La modifica delle condizioni economiche previste per le figure apicali della sanità valdostana riapre il confronto politico sulla procedura di selezione del nuovo direttore generale dell’Azienda Usl. Secondo il capogruppo di Autonomisti di Centro Marco Carrel, l’introduzione di una nuova indennità destinata ai vertici dell’azienda sanitaria rappresenta un cambiamento significativo rispetto al quadro presente al momento della pubblicazione del bando e richiede quindi una nuova apertura dei termini per garantire a tutti i potenziali candidati le stesse opportunità.
La posizione è stata espressa oggi, lunedì 20 luglio 2026, durante la seduta della Seconda Commissione consiliare dedicata all’esame del terzo provvedimento di variazione al bilancio regionale, nel corso dell’audizione dell’assessore al Bilancio Mauro Baccega. Al centro dell’intervento del consigliere è stato in particolare l’articolo 22 del disegno di legge, che introduce un’indennità di attrattività territoriale rivolta alle figure apicali dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta.
Carrel ha sottolineato che la novità economica potrebbe modificare l’interesse dei professionisti nei confronti dell’incarico di direttore generale, rendendo necessario un aggiornamento della procedura già avviata. «La previsione di una nuova indennità economica destinata alle figure apicali dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta rende opportuno riaprire i termini del bando per la selezione del Direttore generale, pubblicato nella scorsa primavera, così da consentire a tutti i professionisti in possesso dei requisiti di presentare la propria candidatura alle nuove condizioni previste», ha spiegato il capogruppo.
Il consigliere ha precisato di non voler entrare, in questa fase, nel merito della misura economica introdotta dalla norma, rimandando le valutazioni politiche alle sedi istituzionali competenti. L’attenzione, però, è stata posta soprattutto sul metodo e sui principi di correttezza amministrativa. «Non voglio entrare, in questa fase, nel merito della misura economica, riservandomi di esprimere la mia posizione nelle sedi opportune – ha dichiarato Carrel –. Tuttavia, credo che una modifica così rilevante, intervenuta dopo la pubblicazione del bando, renda necessario garantire la massima trasparenza e la parità di accesso alla selezione».
La questione si inserisce in un momento particolarmente delicato per la sanità regionale. La scelta del nuovo direttore generale dell’Usl rappresenta infatti un passaggio strategico per il futuro dell’organizzazione sanitaria valdostana, chiamata ad affrontare problemi strutturali legati alla carenza di personale, alla difficoltà di attrarre professionisti e alla necessità di rafforzare i servizi sul territorio. In questo contesto, gli strumenti economici di incentivazione possono rappresentare un elemento utile per rendere più competitivi gli incarichi dirigenziali, ma diventano anche oggetto di confronto politico quando intervengono su procedure già avviate.
Carrel ha collegato la richiesta di riapertura del bando anche a una critica più generale nei confronti dell’azione della maggioranza regionale. «Ancora una volta assistiamo a modifiche in corso d’opera che rappresentano il modus operandi di questa maggioranza», ha affermato, evidenziando il rischio che ulteriori cambiamenti possano provocare nuovi ritardi nella definizione dei vertici sanitari. Secondo il consigliere, il pericolo è quello di rallentare ulteriormente una nomina ritenuta urgente per garantire una guida stabile all’Azienda Usl.
Il confronto sulla nomina del direttore generale si intreccia quindi con un tema più ampio: quello della capacità della Valle d’Aosta di attrarre e trattenere professionalità qualificate in un settore essenziale come la sanità. Da un lato vi è l’esigenza di mettere in campo strumenti economici adeguati per competere con realtà territoriali più grandi; dall’altro emerge la necessità di assicurare procedure chiare, prevedibili e condivise, soprattutto quando si tratta di individuare figure destinate a guidare servizi fondamentali per la comunità.
La vicenda del bando per il direttore generale dell’Usl diventa così un tassello del più ampio dibattito sul futuro della sanità valdostana: non soltanto una scelta amministrativa, ma una decisione politica che riguarda il modello di gestione del servizio sanitario regionale e la capacità delle istituzioni di rispondere alle difficoltà presenti con stabilità, programmazione e credibilità.





