È un attacco frontale quello lanciato da Valle d’Aosta Futura nei confronti della gestione della sanità regionale. Il movimento politico punta il dito contro il rapporto tra risultati ottenuti, risorse impiegate e riconoscimenti economici assegnati ai vertici dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, sostenendo che a fronte di un sistema che presenta criticità e difficoltà operative siano stati previsti premi per i dirigenti mentre cittadini e operatori sanitari continuano a fare i conti con carenze di personale e riduzione dei servizi.
“USL in rosso e i valdostani pagano per arricchire i dirigenti” è il titolo scelto da Valle d’Aosta Futura per sintetizzare la propria posizione. Secondo il movimento, il ripianamento del disavanzo dell’Azienda sanitaria da parte della Regione rappresenterebbe un meccanismo ormai consolidato: “mamma Regione interviene per ripianare il debito e premiare chi l’ha portata in queste pessime acque”, sostiene il coordinamento politico.
Nel mirino finiscono in particolare le decisioni finanziarie legate alla sanità pubblica. Valle d’Aosta Futura richiama due recenti articoli pubblicati da La Stampa, dedicati da una parte allo stanziamento di 25 milioni di euro da parte di Piazza Deffeyes per coprire il disavanzo USL e dall’altra alla destinazione dell’avanzo regionale di amministrazione, pari a 273 milioni di euro, con una quota significativa destinata al comparto sanitario. Secondo il movimento, una parte di queste risorse sarebbe ancora una volta indirizzata ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e al recupero delle difficoltà di bilancio dell’Azienda sanitaria.
La domanda posta da Valle d’Aosta Futura riguarda il rapporto tra maggiori finanziamenti e risultati concreti. Il movimento evidenzia come negli ultimi anni le risorse destinate alla sanità valdostana siano cresciute: dai 275 milioni di euro del 2018 ai 303 milioni del 2021, fino ai 333 milioni del 2024. A fronte di questi aumenti, però, vengono ricordate alcune riduzioni sul fronte del personale e dei posti letto: gli infermieri sarebbero passati da 672 nel 2018 a 640 nel 2023, i medici da 354 nel 2018 a 340 nel 2023, mentre i posti letto sarebbero scesi da 499 nel 2018 a 424 nel 2023.
Per Valle d’Aosta Futura questo scenario dimostrerebbe una distanza tra gli obiettivi dichiarati dalla politica sanitaria e la realtà vissuta dagli utenti. “Altro che cittadini al centro”, afferma il movimento, criticando una gestione che, a suo giudizio, avrebbe finito per mettere in secondo piano le esigenze quotidiane di pazienti e lavoratori della sanità.
La contestazione più dura riguarda però gli incentivi economici destinati ai vertici dell’AUSL. Valle d’Aosta Futura sostiene che, dopo il mancato raggiungimento degli obiettivi legati soprattutto all’attrattività di medici e infermieri, la risposta sia stata quella di riconoscere premi ai dirigenti: 60 mila euro annui al Direttore generale e 48 mila euro annui ai Direttori amministrativo e sanitario. Cifre che si aggiungerebbero agli stipendi già percepiti: circa 154 mila euro annui per il Direttore generale e circa 124 mila euro annui per gli altri due componenti della direzione strategica.
Il movimento politico contrappone questa scelta alla situazione degli altri professionisti sanitari. “E agli infermieri? Alle OSS? Ai medici? Per quelli non ci sono soldi”, sostiene Valle d’Aosta Futura, chiedendo un cambio radicale di impostazione. La proposta è quella di superare un modello considerato troppo legato alla logica manageriale e tornare a una gestione più vicina alla tradizione amministrativa valdostana, richiamando l’esperienza dell’ex Mauriziano, indicato come esempio di struttura capace di garantire qualità e quantità dei servizi.
La presa di posizione apre quindi un confronto più ampio sul futuro della sanità regionale. La Valle d’Aosta, come molte realtà territoriali, deve affrontare il difficile equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dell’assistenza e capacità di attrarre professionisti. La discussione sollevata da Valle d’Aosta Futura non riguarda soltanto i bilanci dell’USL, ma il modello di sanità che la comunità valdostana vuole costruire: una sanità valutata soprattutto attraverso indicatori economici oppure un servizio pubblico misurato sulla capacità di rispondere ai bisogni delle persone.





