Alleanza Verdi e Sinistra rilancia le proprie critiche sulla governance di CVA, sostenendo che gli sviluppi emersi negli ultimi mesi confermerebbero molte delle perplessità avanzate in passato. In un comunicato, il partito chiede un deciso cambio di passo da parte della proprietà pubblica della società energetica, individuando in Regione Valle d’Aosta e Finaosta i soggetti chiamati a esercitare un ruolo più incisivo nella definizione degli indirizzi strategici.
Secondo AVS, “negli scorsi anni abbiamo più volte espresso preoccupazioni e mosso critiche sull’operato del Consiglio di Amministrazione di CVA, evidenziando l’assurdità di una situazione in cui la proprietà di CVA, cioè Regione e Finaosta, si sottraevano al ruolo di dare indicazioni ed indirizzi a chi dirige una società interamente pubblica e al servizio dell’interesse pubblico”. Il partito aggiunge che “il fatto nuovo emerso in questi ultimi mesi è che, da varie dichiarazioni, articoli e atti, sono emerse osservazioni simili a quelle da noi formulate – e categoricamente respinte dalla Giunta regionale – divenute oggetto anche di approfondimenti autonomi all’interno di Finaosta”.
Nel comunicato viene richiamata anche la vicenda relativa al bilancio 2025 di CVA. AVS afferma che “uno dei risvolti più clamorosi di queste verifiche interne è stata la richiesta di un impairment test, una revisione di alcuni aspetti del bilancio 2025 di CVA, che infatti è ancora in fase di analisi e non è stato finora approvato”.
Le critiche del partito si estendono poi alla struttura del gruppo e alle scelte industriali adottate negli ultimi anni. AVS sostiene infatti che “il quadro societario di CVA presenta un’anomala proliferazione di società controllate, più di 170; i Piani strategici approvati negli ultimi anni, orientati a ingenti investimenti che spostano il baricentro della società fuori Valle, non sono condivisibili; le operazioni sugli emolumenti degli amministratori di decine di società sono sconcertanti”.
La presa di posizione si inserisce nel più ampio dibattito politico sul futuro della principale società energetica valdostana, un asset strategico sia per il sistema economico regionale sia per le finanze pubbliche. La gestione di CVA continua infatti a rappresentare uno dei temi più sensibili della politica valdostana, perché coinvolge non solo gli equilibri societari e la redditività degli investimenti, ma anche il ruolo che una società interamente pubblica deve svolgere nello sviluppo del territorio e nella valorizzazione delle risorse idroelettriche.
Nelle conclusioni del comunicato, AVS invita gli azionisti pubblici ad assumere un ruolo più deciso, sostenendo che “tutto questo evidenzia la necessità di un’azione forte da parte di Regione e Finaosta per cambiare la situazione e assumere infine il timone di un’imbarcazione che ha smarrito la rotta”. La vicenda conferma come il confronto sulla governance di CVA sia destinato a rimanere centrale nei prossimi mesi, con implicazioni che vanno oltre la gestione aziendale e toccano il modello di sviluppo economico della Valle d’Aosta, il controllo pubblico degli asset strategici e la capacità delle istituzioni di orientarne le scelte nell'interesse della collettività.





