ATTUALITÀ POLITICA - 22 luglio 2026, 08:19

Sicurezza ad Aosta, Fratelli d’Italia chiede l’arrivo dell’Esercito: depositata la mozione per “Strade Sicure”

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Vd’A al Comune di Aosta propone l’adesione al dispositivo nazionale che prevede l’impiego di militari per il controllo del territorio. Nel mirino il degrado urbano e gli episodi di violenza, con la richiesta di un confronto politico senza contrapposizioni ideologiche

ph repertorio Esercito Italiano

ph repertorio Esercito Italiano

La sicurezza torna al centro del dibattito politico ad Aosta. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Vd’A ha infatti depositato, il 21 luglio 2026, una mozione con cui chiede all’amministrazione comunale di valutare l’attivazione del dispositivo nazionale “Strade Sicure”, il programma che consente l’impiego dell’Esercito Italiano in attività di vigilanza e presidio del territorio urbano.

La proposta nasce dalla preoccupazione espressa dal partito rispetto a una percezione di crescente insicurezza nel capoluogo regionale, legata a episodi di violenza, degrado e fenomeni di microcriminalità che, secondo Fd’I, negli ultimi anni hanno interessato diverse zone della città. L’obiettivo dichiarato non è sostituire il lavoro delle Forze dell’Ordine, ma rafforzare il presidio del territorio attraverso uno strumento già utilizzato in altre realtà italiane.

Il riferimento normativo è la legge del 2008 che ha introdotto la possibilità per i Comuni di richiedere un supporto qualificato attraverso l’impiego di personale militare. Un modello applicato in numerose città italiane e adottato anche nella vicina Bolzano, dove il servizio è stato attivato nel 2024.

Secondo Fratelli d’Italia, l’arrivo di un nucleo di militari potrebbe produrre quattro effetti principali: una maggiore azione preventiva contro la microcriminalità, un presidio rafforzato nelle aree considerate più sensibili — come la zona della stazione ferroviaria e alcune vie del centro storico — un alleggerimento dei compiti quotidiani delle Forze dell’Ordine e un aumento della sicurezza percepita dai cittadini.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale ad Aosta, Giuseppe Manuel Cipollone (nella foto), ha spiegato la ragione della mozione sostenendo che “negli ultimi anni la violenza in strada sta segnando un crescendo preoccupante, testimoniato dalle pagine di cronaca locale”. Secondo Cipollone, il tema della sicurezza è già stato affrontato più volte in aula, ma ora sarebbe necessario passare dalle discussioni alle decisioni operative: “Le sole telecamere non bastano più, serve un salto di qualità nel controllo del territorio quale sarebbe l’adesione al protocollo ‘Strade Sicure’”. Il consigliere ha quindi auspicato un confronto basato sul pragmatismo, affermando che “se in Consiglio prevarrà il pragmatismo, potremo dare insieme un importante segnale di unità per la città. Se c’è volontà politica, noi ci saremo”.

Sulla stessa posizione il coordinatore cittadino del partito, Lorenzo Aiello, che ha evidenziato come il problema della sicurezza urbana presenti molteplici dimensioni, ma richieda anche strumenti concreti. “La situazione sta lentamente ma inesorabilmente peggiorando sul piano della sicurezza, specie nelle ore notturne del fine settimana”, ha dichiarato, aggiungendo che, pur trattandosi di una questione complessa, “questo può essere uno strumento di prevenzione efficace che possa aiutare ad invertire la tendenza”.

La proposta apre ora un confronto politico che coinvolge direttamente la maggioranza comunale. La richiesta di Fratelli d’Italia è che la mozione non venga archiviata come una semplice iniziativa di parte, ma venga valutata nel merito, alla luce delle esigenze manifestate da una parte della cittadinanza. Il tema tocca infatti un equilibrio delicato: da un lato la necessità di garantire maggiore sicurezza negli spazi pubblici, dall’altro il ruolo delle amministrazioni locali nella gestione delle politiche sociali, della prevenzione e della coesione urbana.

L’eventuale adesione ad “Strade Sicure” comporterebbe anche una riflessione più ampia sul modello di città che Aosta vuole costruire nei prossimi anni. La sicurezza non riguarda soltanto il controllo del territorio, ma anche la qualità degli spazi pubblici, il contrasto alle marginalità, le opportunità per i giovani e la capacità delle istituzioni di rispondere alle paure dei cittadini. Il confronto sulla mozione diventa quindi un’occasione per discutere non solo di pattugliamenti e presidi, ma del futuro equilibrio sociale del capoluogo regionale.

je.fe.

SU