ATTUALITÀ POLITICA - 06 settembre 2026, 14:06

Aosta, mobilità per tutti. Ma quale città vogliamo costruire?

Dal 16 al 22 settembre 2026 Aosta aderisce per il sesto anno consecutivo alla European Mobility Week, quest’anno dedicata alla “Mobilità per tutti”. Al centro accessibilità, trasporto sostenibile e qualità dello spazio urbano. Ma il tema della mobilità riapre anche una domanda politica sul futuro urbanistico della città

L'assessore Luca Tonino

L'assessore Luca Tonino

Una città più accessibile, sostenibile e attenta alle esigenze di chi la abita non si costruisce soltanto modificando il modo in cui ci si sposta. Si costruisce anche decidendo quale città si vuole essere. È questo, in fondo, il tema che accompagna la partecipazione di Aosta alla European Mobility Week, la campagna promossa dalla Commissione europea e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, alla quale il Comune aderisce per il sesto anno consecutivo.

Dal 16 al 22 settembre 2026, il capoluogo valdostano proporrà un programma di iniziative rivolto all’intera popolazione, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sulla mobilità urbana e, più in generale, sul modo in cui viene utilizzato lo spazio pubblico. L'edizione di quest'anno è dedicata alla “Mobilità per tutti”, un tema che porta in primo piano una parola destinata a diventare sempre più importante nelle politiche urbane: accessibilità.

Mobilità per tutti significa infatti permettere a ogni persona di raggiungere servizi, luoghi di lavoro, scuole e spazi della città attraverso sistemi di trasporto sostenibili, indipendentemente dal reddito, dal luogo di residenza, dal genere, dall'età o dalle proprie abilità. Una prospettiva che inevitabilmente intreccia ambiente e sociale, perché il modo in cui una città organizza gli spostamenti incide anche sulle opportunità concrete offerte ai suoi cittadini.

Il Comune sottolinea inoltre l'importanza della collaborazione fra generazioni. Esperienze, esigenze e competenze differenti possono contribuire, secondo l'impostazione della manifestazione, a progettare una mobilità più equa e inclusiva. Non si tratta quindi soltanto di incentivare la bicicletta, camminare di più o utilizzare il trasporto pubblico, ma di interrogarsi sulla struttura stessa della città e sulla sua capacità di essere accessibile a tutti.

È una lettura che trova una precisa sponda nelle parole dell'assessore alla Pianificazione, Innovazione e Transizione ecologica Luca Tonino (PD), secondo il quale “la mobilità è un elemento centrale per lo sviluppo della città” e non può essere considerata “un tema astratto o riservato agli addetti ai lavori”. Le decisioni assunte oggi sul modo di muoversi e sull'utilizzo dello spazio urbano, sottolinea Tonino, riguardano direttamente “il futuro di Aosta, la qualità della vita delle persone e la città che consegneremo alle nuove generazioni”.

Ed è proprio qui che la European Mobility Week può assumere, per Aosta, un significato politico più ampio rispetto alla semplice settimana di sensibilizzazione. Parlare di mobilità significa infatti parlare di urbanistica, di servizi, di commercio, di abitare, di ambiente e anche di consumo di suolo di controlli. Significa stabilire quali quartieri collegare meglio, quali aree rendere maggiormente accessibili e quale equilibrio trovare fra nuove costruzioni, spazi verdi, infrastrutture e qualità della vita.

E allora una battuta, forse un po' spregiudicata, ma non del tutto fuori tema, viene spontanea: se davvero “lo sviluppo della città” passa dalle scelte che riguardano lo spazio urbano, meglio discuterne ora che dopo. Perché mentre si celebra una mobilità più sostenibile e accessibile, sullo sfondo resta anche il tema delle trasformazioni urbanistiche che attendono Aosta, a partire dal progetto destinato a interessare il Quartiere Dora. Il punto non è contrapporre automaticamente mobilità e sviluppo edilizio, ma chiedersi quale modello di sviluppo sia compatibile con l'idea di “Mobilità per tutti” che la stessa amministrazione propone.

Il prato il cui destino pare sia la cementificazione

Una città può infatti diventare più sostenibile anche grazie a nuovi collegamenti e a una migliore distribuzione dei servizi, ma può ottenere il risultato opposto se la crescita urbanistica produce ulteriore traffico, aumenta la pressione sul territorio o rende necessario spostarsi sempre più lontano per raggiungere ciò che serve nella vita quotidiana. È una questione economica oltre che ambientale: infrastrutture, trasporto pubblico e servizi hanno costi, così come hanno un costo sociale le decisioni urbanistiche che modificano stabilmente il valore e la funzione degli spazi.

La settimana europea rappresenta dunque un'occasione per portare il confronto fuori dalla dimensione tecnica. La domanda non riguarda soltanto come ci muoveremo ad Aosta, ma perché, dove e dentro quale città. Una riflessione che coinvolge inevitabilmente anche le generazioni future, quelle alle quali, per usare le parole dell'assessore Tonino, verrà “consegnata” la città.

Il programma dal 16 al 22 settembre sarà quindi anche un banco di prova per capire quanto il principio della mobilità accessibile possa diventare una criterio concreto nelle politiche cittadine. Perché “mobilità per tutti” non significa semplicemente consentire a tutti di muoversi: significa, più ambiziosamente, costruire una città nella quale non sia necessario muoversi sempre di più per poter vivere bene.

E forse è proprio questa la domanda che Aosta dovrebbe portarsi dietro dalla European Mobility Week: se l'obiettivo è progettare oggi “la città che consegneremo alle nuove generazioni”, come ricorda Luca Tonino, allora vale la pena chiedersi anche quale quantità di territorio, di cemento e di traffico vogliamo consegnare insieme a quella città. Una discussione che, per essere davvero “per tutti”, dovrebbe cominciare prima che le scelte diventino irreversibili.

pi.mi.

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