La scelta della Regione Valle d'Aosta di archiviare definitivamente il recupero della linea ferroviaria Aosta–Pré-Saint-Didier accende lo scontro con il sindacato. La FILT CGIL Valle d'Aosta esprime una dura presa di posizione contro il nuovo Piano Regionale dei Trasporti, giudicando la decisione un arretramento sul piano della mobilità sostenibile e una rinuncia a un'infrastruttura strategica costruita con risorse pubbliche. Per l'organizzazione sindacale si tratta di una decisione destinata ad avere conseguenze non solo sul sistema dei trasporti, ma anche sullo sviluppo economico, sociale e ambientale dell'intera regione.
Secondo la FILT CGIL, cancellare ogni prospettiva di riattivazione della linea significa disperdere un patrimonio della collettività che, attraverso un adeguato intervento di riqualificazione, potrebbe invece garantire una risposta moderna alle esigenze di mobilità di cittadini, pendolari, studenti e turisti. Il sindacato ritiene incomprensibile che, mentre in Europa e a livello nazionale il trasporto ferroviario viene individuato come il cardine della transizione ecologica, in Valle d'Aosta si scelga di puntare prevalentemente sul trasporto su gomma.
La segretaria regionale Cristina Marchiaro non usa mezzi termini e sostiene che «rinunciare a un'infrastruttura ferroviaria già esistente significa disperdere un patrimonio pubblico strategico, costruito con risorse della collettività e capace, se adeguatamente riqualificato, di offrire una risposta moderna alle esigenze di mobilità di cittadini, lavoratrici e lavoratori, studenti e turisti». Una valutazione che, secondo il sindacato, rende ancora più difficile comprendere l'orientamento della Regione verso sistemi di Bus Rapid Transit (BRT).
La FILT CGIL evidenzia infatti quella che considera una contraddizione politica. Da una parte si dichiarano obiettivi di sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni, dall'altra si sceglie di incrementare il trasporto su gomma lungo un asse stradale che già oggi registra livelli elevati di traffico, soprattutto durante le stagioni di maggiore afflusso turistico. Per il sindacato, l'introduzione di autobus ad alta frequenza rischia inevitabilmente di aumentare la congestione della viabilità, mentre il recupero della ferrovia consentirebbe di utilizzare un'infrastruttura esistente, limitando il traffico automobilistico e riducendo l'impatto ambientale.
La critica investe anche il piano economico. Secondo la FILT CGIL, rinunciare alla ferrovia significa rinunciare a valorizzare un investimento pubblico già realizzato, preferendo nuove soluzioni che continuano a basarsi sulla rete stradale. «Una moderna politica dei trasporti deve fondarsi sull'integrazione tra trasporto ferroviario e su gomma, valorizzando le infrastrutture esistenti anziché decretarne l'abbandono. Le risorse per gli investimenti infrastrutturali devono essere ricercate e programmate con una visione di lungo periodo», afferma il sindacato, ribadendo che le scelte strategiche non possono essere condizionate esclusivamente dai costi immediati.
Per la FILT CGIL la linea Aosta–Pré-Saint-Didier rappresenta inoltre un'infrastruttura con un valore che va ben oltre il semplice collegamento ferroviario. Il suo recupero potrebbe sostenere il turismo, facilitare gli spostamenti dei pendolari, rafforzare la mobilità interna e contribuire al contrasto dello spopolamento delle vallate, offrendo un'alternativa concreta all'utilizzo dell'auto privata. In quest'ottica il sindacato considera la decisione della Regione una rinuncia a una visione di sviluppo che guarda al lungo periodo.
Da qui la richiesta rivolta all'amministrazione regionale di riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali, gli enti locali e i territori interessati. La FILT CGIL chiede infatti che il Piano regionale venga rivisto, valutando concretamente le possibilità di recupero della tratta ferroviaria e riportando il trasporto su rotaia al centro delle politiche della mobilità valdostana.
La vicenda assume così un significato che supera il destino della sola linea Aosta–Pré-Saint-Didier. Lo scontro aperto dalla FILT CGIL pone una questione di fondo sulle scelte strategiche che la Valle d'Aosta intende compiere nei prossimi decenni: puntare su un modello di mobilità sempre più legato alla strada oppure investire sul rilancio della ferrovia come infrastruttura capace di coniugare tutela dell'ambiente, competitività del territorio, qualità della vita e sviluppo economico. È su questo terreno che si misurerà la coerenza delle politiche regionali rispetto agli obiettivi della transizione ecologica e della mobilità sostenibile.





