Contrastare la violenza di genere significa costruire una rete capace di intervenire prima dell’emergenza, sostenere chi subisce violenza e lavorare sulla trasformazione culturale della società. È questo il quadro emerso dall’audizione dell’Assessore alle politiche sociali davanti al Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche regionali e della qualità della normazione, riunito nel pomeriggio di giovedì 30 luglio 2026 per fare il punto sull’attività del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere prevista dalla legge regionale n. 4/2013.
Il monitoraggio ha evidenziato il progressivo rafforzamento della rete regionale antiviolenza, un sistema che coinvolge istituzioni, servizi sociali e sanitari, realtà specializzate e soggetti del territorio con l’obiettivo di garantire risposte sempre più coordinate. La presidente del Comitato paritetico Loredana Petey (UV) ha sottolineato il ruolo dell’organismo nel verificare l’efficacia delle politiche pubbliche: “Il Comitato paritetico ha il compito di verificare che le leggi regionali producano effettivamente i risultati per cui sono state approvate”. Secondo la presidente, la relazione presentata ha confermato “il progressivo consolidamento della rete antiviolenza valdostana”, evidenziando la necessità di continuare a investire nella formazione multidisciplinare degli operatori, nella prevenzione e nelle campagne educative rivolte alle nuove generazioni per promuovere una cultura fondata sul rispetto e su relazioni non violente.
Tra gli interventi più significativi dell’ultimo anno figura l’avvio del Centro per uomini autori di violenza a Donnas, realizzato in collaborazione con il Cipm Liguria Aps. Il servizio rappresenta un tassello innovativo nelle strategie di contrasto alla violenza di genere, perché affianca alla protezione delle vittime anche percorsi rivolti agli autori, con l’obiettivo di favorire la consapevolezza delle proprie responsabilità e ridurre il rischio di nuovi episodi di violenza.
Parallelamente è stato avviato il percorso partecipato per la definizione del nuovo Piano triennale regionale 2026-2028, con il supporto dell’Istituto per la ricerca sociale di Milano, coinvolgendo la rete territoriale nella programmazione delle future azioni. Un passaggio che punta a rendere ancora più strutturali gli interventi regionali, integrando prevenzione, presa in carico e accompagnamento verso l’autonomia.
Sul fronte dei servizi di accoglienza è stato inoltre rafforzato il sistema esistente attraverso l’avvio delle procedure per un nuovo servizio di pre e seconda accoglienza, destinato ad affiancare le Case rifugio già operative. La Regione ha inoltre garantito un maggiore sostegno economico al Centro antiviolenza regionale e la proroga dell’attività dello Sportello psicologico, strumenti considerati fondamentali per offrire continuità alle persone che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza.
“Nel corso dell’ultimo anno il Forum permanente ha rappresentato un luogo importante di confronto e coordinamento sulle politiche regionali di prevenzione e contrasto della violenza di genere”, è stato evidenziato dall'assessore Carlo Marzi nel corso dell’audizione, rimarcando come il lavoro di rete sia diventato un elemento centrale della strategia regionale.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto l’aumento delle risorse o il potenziamento dei servizi, ma la capacità di incidere sui comportamenti e sulla cultura collettiva. La lotta alla violenza di genere resta un tema che coinvolge l’intera comunità valdostana: dalle istituzioni alle scuole, dai servizi pubblici alle famiglie, perché la prevenzione passa dalla costruzione quotidiana di una società fondata sulla parità, sul rispetto e sulla responsabilità.





