La scuola torna al centro delle politiche del Comune di Aosta con una doppia scelta che unisce attenzione alle esigenze quotidiane degli istituti e una visione più ampia del ruolo educativo della città. La Giunta comunale, nella seduta del 14 luglio 2026, ha approvato infatti due provvedimenti destinati a rafforzare il rapporto tra amministrazione, istituzioni scolastiche e territorio, puntando da una parte sulle necessità concrete degli edifici e degli spazi, dall’altra sulla costruzione di nuovi percorsi educativi condivisi.
Il primo intervento riguarda un trasferimento complessivo di 125.000 euro alle scuole cittadine per l’anno scolastico 2026/2027. Le risorse saranno assegnate direttamente alle cinque istituzioni scolastiche interessate: San Francesco, Saint-Roch, Luigi Einaudi, Émile Lexert ed Eugenia Martinet, con un contributo di 25.000 euro ciascuna destinato all’acquisto autonomo di arredi e attrezzature.
Si tratta della prosecuzione di un modello sperimentale avviato nel 2022 e poi confermato negli anni successivi, che ha permesso alle scuole di disporre di maggiore autonomia nella gestione delle proprie necessità. Una scelta che cambia il tradizionale rapporto tra amministrazione e istituti: non più soltanto interventi decisi dall’alto, ma risorse messe a disposizione direttamente di chi vive ogni giorno gli spazi scolastici e conosce meglio le esigenze di studenti, docenti e personale.
L’assessora comunale all’istruzione, sport e benessere Alina Sapinet ha sottolineato proprio questo aspetto, spiegando che “sostenere le scuole non significa soltanto intervenire sugli edifici o rispondere alle necessità materiali, ma mettere gli istituti nelle condizioni di esercitare davvero la propria autonomia e di sviluppare progettualità educative fortemente connesse al territorio”.
Accanto al sostegno economico diretto arriva anche un secondo tassello della strategia dell’amministrazione: il Patto educativo di comunità Saint-Roch, un progetto che punta a valorizzare la Food Forest Saint-Roch come spazio aperto alla città, capace di unire scuola, ambiente, inclusione e partecipazione.
Il progetto nasce dall’esperienza dell’orto scolastico certificato Slow Food e vuole trasformare quell’area in un presidio stabile di educazione ambientale e cittadinanza attiva. L’obiettivo è creare un luogo dove bambini e ragazzi possano imparare il valore della sostenibilità, ma anche uno spazio di incontro tra generazioni diverse, coinvolgendo famiglie, associazioni e cittadini.
L’accordo di rete coinvolge il Comune di Aosta, l’Istituzione scolastica Saint-Roch, la cooperativa sociale L’Esprit à l’Envers, Slow Food Aosta e Slow Food Italia APS. L’amministrazione comunale metterà a disposizione l’area e garantirà il coordinamento istituzionale e amministrativo, mentre il soggetto capofila avrà il compito di organizzare le attività, favorire la collaborazione tra i partner e individuare nuove opportunità progettuali e finanziarie.
Al centro della proposta c’è l’idea di costruire una vera comunità attorno alla Food Forest, coinvolgendo anche nuovi soggetti del territorio e cittadini disponibili a prendersi cura degli spazi verdi, definiti simbolicamente “custodi del verde”.
“Da un lato trasferiamo risorse che consentono alle istituzioni scolastiche di affrontare in modo più rapido ed efficace esigenze concrete legate agli arredi e alla funzionalità degli spazi – ha spiegato Sapinet – dall’altro investiamo in un progetto che interpreta la scuola come luogo aperto, capace di costruire relazioni, cittadinanza attiva, educazione ambientale e comunità”.
La scelta del Comune si inserisce in una fase in cui il ruolo della scuola viene sempre più considerato centrale non soltanto come luogo di apprendimento, ma come presidio sociale dei quartieri. In una città come Aosta, dove il rapporto tra servizi pubblici, qualità della vita e coesione delle comunità rappresenta una delle sfide future, investire sugli istituti significa anche investire sulla capacità del territorio di generare partecipazione e opportunità per le nuove generazioni. La scuola, nella prospettiva indicata dall’amministrazione, non è quindi soltanto un edificio da mantenere, ma un punto di riferimento intorno al quale costruire una città più consapevole e inclusiva.





