Lettera di un Lettore: Buongiorno Direttore, non sono paranoico né il classico pensionato che controlla cantieri e discariche ma mi riconosco in un abitante della Capitale della Valle d'Aosta che continua ad indignarsi, e con me molti altre persone civili, nel vedere ormai assegnato a punto rilascio immondizia, il famigerato triangolo Via Festaz, Torre del Lebbroso, Biblioteca Regionale. Questo rilascio di inciviltà indica rifiuti di esercizi commerciali quindi non dovrebbe essere impresa impossibile ma risolutiva dare un avvertimento netto ai negozianti di quel perimetro di rispettare le regole. Sta' decollando una petizione per riportare questa zona all' antica vivibilità. Noi siamo qui a vigilare senza prevenzioni di qualsiasi genere ma con fermezza. Grazie
Cari Lettori, la questione non può essere liquidata come l'ennesima lamentela. Le immagini parlano da sole e raccontano un degrado che non dovrebbe appartenere al salotto buono del capoluogo della Valle d'Aosta.
Il punto non è soltanto individuare chi abbandona i rifiuti. Chi sbaglia deve essere identificato e sanzionato, senza esitazioni. Ma c'è un altro interrogativo che precede tutti gli altri: chi controlla?
Il decoro urbano non è una gentile concessione dell'Amministrazione, ma uno dei suoi doveri fondamentali. Se un'area del centro storico è ormai conosciuta come punto abituale di conferimento abusivo dei rifiuti, significa che qualcosa nel sistema dei controlli non sta funzionando. E quando un problema diventa cronico, non basta intervenire dopo le proteste dei cittadini: occorre prevenirlo.
L'Amministrazione comunale dispone di strumenti, personale, regolamenti e della Polizia locale. Se i rifiuti vengono abbandonati con regolarità, è lecito chiedersi quante verifiche siano state effettuate, quante sanzioni siano state elevate, quali controlli siano stati predisposti e quali iniziative siano state adottate per impedire il ripetersi del fenomeno. Per inciso più volte abbiamo chiesto al signor sindaco i dati relartivi alla sanzioni per orgni violazio ma il sindaco chiarisce ma non fornisce dati.
Per questo rivolgiamo alcune domande al sindaco. Quante segnalazioni sono arrivate negli ultimi mesi su quell'area? Quali controlli sono stati disposti? Sono stati individuati i responsabili? Se, come sostiene il lettore, i rifiuti proverrebbero in gran parte da attività commerciali, sono state svolte verifiche mirate? E soprattutto: chi risponde quando una delle zone più rappresentative della città viene lasciata in queste condizioni?
Il sindaco è spesso pronto a intervenire per "fare chiarezza" quando ritiene che una notizia necessiti di precisazioni. Bene. Questa è l'occasione giusta per fare davvero chiarezza. Non sulle parole di un giornale o di un cittadino, ma sulle responsabilità dell'Amministrazione che guida, dei suoi assessori competenti, degli uffici e di chi è chiamato quotidianamente a vigilare sul rispetto delle regole.
Perché il problema non è la fotografia pubblicata da un lettore. Il problema è ciò che quella fotografia documenta. E se il degrado diventa normalità, il fallimento non è dei cittadini che lo denunciano, ma di chi avrebbe il compito di impedirlo.
Attendiamo una risposta. Non polemica, ma concreta: con dati, controlli effettuati, sanzioni elevate e, soprattutto, un piano preciso per restituire decoro a un luogo simbolo della città. I cittadini hanno diritto non a giustificazioni, ma a risultati.
Quando avrò i dati sarà mia cura girarli ai nostri lettori.




