CULTURA - 20 luglio 2026, 16:11

A Nus si conclude il terzo Laboratorio per la Pace dedicato alla memoria della Resistenza

L'iniziativa, promossa dalla Biblioteca Intercomunale in collaborazione con l'ANPI, si è chiusa il 18 luglio con un percorso artistico dedicato alla pace e al ricordo dei caduti della Resistenza.

A Nus si conclude il terzo Laboratorio per la Pace dedicato alla memoria della Resistenza

Il 18 luglio, data dell'eccidio in cui i nazifascisti uccisero per ritorsione 11 giovani prelevati dalle carceri Nuove di Torino, si è concluso a Nus il terzo Laboratorio per la Pace, dedicato alla memoria dei caduti della Resistenza e promosso dalla Biblioteca Intercomunale in collaborazione con l'ANPI.

Se lo scorso anno il progetto aveva restituito alla comunità la memoria storica del territorio attraverso un film-documentario costruito con le testimonianze dirette di chi ha vissuto quegli anni, quest'anno si è scelto un percorso diverso. In un mondo caratterizzato da una comunicazione sempre più violenta, che si alimenta di immagini e racconti crudeli consumati con rapidità, si è voluto offrire alla comunità un'occasione di riflessione lenta e creativa, capace di far nascere pensieri di pace davanti alle montagne, culla della Resistenza.

Per farlo è stato scelto il linguaggio dell'arte, che apre le porte dell'inconscio e del cuore, là dove vive quella memoria emotiva che orienta le nostre scelte e ci aiuta a riconoscere il cammino della pace. Creare occasioni di pace è il modo migliore per onorare la memoria di chi per essa e per la libertà ha donato la propria vita.

L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo e partecipazione. Sotto la sapiente guida delle insegnanti, fogli e sassi si sono trasformati in piccole opere ricche di colori e sfumature, nate dalla creatività di persone di tutte le età.

Un sentito ringraziamento va all'Associazione Artisti Valdostani, con Cinzia, Mirella e Carmela; ai familiari di Giovanni Giai Pron, con Liliana e l'ANPI di Giaveno Val Sangone; ai rappresentanti del Comune di Giaveno e dell'Ecomuseo della Resistenza, Alessandra Maritano e Andrea Bertotto, dei quali riportiamo le parole:

"La guerra, ogni guerra, finisce sempre allo stesso modo: con qualcuno che firma accordi, proclama un ritorno alla normalità, stringe mani davanti alle fotografie ufficiali. Ma la normalità non torna per chi ha perso qualcuno. La normalità non torna per chi ha pagato il prezzo più alto.

La montagna che ci circonda, la stessa che oggi ispira un laboratorio dedicato alla pace, fu testimone silenziosa di quelle scelte e di quelle perdite. E nel suo silenzio ci consegna una verità che non possiamo eludere: la libertà non è un'eredità, è un compito.

Un compito che non si esaurisce nelle cerimonie, ma vive nei gesti quotidiani: nel rifiuto dell'indifferenza, nel rispetto delle differenze, nella capacità di riconoscere sempre l'umanità dell'altro."

Redazione

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