La carenza di medici di famiglia continua a rappresentare una delle principali criticità della sanità territoriale valdostana. Nei primi giorni di agosto, infatti, due medici di medicina generale dell'ambito di Aosta cesseranno la propria attività: uno per pensionamento e l'altro per trasferimento in un'altra regione per ricongiungimento familiare. Le cessazioni decorreranno rispettivamente dal 1° agosto e dal 3 agosto, lasciando temporaneamente senza medico di riferimento oltre 3.000 cittadini, che stanno già ricevendo le comunicazioni ufficiali dell'Azienda USL.
L'Azienda sanitaria sottolinea di aver attivato tutte le procedure previste dalla normativa nazionale per limitare i disagi. La situazione, spiegano dall'USL, si inserisce in un quadro ormai strutturale che interessa l'intero Paese e che vede sempre più territori fare i conti con la difficoltà di reperire nuovi medici di medicina generale.
L'ambito territoriale di Aosta, infatti, era già stato individuato come "zona carente" nella pubblicazione del 1° marzo 2026, prevista dall'Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale per segnalare le aree in cui il rapporto tra popolazione e medici è inferiore agli standard. A seguito della pubblicazione hanno manifestato interesse due professionisti che, se completeranno l'iter e prenderanno servizio nei tempi previsti, potranno acquisire gli assistiti rimasti senza medico.
Nel frattempo, i cittadini che necessitano di assistenza potranno rivolgersi agli ambulatori ad accesso diretto attivati nelle Case della Comunità, una soluzione temporanea pensata per garantire la continuità delle cure di base fino all'arrivo dei nuovi professionisti. Gli orari degli ambulatori sono consultabili sul sito dell'Azienda USL.
L'USL ha inoltre richiesto ai medici di famiglia già operativi nell'ambito di Aosta di aumentare volontariamente il proprio massimale di assistiti da 1.500 a 1.800 pazienti, possibilità prevista dalla normativa ma non imponibile. Parallelamente sono stati estesi gli inviti ad assumere incarichi provvisori anche a medici provenienti da altre regioni, senza però ottenere disponibilità.
Un ulteriore spiraglio potrebbe arrivare dal nuovo Corso regionale di formazione specifica in Medicina generale, per il quale la Regione Valle d'Aosta ha recentemente bandito 10 borse di studio. Qualora i medici in formazione accettassero incarichi temporanei, l'Azienda valuterà l'attivazione degli strumenti previsti dalla normativa per rafforzare l'assistenza sul territorio.
Il direttore sanitario dell'USL, Mauro Occhi, inquadra la vicenda in un fenomeno nazionale: la crescente carenza di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta, spiega, è il risultato sia del progressivo pensionamento di molti professionisti sia della sempre minore attrattività della professione. Nel suo intervento evidenzia che il dibattito sul futuro del Servizio sanitario nazionale è spesso acceso ma raramente accompagnato da proposte strutturali, assicurando comunque che l'Azienda continuerà a lavorare insieme all'Assessorato regionale per individuare ogni soluzione utile a garantire la continuità dell'assistenza ai cittadini.
La vicenda riporta al centro un tema destinato a incidere sempre più sulle politiche sanitarie regionali e nazionali. Per una realtà come la Valle d'Aosta, caratterizzata da un territorio montano e da una popolazione distribuita su numerosi comuni, la presenza capillare del medico di famiglia rappresenta un presidio essenziale non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale. Il ricambio generazionale dei professionisti, la capacità di rendere nuovamente attrattiva la medicina territoriale e gli investimenti nella formazione saranno elementi decisivi per evitare che le carenze temporanee diventino una condizione permanente, con ripercussioni dirette sulla qualità dell'assistenza e sulla tenuta complessiva del sistema sanitario pubblico.





