La firma dell'ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità per il triennio 2025-2027, sottoscritta all'Aran il 29 luglio 2026, rappresenta uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni per il personale del Servizio sanitario nazionale. L'intesa coinvolge oltre mezzo milione di lavoratrici e lavoratori – quasi 600 mila secondo la FP CGIL – e introduce un pacchetto di misure che comprende aumenti retributivi, nuove tutele normative e una revisione di alcuni istituti contrattuali destinati a incidere sull'organizzazione del lavoro. Si tratta però ancora di una preintesa, destinata a completare l'iter di verifica e certificazione prima della sottoscrizione definitiva.
Tra gli aspetti di maggiore interesse figurano gli incrementi economici destinati agli infermieri e alle ostetriche. Le prime stime parlano di un aumento medio complessivo compreso tra 216 e 240 euro lordi mensili, risultato della somma delle diverse voci previste dal contratto e delle risorse già stanziate dalla legislazione vigente. In particolare, lo stipendio tabellare crescerà di 130,20 euro lordi al mese per 13 mensilità, ai quali si aggiungerà un incremento di 93,35 euro mensili dell'indennità di specificità infermieristica. Gli arretrati maturati nel biennio 2025-2026 sono stimati in circa 3.184 euro lordi, salvo il conguaglio dell'indennità di vacanza contrattuale. Gli importi effettivamente percepiti varieranno tuttavia in base al profilo professionale, all'anzianità di servizio, all'orario di lavoro, alle eventuali assenze e agli anticipi già corrisposti.
Per il sindacato Nursing Up il rinnovo rappresenta un risultato concreto ma non conclusivo. Il segretario regionale Piemonte e Valle d'Aosta, Claudio Delli Carri, sottolinea che l'accordo è il frutto del confronto sindacale e riconosce finalmente parte delle responsabilità e delle competenze degli operatori sanitari, ma invita anche a evitare aspettative irrealistiche, ricordando che le cifre diffuse sono valori lordi e teorici, destinati a differire da lavoratore a lavoratore fino alla pubblicazione delle tabelle definitive e al completamento dell'iter contrattuale.
L'ipotesi di rinnovo interviene anche sul piano organizzativo. Sono previste modifiche al sistema degli incarichi professionali e organizzativi, nuove disposizioni per le unità operative caratterizzate da particolari condizioni di disagio, misure dedicate al recupero psicofisico del personale e il riconoscimento di alcune indennità anche durante i periodi di ferie. Per i professionisti sanitari la componente variabile dell'incarico di base potrà arrivare fino a 3.500 euro annui, compatibilmente con le risorse disponibili nelle singole aziende sanitarie.
Secondo Nursing Up, tuttavia, il rinnovo non risolve alcune criticità strutturali che continuano a pesare sul sistema sanitario. Il sindacato richiama la perdita di potere d'acquisto accumulata negli ultimi anni, il persistente divario retributivo rispetto ai principali Paesi europei, la carenza cronica di personale e i carichi di lavoro sempre più gravosi per infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari. Da qui la richiesta di istituire un fondo perequativo nazionale che consenta di avvicinare progressivamente le retribuzioni italiane agli standard europei e di riconoscere adeguatamente anche i professionisti in possesso della laurea magistrale.
Tra le questioni ancora aperte figura inoltre quella dell'infermiere di famiglia e di comunità, considerato una figura strategica nel nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal PNRR attraverso Case e Ospedali di Comunità. Secondo Delli Carri, senza una disciplina contrattuale specifica e senza un adeguato riconoscimento economico e professionale, il rischio è che le nuove strutture territoriali non riescano a garantire i servizi previsti e finiscano per sottrarre risorse agli ospedali invece di rafforzare la presa in carico dei cittadini.
Soddisfazione per la firma della preintesa arriva anche dalla FP CGIL Valle d'Aosta, che definisce l'accordo un passaggio importante per restituire dignità al lavoro di chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute. Per il sindacato il contratto offre una risposta concreta in una fase segnata dall'aumento del costo della vita e dalle difficoltà nel reperire e trattenere personale qualificato, rafforzando diritti, tutele e salari.
La FP CGIL evidenzia inoltre come, nel contesto valdostano, il rinnovo assuma un significato particolare. La carenza di personale, la mobilità verso altre regioni e il crescente richiamo del settore privato continuano infatti a mettere sotto pressione i servizi dell'Azienda USL della Valle d'Aosta e di ARPA Valle d'Aosta. In questa prospettiva il nuovo contratto viene considerato uno strumento per rendere più attrattivi i presidi ospedalieri e territoriali regionali, valorizzando il personale senza ricorrere a trattamenti differenziati limitati alle figure dirigenziali.
Tra gli elementi maggiormente apprezzati dalla FP CGIL figurano gli aumenti salariali destinati a recuperare almeno in parte il potere d'acquisto eroso dall'inflazione, la clausola di salvaguardia con verifica economica prevista nel luglio 2027, il pieno riconoscimento delle indennità e della retribuzione accessoria durante le ferie e il rafforzamento degli incarichi di base, con riconoscimenti economici fino a 3.500 euro, finalizzati a incentivare la crescita professionale e la permanenza nel servizio pubblico. Il sindacato ha inoltre annunciato che, a partire dal mese di settembre, organizzerà una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro per illustrare i contenuti della preintesa e consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di esprimersi attraverso il voto prima della sottoscrizione definitiva.





