Consiglio Valle Comuni - 26 luglio 2026, 09:43

Riforma elettorale, AVS: «Nessuna violazione dello Statuto speciale, ma la Valle d'Aosta potrà incidere sugli equilibri nazionali»

Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta esprime un giudizio fortemente critico sulla riforma elettorale approvata dalla Camera il 16 luglio, pur riconoscendo un elemento positivo per la regione: la possibilità che il voto valdostano contribuisca agli equilibri politici nazionali. Il movimento respinge inoltre le tesi di una presunta violazione dello Statuto speciale e annuncia che seguirà con attenzione il passaggio del testo al Senato previsto per settembre.

I vertici di Avs VdA

I vertici di Avs VdA

La riforma della legge elettorale nazionale continua ad alimentare il confronto politico anche in Valle d'Aosta. A intervenire è Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta, che in una nota diffusa il 24 luglio 2026 sottolinea come il percorso della riforma sia ancora tutt'altro che concluso. Il testo approvato dalla Camera dei deputati il 16 luglio dovrà infatti affrontare un nuovo esame al Senato nel mese di settembre e, secondo quanto ricordato dal movimento, sono già stati annunciati ricorsi davanti alla Corte costituzionale.

Nel merito, AVS esprime una netta contrarietà all'impianto della riforma. Il primo elemento contestato riguarda il metodo: modificare le regole del voto a meno di un anno dalle elezioni viene definito un grave errore politico. Secondo il movimento, si tratta di una prassi che rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni e che richiama quanto avvenuto anche in Valle d'Aosta con la modifica della legge elettorale regionale approvata nello scorso anno. A questa critica si aggiungono quelle rivolte alla limitata attenzione riservata alla parità di genere, alla conferma delle liste bloccate, che impediscono agli elettori di esprimere preferenze sui candidati, e più in generale all'intero meccanismo elettorale delineato dalla riforma. Per queste ragioni, AVS rivendica la scelta del proprio gruppo parlamentare di opporsi al provvedimento durante il dibattito e la votazione alla Camera.

Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, il movimento evidenzia che la riforma mantiene inalterati gli elementi fondamentali del sistema vigente. Resta infatti confermata la circoscrizione autonoma con il collegio uninominale, che continuerà a eleggere un deputato e un senatore, così come viene mantenuta la procedura speciale prevista per la regione, con la presentazione delle candidature presso il Tribunale di Aosta, che continuerà anche a proclamare gli eletti. Alla luce di questi elementi, AVS sostiene che non vi siano i presupposti per parlare di una violazione dello Statuto speciale, prendendo così posizione in senso opposto rispetto alle valutazioni espresse dall'Union Valdôtaine.

La principale novità individuata dal movimento riguarda invece la possibilità, per i candidati valdostani, di collegarsi a una o più liste nazionali. In questo modo il voto espresso in Valle d'Aosta potrà concorrere anche al raggiungimento della soglia del 42 per cento prevista dalla riforma per l'assegnazione del premio di maggioranza. La legge introduce inoltre una scheda elettorale specifica per la regione, nella quale accanto al nome del candidato compariranno anche i simboli delle liste o delle coalizioni nazionali collegate.

Secondo AVS, nonostante la complessità della normativa – definita il risultato della stratificazione di numerose leggi e centinaia di emendamenti – questo aspetto rappresenta un cambiamento politico significativo per una regione di piccole dimensioni come la Valle d'Aosta. La possibilità che il voto espresso sul territorio contribuisca direttamente agli equilibri della politica nazionale viene infatti considerata un elemento positivo, capace di rafforzare il peso della rappresentanza valdostana all'interno del sistema politico italiano.

Nel documento trova spazio anche una riflessione sulle prospettive politiche regionali. Per la sinistra valdostana, osserva AVS, il nuovo quadro costituisce uno stimolo a costruire una proposta più unitaria e riconoscibile, distinta sia dall'Union Valdôtaine sia dalle forze di destra. Una prospettiva che si inserisce in un contesto nel quale il rapporto tra autonomia speciale e dinamiche della politica nazionale continua a evolversi, rendendo sempre più centrale la capacità delle forze locali di coniugare la tutela delle peculiarità valdostane con la partecipazione ai grandi equilibri del Paese. In attesa dell'esame del Senato e dei possibili giudizi della Corte costituzionale, il dibattito sulla riforma resta quindi aperto e destinato ad avere ricadute non solo sul sistema elettorale, ma anche sul ruolo politico che la Valle d'Aosta potrà esercitare nei prossimi anni.

pi.mi.

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