SANITÀ, SALUTE E STARE BENE - 06 agosto 2026, 14:15

Nus, apre un ambulatorio medico ad accesso diretto per i cittadini senza medico di famiglia

Dal 7 agosto sarà attivo un presidio sanitario temporaneo nel consultorio di Nus, dedicato ai residenti della media Valle rimasti senza medico di base dopo il pensionamento del dottor Gino Sapone. Il servizio sarà operativo due giorni alla settimana, mentre l'Azienda USL lavora sia al ritorno del medico con un incarico libero-professionale sia alla copertura definitiva della carenza di medicina generale

Mauro Occhi, Direttore generale USL VdA

Mauro Occhi, Direttore generale USL VdA

L'emergenza legata alla carenza di medici di famiglia trova una prima risposta concreta nella media Valle. A partire da venerdì 7 agosto l'Azienda USL della Valle d'Aosta attiverà infatti a Nus un ambulatorio medico ad accesso diretto destinato esclusivamente ai cittadini che, dopo il pensionamento del dottor Gino Sapone, avvenuto il 1° agosto, sono rimasti temporaneamente privi del proprio medico di medicina generale. L'iniziativa, promossa dal Dipartimento di Area territoriale insieme all'Assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, punta a garantire continuità assistenziale in una fase particolarmente delicata per il territorio.

L'ambulatorio sarà ospitato nel consultorio di via Corrado Gex 10 a Nus e, almeno nella fase iniziale, sarà aperto il lunedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e il venerdì dalle ore 15 alle ore 18. Il servizio sarà assicurato con il supporto dell'Unità di Continuità Assistenziale e consentirà ai cittadini interessati di ricevere le prestazioni sanitarie essenziali in attesa della ricostituzione di un servizio stabile di medicina di famiglia.

Parallelamente si apre anche uno spiraglio per il possibile ritorno dello stesso dottor Gino Sapone. Il medico ha infatti manifestato la disponibilità a proseguire la collaborazione con l'Azienda USL attraverso un incarico libero-professionale. Gli uffici stanno completando le procedure amministrative previste dalla normativa affinché questa soluzione possa diventare operativa nel più breve tempo possibile, offrendo così un ulteriore supporto al territorio.

Nel frattempo proseguono anche le procedure per la copertura definitiva dell'Ambito 4 del Distretto 1, che comprende Nus e i Comuni limitrofi. L'area era stata inserita tra le zone carenti già nel mese di giugno e, secondo quanto riferito dall'USL, due professionisti hanno manifestato un interesse preliminare per l'incarico. La loro adesione dovrà però essere confermata attraverso l'iter previsto dalla normativa nazionale.

La vicenda evidenzia ancora una volta le difficoltà che interessano la medicina territoriale non solo in Valle d'Aosta ma in tutto il Paese. Il progressivo pensionamento dei medici di famiglia, unito alla scarsità di nuovi professionisti disponibili a coprire gli incarichi nelle aree periferiche e montane, sta mettendo sotto pressione il sistema delle cure primarie, considerato il primo punto di riferimento sanitario per la popolazione.

Il direttore sanitario dell'Azienda USL, Mauro Occhi, ha ricordato che la sanità valdostana continua a considerare centrali la medicina generale, la continuità assistenziale e la pediatria di libera scelta, pur dovendo fare i conti con una crisi nazionale delle professioni sanitarie. Ha spiegato che il dottor Sapone aveva potuto proseguire l'attività fino all'età di 73 anni grazie a una deroga prevista dal decreto "Milleproroghe", che consentiva temporaneamente di esercitare oltre il limite ordinario dei 72 anni. Secondo Occhi, l'obiettivo resta quello di garantire ai cittadini una corretta informazione e la migliore organizzazione possibile dei servizi, nella consapevolezza che il problema della carenza di medici continuerà a ripresentarsi anche nei prossimi mesi.

L'Azienda USL ha inoltre annunciato che le due aperture settimanali rappresentano una soluzione iniziale e che l'intenzione è incrementare progressivamente il numero degli accessi non appena lo consentiranno le risorse professionali e l'organizzazione del servizio. Il presidio resterà operativo fino al superamento dell'attuale situazione di emergenza, mentre continueranno gli aggiornamenti rivolti alla popolazione sull'evoluzione dell'assistenza.

L'attivazione dell'ambulatorio di Nus assume così un significato che va oltre la semplice risposta a una necessità contingente. Da un lato garantisce ai cittadini della media Valle la continuità di un servizio essenziale, dall'altro mette in evidenza la necessità di ripensare il futuro della medicina territoriale nelle aree montane. Per una regione come la Valle d'Aosta, dove la prossimità dei servizi sanitari rappresenta un elemento fondamentale di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute, la sfida non è soltanto trovare nuovi medici, ma costruire un modello organizzativo capace di assicurare stabilità e qualità dell'assistenza anche nei territori più esposti alla carenza di professionisti.

je.fe.

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