C’è una Valle d’Aosta che non si attraversa in automobile e che non si lascia raccontare soltanto attraverso i suoi castelli, i suoi monumenti più conosciuti o le sue località turistiche. È una Valle d’Aosta fatta di sentieri, ruscelli, vecchie mulattiere, ponti in pietra, piccoli villaggi e strutture che per secoli hanno rappresentato il cuore stesso della vita delle comunità.
È questa Valle d’Aosta più nascosta, ma non per questo meno preziosa, quella che sarà protagonista di “Tor Dròlo – Un percorso guidato tra borghi, mulini ad acqua e antichi ponti”, l’iniziativa in programma martedì 8 settembre 2026 a Challand-Saint-Anselme.
Una giornata pensata per camminare, osservare e soprattutto comprendere. Perché dietro un vecchio mulino, dietro un ponte in pietra o lungo una mulattiera apparentemente anonima si nasconde spesso una parte importante della storia delle comunità valdostane.
L’appuntamento è organizzato dal Centre culturel J. Thiébat, in collaborazione con AIAMS – Associazione Amici dei Mulini Storici e con il Comune di Challand-Saint-Anselme.
L’obiettivo è quello di proporre ai partecipanti non una semplice escursione, ma un vero e proprio itinerario nella memoria del territorio, seguendo le tracce lasciate dall’acqua e dall’uomo.
Dalla mulattiera di Quinçod ai mulini: il territorio raccontato attraverso l’acqua

La partenza è fissata alle 9.30, dal piazzale/parcheggio Jonc, all’ingresso del villaggio di Quinçod, raggiungibile direttamente dalla strada regionale 45.
Da qui inizierà il cammino a piedi verso Rivière, seguendo l’antica mulattiera. È proprio la scelta di muoversi lungo i vecchi percorsi a rappresentare uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa.
Le mulattiere non sono semplicemente sentieri da percorrere: sono le antiche vie attraverso le quali le comunità alpine si spostavano, trasportavano merci, raggiungevano i villaggi e mantenevano i collegamenti tra le diverse parti del territorio.
Percorrerle oggi significa quindi recuperare una modalità di conoscenza del paesaggio completamente diversa da quella offerta dalla viabilità moderna.

Durante la mattinata è prevista la visita al villaggio e al mulino, prima di proseguire verso i ponti di Liaz e Moussinet.
La camminata condurrà quindi i partecipanti fino al Moulin de l'Or e al ponte di Allésaz, in un itinerario nel quale acqua, architettura rurale e ambiente naturale diventano gli elementi di una stessa narrazione.
Ed è proprio il rapporto con l’acqua uno dei fili conduttori di “Tor Dròlo”.
Prima dell’avvento dell’energia elettrica e delle moderne forme di produzione, l’acqua rappresentava una risorsa fondamentale per le comunità di montagna.
I mulini ne sfruttavano la forza per svolgere attività indispensabili alla vita quotidiana e all’economia locale. Erano luoghi di lavoro, ma anche punti di riferimento per le comunità.
Oggi molti di questi edifici rischiano di essere percepiti semplicemente come testimonianze di un passato ormai lontano.
In realtà raccontano un pezzo fondamentale della storia economica e sociale della Valle d’Aosta: quella di una società capace di adattarsi all’ambiente alpino, sfruttandone le risorse senza separare il lavoro dal territorio.
Il recupero e la valorizzazione dei mulini storici assumono dunque un significato che va ben oltre la conservazione di un edificio antico.
Significa ricostruire la memoria di un modo di vivere.
Ed è proprio in questa prospettiva che l’iniziativa assume un particolare interesse. L’escursione diventa infatti uno strumento per mettere in relazione patrimonio materiale e patrimonio immateriale: i manufatti, i sentieri e i ponti da una parte; le attività, le conoscenze e le tradizioni che intorno a quelle strutture si sono sviluppate dall’altra.
Dopo la prima parte dell’itinerario è prevista una pausa pranzo al sacco, a carico dei partecipanti.
L’organizzazione lascia inoltre la possibilità, per chi lo desidera, di concedersi una pausa caffè al bar della Torretta.
Una scelta che mantiene lo spirito informale dell’intera giornata: non una visita frettolosa, ma un tempo dilatato per stare nel territorio, incontrarsi e assaporare anche la dimensione sociale della montagna.
Il viaggio riprenderà alle 14, con la prosecuzione verso i Rus Herbal e d’Arlaz.
Anche questa seconda parte del percorso presenta una caratteristica particolarmente interessante: si tratta di un itinerario interamente immerso nel bosco di conifere e ombreggiato.
Un elemento che rende la camminata particolarmente piacevole anche sotto il profilo ambientale e paesaggistico.
I ru rappresentano, del resto, un’altra testimonianza significativa della capacità delle popolazioni alpine di organizzare e governare le risorse idriche.
In Valle d’Aosta l’acqua ha sempre significato agricoltura, allevamento, produzione e sopravvivenza. I canali irrigui sono stati costruiti e mantenuti nel tempo attraverso un grande patrimonio di conoscenze comunitarie.
Camminare lungo questi percorsi permette quindi di leggere il paesaggio con occhi diversi.
Quello che oggi può apparire come un semplice corso d’acqua o una piccola infrastruttura immersa nel verde è spesso il risultato di secoli di lavoro e di una precisa organizzazione della vita collettiva.
Il ritorno a Quinçod e la visita al mulino

