ATTUALITÀ - 28 agosto 2026, 18:07

Rischio idrogeologico a Breuil-Cervinia: i chiarimenti del Comune di Valtournenche

Ringrazio il Comune di Valtournenche per i puntuali chiarimenti, che pubblico volentieri perché aiutano i lettori a farsi un’idea più completa della vicenda

Rischio idrogeologico a Breuil-Cervinia: i chiarimenti del Comune di Valtournenche

In relazione all'articolo pubblicato il 27 agosto da AostaCronaca.it, a firma di Piero Minuzzo, dal titolo Cervinia, il rischio idrogeologico non può avere corsie preferenziali, il Comune ritiene necessario riportare alcuni elementi di fatto, già resi pubblici, che permettono di inquadrare correttamente la vicenda.

Dagli ultimi studi geologici condotti dalla società Cervino SpA nell'ambito delle attività di progettazione del nuovo impianto funiviario 3S Cervino-The One, concertati con la Regione autonoma Valle d’Aosta, è emersa la necessità di modificare le cartografie degli ambiti inedificabili, approvate nel 2015.

Gli approfondimenti effettuati hanno evidenziato, in particolare, la pericolosità della frana di Fallinère, situata a monte dell'abitato di Breuil-Cervinia, confermando la necessità di un aggiornamento delle perimetrazioni di rischio.

La revisione delle cartografie comporta, in particolare, l'inserimento di alcune porzioni dell'edificato di Breuil-Cervinia all'interno di aree classificate a rischio medio e alto per fenomeni franosi e di inondazione.

Si tratta quindi di un aggiornamento che riguarda il quadro complessivo del rischio nell'abitato, e non soltanto l'area interessata dal nuovo impianto.

«Ho convenuto con la Regione di realizzare – contestualmente alla costruzione del nuovo impianto di risalita, la cui ipotizzata partenza insiste in quella zona – un vallo a protezione dell’abitato».

A tal proposito, la sindaco Elisa Cicco ribadisce dunque l'intenzione di realizzare, insieme al nuovo impianto di risalita, un'opera di protezione dell'abitato.

Il dossier sul torrente Mont-Cervin

Questo intervento riguarda un dossier della Regione autonoma Valle d’Aosta, distinto da quello relativo al torrente Mont-Cervin, che è legato all'alluvione del giugno 2024 e sul quale l’Amministrazione non ha facoltà di intervento diretto.

Su questo fronte, contrariamente a quanto lascia intendere l'articolo citato, il lavoro non si è mai fermato.

La progettazione è partita nell'agosto 2024 e ha completato i passaggi tecnici e autorizzativi previsti, tra cui la valutazione dell'Autorità di Bacino del fiume Po e la verifica di assoggettabilità a VIA.

Il finanziamento statale di 7,6 milioni di euro è stato ottenuto e i lavori sono previsti a partire dal secondo trimestre del 2027.

A questi si aggiungono i 29 interventi già realizzati o in corso dal 2024 a oggi, per una spesa complessiva di circa 11,8 milioni di euro tra Regione e Comune.

Questi elementi sono stati presentati pubblicamente alla cittadinanza e agli operatori economici il 23 luglio scorso.

I ristori per famiglie e imprese

Anche sul fronte dei ristori a famiglie e imprese colpite dall'alluvione del 2024, contrariamente a quanto sostenuto nell'articolo, il percorso è in itinere con tempi definiti.

Alla data del 23 luglio risultavano accoglibili 22 domande su 36 presentate dalle imprese e 5 su 13 presentate dalle famiglie, con le liquidazioni ancora aperte fissate in scadenza al 6 ottobre 2026.

Si segnala inoltre che la documentazione fotografica associata dall'articolo alla vicenda dei ristori post-alluvione 2024 fa in realtà riferimento a un caso relativo alla frana del 2017, evento distinto per data, procedura e responsabilità di ristoro rispetto a quello del giugno 2024 qui descritto.

Il monitoraggio del territorio

L'Amministrazione conferma inoltre l'attenzione riservata alle ulteriori criticità idrogeologiche del territorio, inclusa la zona di Cielo Alto.

Il territorio di Breuil-Cervinia rientra infatti nel progetto regionale di studio e monitoraggio delle deformazioni gravitative profonde di versante (DGPV), approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 1222/2023.

Nell'ambito del progetto, l'Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) effettua indagini geofisiche sul territorio comunale, funzionali a fornire ai portatori d'interesse pubblici e privati indicazioni utili alla gestione e alla manutenzione dei beni situati nelle aree interessate.

L'Amministrazione ribadisce infine l'impegno, già assunto in Consiglio, a coinvolgere direttamente la popolazione nel percorso di revisione degli strumenti urbanistici, attraverso gli incontri con i referenti di zona già avviati. (comunicato integrale comunale)

Chiarimenti ricevuti. E qualche domanda resta

Ringrazio il Comune di Valtournenche per i puntuali chiarimenti, che pubblico volentieri perché aiutano i lettori a farsi un’idea più completa della vicenda.

Una precisazione, però, mi sembra doverosa: il mio articolo di ieri non sosteneva che a Cervinia «non si stesse facendo nulla», né metteva in discussione il lavoro tecnico e amministrativo già avviato. Sosteneva una cosa un po’ diversa: quando una nuova perimetrazione del rischio idrogeologico può interessare porzioni dell’abitato, la sicurezza deve venire prima di qualsiasi altra esigenza. Senza corsie preferenziali.

E, francamente, i chiarimenti del Comune sembrano confermare proprio la dimensione del problema.

Scopriamo infatti che gli studi più recenti hanno evidenziato la necessità di modificare le cartografie del 2015, che alcune porzioni dell’edificato finiscono in aree a rischio medio e alto, che la frana di Fallinère richiede nuove valutazioni e che, guarda caso, si sta pensando a un vallo a protezione dell’abitato contestualmente alla realizzazione del nuovo impianto.

Insomma: se per costruire il nuovo impianto bisogna anche proteggere l’abitato, forse qualche domanda sull’ordine delle priorità non era poi così peregrina.

Prendo atto anche delle precisazioni sul torrente Mont-Cervin, sui 29 interventi realizzati o in corso, sui 7,6 milioni di finanziamento statale e sui ristori. Sono informazioni importanti e ben vengano. Così come è importante sapere che per le liquidazioni delle domande ancora aperte c’è una scadenza fissata al 6 ottobre 2026.

Quanto alle fotografie utilizzate nel mio articolo, prendo atto della precisazione: quelle immagini si riferivano alla frana del 2017 e non all’alluvione del 2024. La distinzione è corretta e la segnalo volentieri.

Resta però il tema di fondo.

A Cervinia oggi abbiamo un quadro del rischio che è in fase di revisione, nuove aree dell’abitato che possono rientrare nelle perimetrazioni di pericolosità, studi ancora in corso e opere di mitigazione da progettare e realizzare.

Non mi pare una situazione da minimizzare. E nemmeno da trasformare in una gara a chi ha fatto di più.

La sicurezza del territorio non ha bisogno di vincitori e vinti. Ha bisogno di trasparenza, tempi certi e priorità chiare.

E soprattutto di una regola molto semplice: prima si mette in sicurezza il paese, poi si discute serenamente di tutto il resto.

Perché le frane, purtroppo, non leggono i comunicati stampa e non conoscono le corsie preferenziali.

pi.mi.

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