FEDE E RELIGIONI - 22 luglio 2026, 08:00

Leone XIV: non le armi atomiche ma il disarmo genera la pace

Nel volume Disarmata e disarmante. La pace è un dono, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, Papa Leone XIV raccoglie i suoi principali interventi sul tema della pace pronunciati dall'inizio del pontificato. Nell'introduzione inedita ribadisce che la sicurezza non nasce dalla deterrenza nucleare ma dal disarmo, invitando credenti e governanti a costruire una cultura della non violenza e della responsabilità

Leone XIV: non le armi atomiche ma il disarmo genera la pace

La pace non nasce dall'accumulo di armi, tantomeno da quelle atomiche, ma dal disarmo, dalla responsabilità personale e dalla scelta quotidiana della non violenza. È il messaggio che Papa Leone XIV affida al volume Disarmata e disarmante. La pace è un dono, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana e curato dal giornalista Alessandro Banfi. Si tratta della prima antologia che raccoglie gli interventi di Robert Francis Prevost sul tema della pace pronunciati a partire dall'8 maggio 2025, giorno della sua elezione al soglio pontificio, arricchita da un testo introduttivo inedito.

Il Pontefice riparte dal suo primo saluto rivolto ai fedeli, quel "Pace a voi!" che richiama le parole di Gesù Risorto agli apostoli. Una pace che, sottolinea Leone XIV, non è un concetto astratto né un dono privo di sacrificio, ma nasce dall'esperienza della sofferenza, della violenza e della croce vissute da Cristo.

Nel testo il Papa richiama la drammatica situazione internazionale, ricordando come oltre cento Stati siano oggi coinvolti, direttamente o indirettamente, in conflitti armati. Dall'Ucraina al Medio Oriente, passando per Sudan, Myanmar, Yemen e Repubblica Democratica del Congo, il mondo continua a essere attraversato da guerre che alimentano sofferenza e instabilità.

Riprendendo una delle espressioni più significative del pontificato di Papa Francesco, quella della "Terza guerra mondiale a pezzi", Leone XIV invita a una riflessione che parte dalla responsabilità personale. La pace, scrive, non può essere chiesta soltanto ai governanti, ma deve essere costruita ogni giorno attraverso gesti concreti: un perdono, una parola di riconciliazione, un sorriso, il rispetto dell'altro nelle relazioni familiari, sociali e lavorative.

Un passaggio centrale dell'introduzione è dedicato al tema del disarmo nucleare. Secondo il Pontefice, la convinzione secondo cui la deterrenza garantirebbe la pace è stata smentita dalla nuova corsa agli armamenti che caratterizza l'attuale scenario internazionale. "Non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo", afferma con decisione, denunciando il rischio che il riarmo globale, unito allo sviluppo delle tecnologie cibernetiche e dell'intelligenza artificiale applicata ai sistemi militari, possa mettere in discussione il futuro stesso dell'umanità.

Nel volume trovano spazio anche figure che hanno incarnato concretamente l'impegno per la pace, come il beato Floribert Bwana Chui, Giorgio La Pira e Dorothy Day, insieme a tanti uomini e donne meno conosciuti che hanno scelto il dialogo, la giustizia e la solidarietà.

Tra gli esempi citati emerge anche quello dell'ufficiale sovietico Stanislav Petrov che, nel settembre 1983, decise di non segnalare come reale un falso allarme di attacco nucleare proveniente dagli Stati Uniti, contribuendo così a evitare quello che avrebbe potuto trasformarsi in un conflitto atomico dalle conseguenze devastanti. Un episodio che, secondo Leone XIV, dimostra come la coscienza e la responsabilità di una sola persona possano cambiare il corso della storia.

Il Papa conclude il suo messaggio rilanciando la speranza come fondamento della pace. Solo la carità, l'amore e il dono di sé, afferma, possono sconfiggere la violenza e l'odio. Da qui l'invito rivolto ai credenti e a tutte le persone di buona volontà a non cedere alla rassegnazione e a diventare autentici costruttori di pace, facendo della non violenza una scelta quotidiana e della pace la causa della propria vita.

red

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