ATTUALITÀ POLITICA - 27 luglio 2026, 12:32

Quartiere Dora, Sunia e Federconsumatori VdA attaccano il Comune: «Più cemento e supermercati, mentre gli anziani restano prigionieri in casa»

L'amministrazione comunale di Aosta si prepara a modificare il regolamento urbanistico per consentire la realizzazione di un nuovo supermercato nell'area verde del Quartiere Dora. Il Sunia Valle d'Aosta e Federconsimatori VdA denunciano una scelta ritenuta sbagliata sotto il profilo urbanistico, economico e sociale, accusando il Comune e il sindaco di ignorare le vere emergenze del quartiere, dall'isolamento degli anziani alla mancanza di ascensori negli edifici popolari

L'area verde che vogliono cementificare

L'area verde che vogliono cementificare

L'ennesimo supermercato al posto di un'area verde, mentre i problemi quotidiani dei residenti continuano a rimanere irrisolti. È questa la dura accusa che il Sunia Valle d'Aosta e Federconsumatori VdA rivolge all'amministrazione comunale di Aosta, dopo la decisione di avviare la modifica del regolamento urbanistico che consentirebbe la costruzione di una nuova struttura commerciale nell'area verde adiacente alla Cogne, nel Quartiere Dora. Una scelta che il sindacato degli inquilini e l'associazione di consumatori definiscono miope e scollegata dalle reali necessità del territorio, tanto da chiedere un immediato passo indietro della giunta e l'apertura di un confronto con cittadini e associazioni.

Secondo le due organizzazioni, il primo elemento critico riguarda il metodo. La decisione, sostengono il sindacato, sarebbe stata assunta senza un preventivo coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e delle organizzazioni che rappresentano gli inquilini e le fasce più deboli della popolazione. Una modalità che viene letta come l'ennesimo esempio di una politica urbanistica costruita nei palazzi del Comune anziché attraverso il dialogo con chi vive quotidianamente i quartieri.

Ma è soprattutto il merito della scelta a suscitare la contestazione. «Ma di quanti supermercati ha davvero bisogno la nostra città?», si chiedono il Sunia e federconsumatori, ricordando come il capoluogo e i comuni della prima cintura presentino già una presenza molto elevata della grande distribuzione. In questo contesto, aggiungere un nuovo punto vendita non rappresenterebbe una risposta a un reale fabbisogno della popolazione, bensì il rischio concreto di aggravare la crisi del commercio di vicinato, già duramente colpito dalla concorrenza delle grandi catene.

Le due organizzazioni sottolineano come l'apertura dell'ennesimo supermercato possa accelerare ulteriormente la chiusura delle piccole attività commerciali di quartiere, privando i residenti non soltanto di servizi di prossimità, ma anche di quei rapporti umani che spesso rappresentano un punto di riferimento fondamentale, soprattutto per le persone più anziane. Una dinamica che avrebbe effetti economici e sociali ben più profondi della semplice apertura di un nuovo esercizio commerciale.

Non meno pesante è la critica sul fronte urbanistico. L'ipotesi di sostituire un'area verde con nuove superfici commerciali viene definita un ulteriore consumo di suolo in una città che, secondo il sindacato, dovrebbe invece preservare gli spazi verdi esistenti e investire sulla qualità dell'ambiente urbano. In un periodo in cui molte amministrazioni parlano di sostenibilità, adattamento climatico e rigenerazione urbana, la scelta del Comune viene considerata dal Sunia un passo nella direzione opposta.

Ma è sul piano sociale che l'attacco nei confronti dell'amministrazione e del sindaco diventa ancora più severo. Per il sindacato, infatti, il Quartiere Dora vive problemi ben diversi dalla mancanza di punti vendita. La popolazione residente sta progressivamente invecchiando e numerosi edifici popolari sono ancora privi di ascensore. Per molti anziani e cittadini con difficoltà motorie, le scale rappresentano una barriera che li costringe a vivere in una condizione di isolamento pressoché totale.

«Ci sono cittadini intrappolati nelle loro abitazioni che non possono uscire nemmeno per acquistare un farmaco o fare una semplice passeggiata. Non è certo un nuovo supermercato a risolvere questa emergenza sociale», evidenziano che accusa il Comune di concentrare risorse politiche e amministrative su un intervento commerciale mentre restano senza risposta questioni che incidono direttamente sulla dignità e sulla qualità della vita delle persone più fragili.

Da qui la domanda rivolta direttamente al primo cittadino: «Perché l'amministrazione investe tempo ed energie per favorire l'ennesimo centro commerciale invece di affrontare le vere urgenze sociali della città?». Un interrogativo che assume anche un significato politico, perché mette in discussione le priorità della giunta comunale. Secondo Sunia e Federconsumatori, un'amministrazione dovrebbe misurare il proprio operato sulla capacità di risolvere i problemi concreti dei cittadini e non sulla realizzazione di nuove strutture commerciali in un mercato che appare già saturo.

Le proposte avanzate d aSunia Valle d'Aosta e Federconsumatori VdA seguono una direzione completamente diversa. L'organizzazione chiede incentivi per installare ascensori negli edifici di edilizia popolare, il potenziamento dell'assistenza domiciliare, servizi di mobilità dedicati agli anziani e un sostegno concreto alle piccole attività commerciali di vicinato, considerate presìdi sociali oltre che economici. Interventi che, secondo il sindacato, contribuirebbero realmente a rendere il Quartiere Dora più inclusivo e vivibile.

Sunia Valle d'Aosta e Federconsumatori VdA concludono chiedendo alla giunta comunale di fermare l'iter della variante urbanistica e di aprire un tavolo di confronto con residenti, associazioni e realtà del territorio. «C'è ancora tempo per evitare quello che rischia di diventare l'ennesimo errore urbanistico della città», afferma il sindacato.

La vicenda va oltre il destino di un singolo supermercato. Essa riporta al centro una questione destinata ad accompagnare sempre più spesso il dibattito pubblico: quale modello di città vuole costruire Aosta. Una città che continua a privilegiare nuove superfici commerciali e interventi edilizi oppure una comunità che investe sulle persone, sulla tutela degli spazi verdi e sui servizi per chi è più vulnerabile. È su questa scelta di fondo che, al di là delle polemiche di queste settimane, si misurerà la credibilità delle future politiche urbanistiche e sociali dell'amministrazione comunale.

je.fe.

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