CULTURA - 07 agosto 2026, 14:46

Le Gantaléi portano il teatro tra le vie di Valgrisenche: una serata itinerante tra memoria, natura e comunità

Martedì 11 agosto, a partire dalle ore 20, la compagnia Le Gantaléi animerà Chez Carral, a Valgrisenche, con due spettacoli itineranti che intrecciano il racconto della montagna, la tradizione e il coinvolgimento di giovani e adulti. L'iniziativa, promossa dalla Fédérachòn Valdoténa di Téatro Populéro, valorizza il teatro popolare come strumento di identità e partecipazione

Le Gantaléi

Le Gantaléi

Il teatro esce dal palcoscenico e si fonde con il paesaggio, trasformando un angolo di Valgrisenche in uno spazio dove storie, persone e territorio diventano un'unica esperienza. È questo lo spirito della serata itinerante organizzata dalla Fédérachòn Valdoténa di Téatro Populéro (FVTP), che martedì 11 agosto, dalle ore 20, porterà il pubblico tra le vie di Chez Carral per assistere a due rappresentazioni capaci di parlare a generazioni diverse, mantenendo vivo il patrimonio culturale della Valle d'Aosta.

Il primo spettacolo, "La storia di Marmi – Il marmottino che non sapeva fischiare", con testi e regia di Margherita Angeli, vedrà protagonisti i giovani attori Valérie Banfi, Clément Barrel, Judith Barrel, Maée Barrel, Yannick Béthaz, Éméric Diotri, Lisianne Diotri, Valentina Giachino, Nicolò Gottardelli, Arianne Malquit e Malak Usel. Attraverso il linguaggio della fiaba e dell'ironia, il racconto invita a riflettere sul valore della crescita, della scoperta di sé e dell'accettazione delle proprie fragilità, offrendo ai più giovani anche l'opportunità di esprimersi attraverso il teatro.

Seguirà "Jean-Sulpice Rosier – Frammenti di vita di una guida alpina", scritto e diretto da Annalisa Bois, Tiziana Bois e Laura Gerbelle. In scena saliranno Roberto Barrel, Annie Béthaz, Carla Béthaz, Mario Béthaz, Mauro Béthaz, Annalisa Bois, Tiziana Bois, Enrica Bovard, Eleonora Giachino e Diego Usel, dando voce alla figura di una guida alpina attraverso episodi che raccontano il rapporto profondo tra l'uomo e la montagna, fatto di sacrificio, coraggio e conoscenza del territorio.

L'originalità dell'iniziativa risiede anche nella sua formula itinerante. Gli spettatori, suddivisi in gruppi di venti persone, partiranno dalle ore 20 con partenze previste ogni 30 minuti circa e saranno accompagnati lungo il percorso da Gabriella Frassy e Adolfo Usel. Le rappresentazioni saranno arricchite dal lavoro del tecnico luci e audio Rudy Viérin e dalla musica dal vivo di Lorenzo Bonnel e Tiziano Bonnel, elementi che contribuiranno a creare un'atmosfera immersiva, capace di valorizzare il fascino del borgo e delle sue architetture.

Per partecipare è richiesta la prenotazione obbligatoria presso la Pro Loco di Valgrisenche, in località Capoluogo 9, oppure telefonando al numero 3398406922. Il costo d'ingresso è di 4 euro a persona, una quota simbolica che rende l'evento accessibile e favorisce la più ampia partecipazione possibile.

Manifestazioni come questa assumono un significato che va oltre il semplice spettacolo. Sul piano sociale rappresentano un'occasione di incontro tra residenti e visitatori, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità e offrendo ai giovani uno spazio concreto in cui coltivare talento e passione. Dal punto di vista culturale, la scelta di raccontare storie legate alla montagna e alla tradizione contribuisce a preservare una memoria collettiva che rischierebbe altrimenti di disperdersi. Anche sul piano economico iniziative di questo genere sostengono il turismo delle vallate laterali, incentivando la presenza di pubblico e valorizzando il patrimonio locale attraverso eventi di qualità.

In una realtà come quella valdostana, dove lingua, tradizioni e paesaggio costituiscono un patrimonio unico, il teatro popolare continua a dimostrare di essere molto più di una forma di intrattenimento. È un luogo di incontro tra passato e presente, tra generazioni e sensibilità diverse, capace di trasformare un piccolo borgo in un palcoscenico a cielo aperto dove la cultura diventa esperienza condivisa e rafforza il legame profondo tra le persone e il loro territorio.

pi.mi./naca

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