ATTUALITÀ POLITICA - 17 luglio 2026, 14:19

Viabilità in bassa Valle d'Aosta, Uniti a Sinistra attacca: «Emergenza annunciata, cittadini lasciati a pagare»

L'alleanza composta da Uniti a Sinistra - Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista punta il dito contro la gestione dei cantieri sulla rete stradale valdostana. Nel mirino il mancato coordinamento tra Regione, ANAS e SAV, con pesanti ricadute su sicurezza, economia e qualità della vita. La richiesta è quella di ripensare profondamente il Piano regionale dei trasporti

Viabilità in bassa Valle d'Aosta, Uniti a Sinistra attacca: «Emergenza annunciata, cittadini lasciati a pagare»

La paralisi della viabilità in bassa Valle d'Aosta non è il frutto della sfortuna né di eventi imprevedibili. È invece la conseguenza di una programmazione che, secondo l'alleanza Uniti a Sinistra - Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, ha mostrato tutti i suoi limiti. L'opposizione interviene con una dura presa di posizione sulla contemporanea presenza di cantieri lungo l'Autostrada A5 e la Strada Statale 26, una situazione che, a suo giudizio, ha compromesso il principale asse di collegamento tra la Valle d'Aosta e il resto del Paese.

Secondo l'alleanza, le responsabilità ricadono sul mancato coordinamento tra Regione Valle d'Aosta, ANAS e SAV, enti chiamati a gestire le infrastrutture viarie. Nel comunicato non manca anche un affondo nei confronti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, accusato di essere «perso tra i progetti del Ponte sullo Stretto mentre la viabilità in Italia è ovunque problematica». Per le forze di sinistra è «inaccettabile che nel 2026 si arrivi a concentrare contemporaneamente cantieri sull'Autostrada A5 e sulla Statale 26, paralizzando di fatto il principale corridoio di accesso alla Regione».

Pur riconoscendo che la manutenzione delle infrastrutture sia indispensabile, l'alleanza sottolinea come il vero nodo sia la mancanza di una pianificazione condivisa. «Ciò che contestiamo è l'assenza di una programmazione capace di ridurre al minimo i disagi e di garantire sempre percorsi alternativi realmente funzionali», spiegano i promotori dell'iniziativa, sostenendo che la contemporanea compromissione di autostrada e statale rappresenti il segno evidente di un coordinamento fallito.

Le conseguenze, evidenziano, vanno ben oltre le lunghe code. La congestione della rete stradale rischia infatti di rallentare gli interventi di ambulanze, vigili del fuoco e forze dell'ordine, trasformando un problema di mobilità in una questione di sicurezza pubblica. Una criticità che assume un peso ancora maggiore in un territorio come la Valle d'Aosta, fortemente dipendente dal turismo e interessato ogni anno dall'arrivo di milioni di visitatori.

Nel mirino finisce anche il piano straordinario predisposto per contenere i disagi. Secondo Uniti a Sinistra si tratta di un intervento tardivo, nato quando l'emergenza è ormai esplosa. «Può attenuare alcune criticità, ma resta una soluzione emergenziale che scarica sulla collettività il costo di una pianificazione insufficiente», sostiene l'alleanza, secondo cui i cittadini finiscono per pagare due volte: con il tempo perso nel traffico e con le risorse pubbliche necessarie per rimediare a errori che avrebbero potuto essere evitati.

L'aspetto sociale rappresenta uno dei punti centrali della critica politica. A subire i maggiori disagi, osservano le forze di opposizione, sono soprattutto lavoratori pendolari, studenti, anziani, persone che devono raggiungere ospedali e servizi essenziali e le famiglie prive di alternative all'automobile. Una situazione che, oltre a mettere in discussione l'efficienza amministrativa, apre anche un tema di equità sociale.

Per l'alleanza, la vicenda evidenzia inoltre i limiti di una politica dei trasporti che continua a puntare quasi esclusivamente sulla mobilità su gomma. Le infrastrutture stradali, ricordano, richiederanno interventi di manutenzione sempre più frequenti, mentre la crescita del traffico legata allo sviluppo turistico e agli spostamenti quotidiani renderà inevitabile il ripetersi di situazioni analoghe se non verrà modificato l'approccio alla pianificazione.

Da qui la richiesta di una profonda revisione del Piano regionale dei trasporti, considerata indispensabile per superare la logica degli interventi emergenziali. La presa di posizione di Uniti a Sinistra riporta così al centro del dibattito una questione destinata ad accompagnare anche le prossime scelte politiche della Regione: quella di una mobilità che non riguarda soltanto la gestione dei cantieri, ma la capacità di costruire un sistema di trasporti efficiente, sicuro e sostenibile, capace di sostenere lo sviluppo economico della Valle d'Aosta senza scaricare i costi dell'inefficienza sui cittadini.

je.fe

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