Ridurre le liste d'attesa è una delle sfide più complesse per qualsiasi sistema sanitario. L'aumento costante della domanda di visite ed esami, l'invecchiamento della popolazione e la crescente complessità dei percorsi di cura impongono scelte organizzative sempre più mirate. In questo contesto, i dati diffusi da Agenas sul primo pentamestre 2026 mostrano segnali incoraggianti per la sanità valdostana: l'Azienda USL della Valle d'Aosta registra infatti un netto miglioramento nella capacità di garantire le prestazioni più urgenti entro i tempi previsti, confermando una strategia che punta a dare precedenza ai pazienti con bisogni clinici più rilevanti.
Il monitoraggio nazionale previsto dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa evidenzia un incremento significativo delle prestazioni erogate nei tempi previsti per le classi di priorità U (Urgente) e B (Breve), sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici.
Per le prime visite specialistiche il rispetto dei tempi passa dal 51,9% al 65,2% nelle prestazioni urgenti, da effettuare entro 3 giorni, mentre per la classe B, con accesso entro 10 giorni, il dato cresce dal 61,8% al 72,9%.
Ancora più marcato il miglioramento negli esami diagnostici: le prestazioni urgenti salgono dal 66,2% all'86,6%, mentre quelle brevi passano dal 74,6% all'87,9%.
Le classi D (Differibile) e P (Programmata) fanno invece registrare una lieve flessione, conseguenza della scelta dell'Azienda di concentrare le risorse disponibili sui casi clinicamente più delicati. Un dato, però, merita attenzione: sulle prime visite in classe D, da effettuare entro 30 giorni, la percentuale registrata nei primi cinque mesi del 2026 è già superiore a quella complessiva dell'intero 2025, segnale che anche su questo fronte il lavoro organizzativo sta producendo risultati.
A spiegare la filosofia che guida questa riorganizzazione è il direttore sanitario Mauro Occhi, che invita a leggere i numeri senza trionfalismi ma anche senza alibi.
«Ci sono due modi per reagire alle "pagelle" che periodicamente ci vengono somministrate: quello autocelebrativo di quando le cose vanno bene e quello autoassolutorio tipico di quando si esce dagli esami con le ossa rotte. Noi preferiamo una terza strada: governare una domanda sanitaria ormai fuori controllo seguendo le priorità cliniche. I risultati di Agenas dimostrano che questa scelta funziona, perché continua a crescere la percentuale di prestazioni urgenti erogate nei tempi previsti. Ma non basta aumentare il numero delle visite. La vera sfida è costruire percorsi di presa in carico della persona, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura con un tutoraggio esperto, così da ridurre ricoveri evitabili e frammentazione delle prestazioni. Continueremo a migliorare l'organizzazione, sapendo che le aspettative dei cittadini sono legittime e che occorre dare risposte sempre più efficaci con le risorse disponibili», sottolinea Occhi.
Le cifre confermano anche la forte pressione cui è sottoposto il sistema sanitario regionale. Tra gennaio e maggio 2026 sono state prenotate complessivamente 19.396 prime visite, con un incremento di circa 1.900 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e 14.928 esami diagnostici, per un totale di 34.324 prestazioni di primo accesso.
Per sostenere questo aumento della domanda, l'USL ha rafforzato la collaborazione con il privato accreditato. Nei giorni scorsi è stata richiesta a IRV l'apertura di tutti gli slot ancora disponibili previsti dalla convenzione 2026 per numerose prestazioni specialistiche: ecografie, risonanze magnetiche, visite cardiologiche, dermatologiche, diabetologiche, gastroenterologiche, ortopediche ed elettromiografie.
Particolarmente significativo è il dato relativo alle ecografie. La convenzione prevede complessivamente 6.620 prestazioni, delle quali 3.120 presso IRV e 3.500 presso Technos. Ad oggi risultano già utilizzate o programmate 4.690 prestazioni, pari al 71% del totale, mentre sono stati richiesti in apertura ulteriori 1.930 slot, di cui 1.125 presso IRV e 805 presso Technos.
Parallelamente è stata chiesta anche a Technos l'attivazione degli slot ancora disponibili per TAC dentali, radiografie, ecografie, TAC e risonanze magnetiche. Dal mese di agosto entrerà inoltre in vigore un nuovo contratto con IRV che garantirà altre 350 visite fisiatriche.
L'ampliamento della rete riguarda anche il Poliambulatorio LARC di Torino, dove è stato recentemente attivato un percorso dedicato alle prime visite ematologiche, nato per rispondere a una delle criticità emerse negli ultimi mesi e che, secondo l'Azienda, sta già ottenendo riscontri positivi da parte dei pazienti. Per i mesi di agosto e settembre sarà inoltre rinnovata la convenzione con LARC per la diagnostica per immagini.
Già dal mese di febbraio, inoltre, IRV e Technos hanno attivato, oltre ai volumi ordinari previsti dalle convenzioni, ulteriori agende dedicate esclusivamente alle priorità U e B, con 318 prestazioni aggiuntive tra TAC, risonanze magnetiche ed ecografie. Lo stesso modello verrà confermato anche per i mesi di luglio, agosto e settembre.
L'intero piano viene sviluppato nel rispetto del tetto di spesa fissato dalle convenzioni, pari a 2.350.000 euro, con l'obiettivo di utilizzare integralmente le risorse disponibili per ampliare l'offerta sanitaria.
Il rafforzamento dell'attività trova conferma anche nei volumi complessivi. Dopo aver chiuso il 2025 con una produzione superiore del 5% rispetto al periodo precedente alla pandemia, anche il 2026 registra una nuova crescita dell'attività sanitaria, segno di un sistema che continua ad aumentare la propria capacità di risposta.
L'assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi evidenzia come «il miglioramento delle classi U e B rappresenti il risultato di un lavoro organizzativo condiviso tra ospedale, territorio, medici di medicina generale e strutture convenzionate, con l'obiettivo di garantire risposte appropriate e sostenibili ai bisogni clinicamente più rilevanti».
Dietro ai numeri c'è un tema che riguarda non soltanto l'organizzazione sanitaria, ma anche la tenuta sociale ed economica del territorio. Ridurre i tempi di attesa significa infatti intervenire più rapidamente sulle patologie, limitare il ricorso alla sanità privata a pagamento e rafforzare la fiducia dei cittadini nel servizio pubblico. Il miglioramento certificato da Agenas rappresenta quindi un passo importante, ma anche l'indicazione di un percorso ancora aperto: consolidare i risultati raggiunti sulle urgenze e trasferire progressivamente gli stessi benefici alle prestazioni differibili e programmate sarà la sfida dei prossimi mesi, con l'obiettivo di costruire un sistema sanitario sempre più efficiente, equo e capace di accompagnare ogni paziente lungo l'intero percorso di cura.





