Per anni la sanità valdostana è stata chiamata a confrontarsi con valutazioni ministeriali che ne evidenziavano limiti e criticità. Oggi, invece, arriva una certificazione che segna una svolta: per la prima volta la Valle d'Aosta supera tutti gli standard previsti dal Ministero della Salute sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), entrando tra le Regioni pienamente adempienti nelle tre aree fondamentali del sistema sanitario pubblico.
Il risultato riguarda i dati di attività del 2024, ufficializzati attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), il principale strumento nazionale con cui il Ministero misura la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini cure appropriate e servizi sanitari di qualità.
I numeri raccontano con chiarezza la portata del cambiamento. La sanità valdostana ottiene infatti 213 punti complessivi, frutto di 86 punti nella prevenzione, 64 punti nell'assistenza distrettuale e 63 punti nell'assistenza ospedaliera, tutti superiori alla soglia ministeriale fissata a 60 punti per ciascuna macroarea.
Si tratta del miglior risultato mai ottenuto dalla Regione dall'introduzione del nuovo sistema di valutazione, entrato in vigore nel 2020 e basato su 88 indicatori, di cui 27 "Core" determinano la valutazione finale delle prestazioni offerte ai cittadini.
Dietro questi numeri c'è un percorso organizzativo costruito negli ultimi anni. Lo sottolinea il direttore sanitario dell'Azienda USL Valle d'Aosta, Mauro Occhi, che invita però a leggere il dato senza trasformarlo in una semplice classifica.
«Il risultato raggiunto dalla Valle d'Aosta assume un valore particolare perché riguarda il principale sistema con cui il Ministero della Salute valuta la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini i Livelli Essenziali di Assistenza», osserva Occhi, ricordando come «per molti anni proprio questa valutazione abbia rappresentato uno degli elementi di maggiore criticità della nostra sanità». Il direttore sanitario evidenzia che il superamento delle tre soglie ministeriali «certifica il percorso costruito dai professionisti dell'azienda, guidati negli ultimi anni dal dottor Uberti», precisando che il traguardo «non nasce da un singolo intervento, ma da un lavoro continuo di revisione dell'organizzazione sanitaria, di miglioramento dell'appropriatezza delle prestazioni, della presa in carico dei pazienti e della qualità dell'assistenza».
Lo stesso Occhi invita però a non fermarsi ai numeri. Ricorda infatti che nel monitoraggio precedente, riferito ai dati del 2023, la Valle d'Aosta era stata penalizzata dall'esclusione di alcuni indicatori nei quali raggiungeva abitualmente il 100%, producendo una fotografia ritenuta incompleta della realtà sanitaria regionale. Per questo motivo il direttore sanitario sottolinea che queste valutazioni «non devono essere considerate pagelle», ma strumenti tecnici utili a orientare il miglioramento continuo dell'organizzazione.
Il risultato assume inevitabilmente anche un forte significato politico. La sanità rappresenta infatti uno dei settori più delicati dell'azione amministrativa regionale, sia per il peso economico sul bilancio pubblico sia per il rapporto diretto con la qualità della vita dei cittadini.
L'assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi, interpreta il superamento degli standard ministeriali come la conferma della strategia seguita dalla Giunta regionale negli ultimi anni.
«Questo risultato conferma la bontà delle scelte politiche e degli investimenti portati avanti in questi anni», afferma Marzi, indicando come elementi decisivi il rafforzamento dell'ospedale, l'integrazione tra i servizi, la valorizzazione della sanità territoriale e il consolidamento delle attività di prevenzione. L'assessore aggiunge che il riconoscimento «dimostra come un lavoro costante e condiviso possa produrre risultati concreti», pur precisando che non rappresenta un punto di arrivo.
Nelle parole dell'assessore emerge anche un tema che accompagna da tempo il dibattito sanitario valdostano: la differenza tra le valutazioni ufficiali e la percezione quotidiana dei cittadini. «Non eravamo d'accordo con questi dati quando non rendevano merito del lavoro svolto e continuiamo a pensarla così», osserva Marzi, ricordando che la qualità della sanità viene spesso giudicata attraverso l'esperienza personale di ogni paziente, fatta di liste d'attesa, accessibilità ai servizi e rapporto con gli operatori. Proprio per questo, aggiunge, «spetta alle istituzioni assumersi la responsabilità di informare e spiegare anche le cose positive», riconoscendo il lavoro svolto ogni giorno dal personale sanitario.
Sul piano economico il risultato rafforza la posizione della Regione anche nei confronti dello Stato, perché certifica l'efficacia degli investimenti realizzati nella rete ospedaliera, nella medicina territoriale e nella prevenzione. Per una realtà di dimensioni contenute come la Valle d'Aosta, che deve garantire servizi sanitari capillari in un territorio montano e caratterizzato da numerosi piccoli comuni, raggiungere gli standard ministeriali rappresenta anche una dimostrazione della sostenibilità del proprio modello organizzativo.
Dal punto di vista sociale, invece, il riconoscimento assume un significato ancora più ampio. Restituire fiducia al sistema sanitario pubblico significa rafforzare uno dei pilastri del welfare regionale in un periodo segnato dall'invecchiamento della popolazione, dalla crescente domanda di assistenza e dalla difficoltà, comune a molte Regioni italiane, di reperire personale medico e infermieristico.
Naturalmente, il superamento dei LEA non cancella le criticità che molti cittadini continuano a segnalare, a partire dalle attese per alcune prestazioni specialistiche e dalla carenza di professionisti in determinati servizi. Tuttavia certifica che, nel suo complesso, il sistema sanitario valdostano garantisce oggi livelli di assistenza ritenuti adeguati dagli organismi nazionali di controllo.
È proprio questo il valore più importante del risultato raggiunto. Non una medaglia da esibire né una "pagella" definitiva, ma la dimostrazione che una sanità pubblica può migliorare quando investimenti, organizzazione e professionalità procedono nella stessa direzione. La vera sfida, adesso, sarà trasformare questi indicatori in un'esperienza sempre più positiva per ogni cittadino, perché il successo di un sistema sanitario non si misura soltanto nei punteggi ministeriali, ma soprattutto nella fiducia che riesce a conquistare ogni giorno nelle corsie degli ospedali, negli ambulatori e nei servizi territoriali.





