responsabilità del nuovo gestore.

Sarebbe una conclusione affrettata e, soprattutto, tecnicamente scorretta.

Ma significa che qualcuno dovrà spiegare cosa sta succedendo.

Perché dietro ogni ordinanza c'è una famiglia che deve far bollire l'acqua, un anziano che deve stare attento, un ristorante che deve organizzarsi, un bar che deve fare i conti con la propria attività e, più in generale, cittadini che hanno il diritto di sapere se stanno assistendo a una serie di incidenti casuali oppure a un problema strutturale della rete.

E qui arriviamo al punto politico.

La Valle ha scelto di mettere ordine nel servizio idrico.

Benissimo.

Ma una gestione più moderna, centralizzata e organizzata dovrebbe produrre, nel tempo, più controllo, più prevenzione, più efficienza.

Non necessariamente più pentole sul fuoco.

Perché altrimenti, alla prossima ordinanza, invece del numero del gestore, sui rubinetti potremmo mettere direttamente il numero della cucina.

In Valle d'Aosta l'acqua è sempre stata una cosa seria.

Adesso sarebbe il caso di capire perché, per berla tranquilli, dobbiamo prima farla diventare bollente.

red

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