ATTUALITÀ POLITICA - 27 agosto 2026, 09:42

Ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier, Federconsumatori VdA: «La Giunta chiarisca perché vuole cancellare la linea»

Federconsumatori VdA chiede di fermare l’iter per la dismissione della Aosta–Pré-Saint-Didier e solleva interrogativi sulla compatibilità della scelta con la legge regionale 15/1992. «Prima di cancellare oltre 31 chilometri di infrastruttura pubblica occorre chiarire il futuro del sedime, le conseguenze urbanistiche e gli interessi pubblici perseguiti»

Bruno Albertinelli, presidente Federconsumatori VdA

Bruno Albertinelli, presidente Federconsumatori VdA

La decisione della Giunta regionale di procedere verso la chiusura definitiva della linea ferroviaria Aosta–Pré-Saint-Didier apre uno scenario che, secondo Federconsumatori VdA, va ben oltre il confronto tra diversi modelli di mobilità.

«Non siamo di fronte soltanto a una scelta politica discutibile – sottolinea Federconsumatori VdA – ma a una decisione che solleva interrogativi giuridici, economici e di interesse pubblico ai quali la Giunta regionale dovrebbe dare risposte chiare e documentate».

La questione centrale riguarda la compatibilità tra la prospettata dismissione della linea e la normativa regionale tuttora vigente.

La ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier è infatti espressamente interessata dalla legge regionale 7 aprile 1992, n. 15, recante “Iniziative per lo sviluppo del servizio ferroviario e della intermodalità e per la riqualificazione della linea ferroviaria Aosta–Pré-Saint-Didier”.

«Una legge regionale vigente – osserva l’associazione – non può essere semplicemente superata attraverso un atto amministrativo o un documento di programmazione. Un piano o una deliberazione della Giunta non possono, di per sé, sostituire o disapplicare una disposizione legislativa ancora in vigore».

Per Federconsumatori VdA è quindi necessario chiarire in che modo gli atti che stanno accompagnando la dismissione della tratta siano compatibili con la legge regionale 15/1992 e, più in generale, con gli indirizzi di tutela e valorizzazione dell'infrastruttura ferroviaria previsti dall'ordinamento regionale.

«Prima di procedere alla definitiva cancellazione della linea – sostiene Federconsumatori VdA – la Giunta dovrebbe spiegare pubblicamente come intenda affrontare questa questione di compatibilità normativa».

Per l’associazione, cancellare i binari non significa semplicemente sostituire il treno con un servizio di autobus.

Significa rinunciare definitivamente a un corridoio infrastrutturale strategico, realizzato attraverso investimenti pubblici e difficilmente replicabile, soprattutto in una prospettiva futura di mobilità sostenibile e di collegamento ferroviario dell’Alta Valle.

La dismissione di oltre 31 chilometri di tracciato pone inoltre interrogativi economici e urbanistici.

I terreni e le aree oggi funzionali all’infrastruttura ferroviaria sono infatti sottratti alle normali dinamiche del mercato immobiliare proprio in ragione della loro destinazione pubblica. La definitiva cessazione della funzione ferroviaria potrebbe invece aprire la strada a nuove ipotesi di utilizzo delle aree e a conseguenti pressioni urbanistiche.

«È un tema che deve essere affrontato con la massima trasparenza – afferma Federconsumatori VdA –. Chi beneficerà, in concreto, della trasformazione della destinazione di queste aree? E quale sarà il destino del patrimonio pubblico rappresentato dal sedime ferroviario?».

Secondo Federconsumatori VdA, la rinuncia definitiva alla ferrovia pone anche un problema economico e patrimoniale.

Una volta dismessa e, eventualmente, modificata la destinazione delle aree, ricostruire in futuro una ferrovia lungo lo stesso corridoio potrebbe comportare costi enormemente superiori a quelli necessari per mantenere e riqualificare l’infrastruttura esistente, anche a causa di nuovi espropri e della progressiva urbanizzazione del territorio.

«Non è quindi sufficiente affermare che il servizio ferroviario possa essere sostituito dagli autobus – sostiene l’associazione –. La questione riguarda il futuro della mobilità valdostana, la tutela del territorio e la possibilità per le future generazioni di disporre ancora di un’infrastruttura ferroviaria».

Alla luce di queste considerazioni, Federconsumatori VdA chiede alla Giunta regionale di sospendere l’iter amministrativo relativo all’acquisizione e alla dismissione della tratta, almeno fino a quando non sarà chiarita in modo inequivocabile la compatibilità degli atti con la legge regionale 15/1992.

L’associazione chiede inoltre la massima trasparenza sul futuro del sedime ferroviario, sulla destinazione urbanistica delle aree e sugli eventuali effetti economici e patrimoniali della dismissione.

«Non vorremmo che la rinuncia a un’infrastruttura strategica per il trasporto pubblico finisse per trasformarsi, indirettamente, in un’operazione di valorizzazione immobiliare di aree oggi sottratte al mercato proprio in ragione della loro funzione pubblica».

Per Federconsumatori VdA, i cittadini valdostani hanno il diritto di sapere perché si intenda rinunciare definitivamente alla ferrovia, quale sarà il destino dei terreni e delle infrastrutture e, soprattutto, quali interessi pubblici verranno perseguiti attraverso questa scelta.

La domanda, conclude l’associazione, resta dunque aperta: qual è il vero obiettivo della cancellazione della ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier? E, soprattutto, chi ne trarrà beneficio?

je.fe.

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