Il prof. Jean Voulaz
Alle 16.30 è previsto l’arrivo nuovamente a Quinçod, dove si concluderà il giro con la visita al mulino e il rientro al piazzale/parcheggio Jonc.
Una conclusione che riporta idealmente il gruppo al punto di partenza, chiudendo un percorso circolare nel quale il paesaggio è stato raccontato attraverso le sue testimonianze più discrete.
Non grandi monumenti, dunque, ma ponti, mulini, rus e antiche vie di collegamento.
È forse proprio questo il valore aggiunto di iniziative di questo genere: insegnare a riconoscere il patrimonio anche laddove normalmente non siamo abituati a cercarlo.
Gli organizzatori precisano che l’intero percorso non presenta difficoltà di rilievo.
È comunque consigliato presentarsi con scarpe da trekking e bastoncini, così da affrontare con maggiore sicurezza e comodità i tratti di mulattiera e di sentiero.
La partecipazione prevede un’offerta minima di 20 euro, da corrispondere direttamente alla partenza.
Il giro sarà invece sospeso in caso di maltempo.
Per partecipare è necessaria la prenotazione, contattando il numero 349 218 1826.
“Tor Dròlo” si inserisce in una filosofia di valorizzazione del patrimonio locale che merita particolare attenzione.
La tutela della memoria di una comunità non passa infatti soltanto attraverso i grandi eventi o i restauri dei monumenti più importanti. Passa anche dalla capacità di mantenere vivi i percorsi, raccontare le architetture rurali, recuperare la storia dei mulini e spiegare alle nuove generazioni perché quei manufatti sono ancora oggi importanti.
In questo senso, il cammino diventa uno strumento culturale.
Il partecipante non è semplicemente un escursionista che percorre alcuni chilometri, ma diventa un osservatore del paesaggio. Ogni ponte, ogni tratto della vecchia mulattiera, ogni canale e ogni edificio possono diventare una pagina di storia.
E Challand-Saint-Anselme, con il suo patrimonio di villaggi e testimonianze legate all’acqua, offre un contesto particolarmente adatto a questo tipo di esperienza.
La montagna che viene proposta martedì 8 settembre non è quindi soltanto quella dei panorami e delle passeggiate.
È la montagna del lavoro, dell’ingegno, della fatica e della comunità.
Una montagna nella quale l’acqua non era semplicemente un elemento naturale, ma una risorsa da conoscere, governare e condividere. Una montagna nella quale un ponte serviva a collegare persone e villaggi e una mulattiera rappresentava una vera infrastruttura di comunicazione.
Riscoprire tutto questo significa, in fondo, riscoprire l’identità stessa dei paesi alpini.
Ed è probabilmente questo il messaggio più importante di “Tor Dròlo”: per conoscere davvero un territorio non sempre occorre andare lontano. A volte basta rallentare, lasciare la strada asfaltata e tornare a camminare lungo le vie che per secoli hanno accompagnato la vita delle nostre comunità.
Martedì 8 settembre, a Challand-Saint-Anselme, sarà proprio il cammino a raccontare questa storia.





