FEDE E RELIGIONI - 29 luglio 2026, 08:00

Leone XIV: «L’intelligenza artificiale sia al servizio della verità e della dignità umana»

Nel messaggio inviato al VII Seminario internazionale sulla comunicazione della Chiesa, in corso il 27 e 28 luglio alla Pontificia Università Cattolica di Santiago del Cile, Papa Leone XIV richiama la responsabilità etica nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Attraverso un testo firmato dal cardinale Pietro Parolin, il Pontefice invita a mettere ogni innovazione tecnologica al servizio della verità, del bene e della dignità della persona, ribadendo i principi contenuti nell'enciclica Magnifica humanitas

Leone XIV: «L’intelligenza artificiale sia al servizio della verità e della dignità umana»

L'intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e la Chiesa cattolica sceglie di affrontarla non con diffidenza, ma con un forte richiamo alla responsabilità morale. È questo il messaggio che Papa Leone XIV ha voluto inviare ai partecipanti del VII Seminario internazionale sulla comunicazione della Chiesa, in svolgimento il 27 e 28 luglio presso la Pontificia Università Cattolica di Santiago del Cile, dedicato al tema "Le sfide dell'intelligenza artificiale". Il testo, firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e indirizzato al presidente della Conferenza episcopale cilena, René Osvaldo Rebolledo Salinas, ha aperto ufficialmente i lavori del convegno.

Nel messaggio il Pontefice invita i comunicatori, gli operatori pastorali, gli accademici e i rappresentanti ecclesiastici provenienti dall'America Latina e dai Caraibi a promuovere una comunicazione che, di fronte alle opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico, sappia «custodire la dignità della persona umana e mettere ogni strumento al servizio della verità e del bene». Un richiamo che va oltre la dimensione religiosa e tocca uno dei grandi interrogativi politici, sociali ed etici dell'attualità: quale direzione imprimere allo sviluppo dell'intelligenza artificiale affinché rimanga realmente al servizio dell'uomo.

Leone XIV affida inoltre allo Spirito Santo il compito di illuminare il confronto tra i partecipanti, affinché le sfide poste dall'intelligenza artificiale possano essere affrontate «con saggezza e responsabilità», nella convinzione che la comunicazione ecclesiale debba continuare a favorire l'incontro tra le persone e l'annuncio del Vangelo, senza lasciarsi travolgere dalla velocità dell'innovazione tecnologica.

Il seminario prende le mosse dall'enciclica Magnifica humanitas, presentata dal Pontefice il 25 maggio 2026, dedicata alla custodia della persona umana nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Il documento propone una riflessione che non si limita agli aspetti tecnologici, ma affronta le conseguenze culturali, economiche e sociali dell'IA, sottolineando il rischio che strumenti sempre più potenti possano alimentare logiche di esclusione, dominio e manipolazione se privi di un saldo riferimento ai valori della dignità umana.

Su questo punto si è soffermato anche il cardinale Fernando Natalio Chomalí Garib, arcivescovo di Santiago del Cile, che aprendo i lavori ha definito i social media spazi «autenticamente umani», perché riflettono emozioni, relazioni e conflitti propri della società contemporanea. Secondo il porporato, ogni riflessione sulla tecnologia deve fondarsi su quattro criteri imprescindibili: verità, bontà, bellezza e utilità. A suo giudizio, Magnifica humanitas non dovrebbe essere interpretata soltanto come un'enciclica sull'intelligenza artificiale, ma soprattutto come un documento dedicato alla dignità della persona e alla ricerca della verità.

Nel corso della successiva concelebrazione eucaristica, Chomalí Garib ha ribadito la natura profondamente cristologica dell'enciclica, auspicando una comunicazione capace di discernimento e invitando a utilizzare l'intelligenza artificiale come strumento di promozione della dignità umana e non come fine in sé. Una prospettiva che mette al centro la persona, anche in un contesto nel quale algoritmi e piattaforme digitali influenzano in misura crescente il dibattito pubblico, la formazione dell'opinione e perfino le relazioni sociali.

Le stesse preoccupazioni sono emerse negli interventi del rettore della Pontificia Università Cattolica del Cile, Juan Carlos de la Llera, e di monsignor René Osvaldo Rebolledo Salinas, secondo il quale il seminario rappresenta una concreta espressione del cammino sinodale della Chiesa. Il presidente della Conferenza episcopale cilena ha sottolineato che la pubblicazione di Magnifica humanitas ha conferito nuovo spessore alle riflessioni pastorali sul rapporto tra progresso scientifico e sviluppo tecnologico, ricordando che «l'inviolabile dignità della persona umana deve costituire il principio, il criterio e il fine sia dello sviluppo tecnologico sia del progresso scientifico».

L'intervento del Papa si inserisce in un dibattito che coinvolge governi, istituzioni internazionali, imprese tecnologiche e mondo accademico. Le ricadute economiche dell'intelligenza artificiale promettono infatti enormi opportunità in termini di produttività e innovazione, ma aprono al tempo stesso interrogativi sulla tutela del lavoro, sulla protezione dei dati personali, sulla trasparenza degli algoritmi e sul rischio di nuove disuguaglianze. Sul piano politico cresce la richiesta di regole condivise che garantiscano uno sviluppo dell'IA rispettoso dei diritti fondamentali, mentre sul piano sociale aumenta l'esigenza di preservare relazioni autentiche e una comunicazione fondata sulla fiducia.

Il messaggio di Leone XIV amplia così la riflessione ben oltre l'ambito ecclesiale. L'invito a mettere ogni tecnologia al servizio della verità e del bene richiama una responsabilità che riguarda l'intera società. In un'epoca in cui l'innovazione procede a ritmi sempre più rapidi, la vera sfida non consiste soltanto nello sviluppare strumenti sempre più sofisticati, ma nel garantire che il progresso continui ad avere come punto di riferimento la persona umana, affinché il futuro digitale sia costruito non sulla forza della tecnologia, ma sulla centralità della dignità, della libertà e della responsabilità.

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