ATTUALITÀ POLITICA - 05 settembre 2026, 22:00

Una scuola per il futuro dell’Envers: a Donnas il nuovo plesso di Vert diventa realtà

Inaugurata sabato 5 settembre la nuova Scuola di Vert, realizzata dal Comune di Donnas grazie ai fondi PNRR e al contributo della Regione autonoma Valle d’Aosta. Un investimento da leggere non soltanto come intervento edilizio, ma come scelta strategica per l’educazione, la sicurezza, la sostenibilità e la qualità della vita della comunità

Una scuola per il futuro dell’Envers: a Donnas il nuovo plesso di Vert diventa realtà

Ci sono inaugurazioni che segnano semplicemente la conclusione di un cantiere e altre che, invece, raccontano una precisa idea di comunità. Quella celebrata sabato 5 settembre a Donnas appartiene alla seconda categoria. Il taglio del nastro della nuova Scuola di Vert consegna infatti al territorio un edificio moderno, sicuro e sostenibile, ma soprattutto un luogo destinato a svolgere funzioni che vanno ben oltre quelle tradizionali di una scuola.

È questo, probabilmente, l’aspetto più significativo dell’opera realizzata dal Comune di Donnas: avere trasformato un investimento sull’edilizia scolastica in un progetto più ampio, nel quale istruzione, servizi pubblici, sostenibilità ambientale e protezione civile convivono all’interno dello stesso spazio. Una scelta che assume un valore particolare in un territorio come quello dell’Envers, dove mantenere servizi e presìdi significa anche rafforzare la capacità delle comunità di continuare a vivere e progettare il proprio futuro.

La nuova struttura nasce grazie all’aggiudicazione, nel 2022, del bando PNRR M2 C3 1.1, dedicato alla costruzione di nuove scuole attraverso la sostituzione degli edifici esistenti, cui si è aggiunto un contributo della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il progetto è stato sviluppato sulla base dell’elaborato vincitore di un concorso di progettazione bandito dal Ministero dell’Istruzione e ha comportato la demolizione del precedente edificio scolastico e la realizzazione di un plesso completamente nuovo.

Non si tratta, dunque, soltanto di una scuola più bella o più moderna. La progettazione ha seguito i Criteri Ambientali Minimi (CAM), la disciplina DNSH – Do No Significant Harm e gli standard europei NZEB – Nearly Zero Energy Building, con un impianto fotovoltaico e sistemi tecnologici pensati per ridurre i consumi energetici. In un momento nel quale la qualità e il costo dell'energia rappresentano questioni sempre più rilevanti anche per gli enti locali, la scelta di puntare sull'efficienza energetica assume anche un significato economico oltre che ambientale.

Il nuovo edificio sarà operativo con l’anno scolastico 2026/2027 e accoglierà i bambini della scuola primaria di Vert e della scuola dell’infanzia di Donnas e Vert. Gli spazi sono stati concepiti secondo un principio di flessibilità: ambienti versatili, capaci di adattarsi nel tempo alle diverse esigenze della didattica e dell’organizzazione scolastica.

È una caratteristica importante perché una scuola pubblica deve essere progettata non soltanto per rispondere alle esigenze di oggi, ma per accompagnare una comunità per decenni. La vera scommessa, infatti, non è semplicemente avere a disposizione nuove aule, ma costruire un ambiente nel quale l'educazione possa cambiare insieme ai bambini, agli insegnanti e alla società.

E proprio qui emerge la seconda dimensione dell’intervento. La nuova Scuola di Vert è stata pensata come presidio culturale e sociale, come punto di riferimento per il territorio anche oltre il normale orario scolastico. Il plesso ospita infatti il centro cottura comunale e spazi polifunzionali che potranno essere utilizzati dalla comunità. La struttura è inoltre predisposta per diventare un centro di accoglienza di protezione civile per la popolazione dell’Envers.

La scuola, quindi, non è più soltanto il luogo nel quale si va a lezione. Diventa un'infrastruttura pubblica capace di mettere insieme generazioni e bisogni differenti, dalla formazione alla socialità, fino alla sicurezza della popolazione. Ed è proprio questa multifunzionalità a rendere l’investimento particolarmente interessante anche sotto il profilo amministrativo: un edificio pubblico utilizzato in più modi può aumentare il ritorno sociale di risorse che, in questo caso, provengono da livelli istituzionali diversi.

La cerimonia di inaugurazione ha avuto un carattere fortemente comunitario. L’accoglienza degli ospiti è stata accompagnata dalla Banda musicale di Donnas e dal Coro Viva Voce, prima degli interventi istituzionali introdotti dall’assessore comunale alle Politiche educative Daniela Benone. A seguire hanno preso la parola il sindaco Matteo Bosonin, la dirigente scolastica Stefania Girodo Grand, gli assessori regionali Leonardo Lotto ed Erik Lavevaz e il presidente della Regione Renzo Testolin.

Il momento simbolico è arrivato dopo la benedizione impartita dal parroco don Claudio Perruchon, con il taglio del nastro accompagnato dalle note dell’inno Montagnes Valdôtaines. Poi la visita della struttura, il vin d’honneur offerto dall’Amministrazione comunale e le iniziative dedicate ai più piccoli, curate dalla Biblioteca di Donnas e da Missione Sorriso.

