ATTUALITÀ ECONOMIA - 04 agosto 2026, 14:00

Cogne Acciai Speciali, il Parlamento accende i riflettori: Manes chiede al Governo una strategia per difendere industria e lavoro

L’approvazione alla Camera dell’ordine del giorno sulla siderurgia presentato dal deputato valdostano Franco Manes apre una nuova fase di confronto sulla tutela della Cogne Acciai Speciali. Al centro della partita ci sono competitività europea, decarbonizzazione, concorrenza internazionale e la salvaguardia di oltre 1.100 posti di lavoro diretti e di un patrimonio di competenze industriali che coinvolge l’intera Valle d’Aosta

Cogne Acciai Speciali, il Parlamento accende i riflettori: Manes chiede al Governo una strategia per difendere industria e lavoro

La siderurgia torna al centro del dibattito politico nazionale e, questa volta, il punto di osservazione arriva direttamente dalla Valle d’Aosta, dove la Cogne Acciai Speciali rappresenta non soltanto una grande realtà produttiva, ma un vero presidio economico e sociale. L’approvazione alla Camera dei deputati dell’ordine del giorno dedicato alla situazione dello stabilimento valdostano, presentato dal deputato Franco Manes e sottoscritto anche da Dieter Steger, segna un passaggio istituzionale importante perché porta all’attenzione del Governo una questione che va oltre i confini regionali: il futuro della manifattura italiana in un mercato sempre più condizionato dalla concorrenza globale.

Il documento è stato approvato nella giornata di lunedì 3 agosto 2026, nell’ambito dell’esame del decreto legge “PNRR e Infrastrutture”, con il parere favorevole del Governo e senza modifiche rispetto al testo originario. Un risultato che Manes definisce un primo passo, ma che ora dovrà tradursi in scelte concrete.

«Con questo ordine del giorno abbiamo portato all’attenzione del Parlamento e del Governo non soltanto la situazione di un’azienda, ma il futuro di un intero territorio», afferma Franco Manes, sottolineando come la Cogne Acciai Speciali rappresenti «la principale realtà industriale privata della Valle d’Aosta, con oltre 1.100 lavoratori diretti e circa 1.500 persone coinvolte considerando l’indotto».

Numeri che assumono un peso particolare in una regione montana di poco più di 120 mila abitanti, dove una grande industria non è solo un luogo di produzione, ma un elemento capace di sostenere famiglie, servizi, imprese collegate e intere comunità. La vicenda della Cogne, quindi, si inserisce in una dimensione più ampia: quella della necessità di mantenere in vita competenze industriali strategiche anche nei territori periferici, evitando che la trasformazione economica finisca per accentuare squilibri territoriali.

Uno dei punti principali dell’ordine del giorno riguarda il sistema europeo di salvaguardia sulle importazioni di acciaio. La richiesta è che il Governo promuova nelle sedi competenti dell’Unione europea un riesame degli strumenti attuali, affinché non si creino condizioni penalizzanti per i produttori europei di acciai speciali.

Franco Manes

Secondo Manes, infatti, il rischio è che le regole pensate per proteggere il mercato europeo possano produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi iniziali. «Le imprese italiane ed europee non possono affrontare la transizione ecologica e, contemporaneamente, competere con produzioni provenienti da Paesi che operano con costi, regole e standard differenti», sostiene il deputato valdostano.

Il riferimento è soprattutto ai flussi di importazione provenienti da Paesi come India e Cina, realtà produttive che possono contare su condizioni industriali diverse rispetto a quelle europee. La questione diventa quindi politica oltre che economica: da una parte l’Europa chiede alle proprie imprese un’accelerazione verso modelli produttivi più sostenibili, dall’altra deve garantire che questo percorso non si trasformi in uno svantaggio competitivo rispetto ai concorrenti internazionali.

«È necessario che gli strumenti europei tutelino realmente il mercato e non finiscano, al contrario, per favorire le importazioni a discapito delle nostre aziende», aggiunge Manes, richiamando la necessità di una politica industriale europea più attenta alla difesa delle filiere strategiche.

La seconda grande questione riguarda il futuro industriale dello stabilimento valdostano: investimenti, innovazione e decarbonizzazione. L’ordine del giorno impegna il Governo a valutare strumenti capaci di accompagnare le imprese italiane degli acciai speciali e inossidabili nella trasformazione tecnologica, tenendo conto di tre elementi fondamentali: continuità produttiva, occupazione e patrimonio professionale.

È proprio il tema delle competenze uno degli aspetti più delicati. In un settore altamente specializzato come quello dell’acciaio, il valore di un’azienda non è rappresentato soltanto dagli impianti, ma anche dalle conoscenze maturate negli anni da tecnici, operai qualificati e professionalità difficilmente sostituibili.

«Alla Cogne lavorano professionalità altamente specializzate, costruite attraverso anni di formazione ed esperienza, che costituiscono un patrimonio insostituibile», evidenzia Manes. «Difendere la continuità produttiva significa proteggere queste competenze e dare una prospettiva concreta alle lavoratrici, ai lavoratori e alle loro famiglie».

Parole che riportano il confronto sul piano sociale. La difesa della produzione industriale non riguarda soltanto bilanci aziendali o indicatori economici, ma la possibilità di garantire futuro occupazionale a un territorio che ha costruito parte della propria identità moderna attorno alla presenza della grande industria.

La partita, però, non è ancora conclusa. L’approvazione dell’ordine del giorno rappresenta un indirizzo politico, non una soluzione definitiva. Serviranno ora interventi concreti, sia a livello nazionale sia europeo, per accompagnare la trasformazione del settore siderurgico senza lasciare sole le realtà produttive più esposte.

«L’approvazione dell’ordine del giorno è un primo risultato importante, ma ora occorre passare dagli impegni alle azioni», conclude Manes, assicurando che continuerà il confronto con il Governo affinché le esigenze della Cogne Acciai Speciali e della Valle d’Aosta trovino spazio nelle misure dedicate alla siderurgia, alla decarbonizzazione e alla tutela dell’occupazione.

La vicenda della Cogne diventa così il simbolo di una sfida più ampia: conciliare ambiente, competitività e coesione sociale. Per i territori alpini e periferici, mantenere una presenza industriale qualificata significa difendere non soltanto posti di lavoro, ma la possibilità stessa di continuare a vivere e produrre in montagna. La siderurgia del futuro sarà probabilmente diversa da quella del passato, ma la sfida sarà evitare che la modernizzazione lasci indietro chi oggi rappresenta ancora una parte fondamentale del patrimonio economico e umano europeo.

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