Nel suo intervento, il sindaco Matteo Bosonin ha sottolineato il valore che l’opera assume per l’intera comunità, definendo quella del 5 settembre una «giornata storica per Donnas». Non si inaugura, secondo il primo cittadino, «soltanto un nuovo edificio», ma un luogo «sicuro, moderno e sostenibile» nel quale cresceranno le future generazioni.

Il sindaco ha quindi attribuito una valenza istituzionale più ampia al risultato, osservando che il progetto dimostra «cosa accade quando Comune, Regione, Stato e istituzioni scolastiche lavorano nella stessa direzione». Un passaggio che porta inevitabilmente il discorso sul terreno politico-amministrativo: i fondi del PNRR hanno rappresentato per molti Comuni un'opportunità straordinaria, ma anche una prova di capacità progettuale, amministrativa e organizzativa. Rispettare scadenze e vincoli particolarmente stringenti significa infatti riuscire a trasformare le risorse disponibili in opere concrete.

Bosonin ha richiamato proprio questo elemento, parlando di un «successo collettivo» legato anche alla capacità di rispettare i tempi del PNRR. Il risultato, nelle parole del sindaco, è la consegna alla comunità non soltanto di «una scuola all'avanguardia e integrata nel nostro paesaggio», ma anche di un presidio di protezione civile e di un punto di riferimento per l’intero territorio.

È un'impostazione che trova una sostanziale convergenza nelle parole del presidente della Regione Renzo Testolin, per il quale Donnas chiude con la nuova scuola «un percorso virtuoso di programmazione, di condivisione tra istituzioni e, soprattutto, di risposta a favore della popolazione».

Testolin ha insistito sul valore storico e sociale della scuola come luogo nel quale una comunità costruisce il proprio futuro. Ma ha anche allargato il ragionamento alla sicurezza, all’ambiente e al rapporto con il territorio rurale e agricolo nel quale il nuovo plesso è inserito. Una combinazione che, secondo il presidente della Regione, permette di leggere l’intervento come qualcosa di più di una semplice opera pubblica.

Il presidente ha ricordato infatti come la scuola sia da sempre «un luogo simbolo del Comune», nel quale crescere «il proprio futuro ed i propri giovani». A questa funzione educativa si aggiungono, nel nuovo edificio, servizi destinati alla sicurezza dei residenti e una concezione progettuale rispettosa dell'ambiente e del contesto territoriale. Da qui il riconoscimento all’Amministrazione comunale che nel tempo ha scelto di «ripensare» la struttura.

C'è poi un altro elemento che merita attenzione: il percorso partecipato “La Scuola di Tutti”, realizzato dal Comune di Donnas con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. L'obiettivo è stato accompagnare la comunità educante e il territorio nella fase di transizione fra il vecchio edificio e il nuovo plesso. Un passaggio tutt'altro che secondario, perché la realizzazione di una nuova scuola modifica inevitabilmente abitudini, relazioni e organizzazione della comunità.

In questo senso, la nuova scuola rappresenta anche un investimento sociale. Le mura, gli impianti e le aule costituiscono soltanto la parte visibile dell'opera; il valore reale si misurerà nel tempo attraverso la capacità di quegli spazi di produrre relazioni, opportunità educative, servizi e senso di appartenenza.

La vicenda della Scuola di Vert restituisce così anche una fotografia interessante del rapporto fra autonomia locale e livelli istituzionali superiori. Un Comune ha elaborato e portato avanti il progetto, le risorse sono arrivate attraverso il PNRR e la Regione, il progetto è nato da un concorso ministeriale e la comunità scolastica è chiamata ora a dare vita quotidianamente agli spazi. È una filiera istituzionale nella quale ciascun livello ha una responsabilità diversa, ma nella quale il risultato finale viene percepito direttamente dai cittadini.

Ed è forse proprio questa la misura più concreta con cui giudicare un investimento pubblico: non soltanto quanto è costato o quanto è stato complesso realizzarlo, ma che cosa riuscirà a restituire alla comunità nel corso degli anni.

La nuova Scuola di Vert apre dunque una fase diversa per Donnas. Dal 2026/2027 bambini, insegnanti e famiglie entreranno in un edificio progettato per la didattica contemporanea, ma la vera sfida sarà trasformare quella struttura in una parte viva del paese. Perché una scuola funziona davvero quando non è percepita come un edificio separato dal territorio, ma come uno dei luoghi nei quali il territorio costruisce il proprio domani.

Il significato più ampio dell’inaugurazione sta allora proprio qui: in una valle nella quale i piccoli Comuni sono chiamati a difendere servizi, identità e qualità della vita, investire nella scuola significa investire nella possibilità stessa di una comunità di rimanere vitale. E la scelta di affiancare alla funzione educativa quella sociale, culturale e di protezione civile rafforza ulteriormente questa prospettiva.

Come ha sintetizzato Renzo Testolin, l'impiego delle risorse europee, statali e regionali può tradursi in «servizi, attenzione ed opportunità a tutta la comunità di Donnas». Una considerazione che va oltre il taglio del nastro e guarda agli anni che verranno: una scuola nuova non garantisce da sola il futuro di un territorio, ma rappresenta una dichiarazione di fiducia nei confronti di quel futuro. E, in fondo, è proprio questo il significato più politico e più concreto che può avere oggi un investimento pubblico sull'educazione.

GALLERIA FOTOGRAFICA REGIONE VDA

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