CRONACA - 13 luglio 2026, 14:57

Due alpinisti trovati senza vita sul Gran Paradiso: erano precipitati in un crepaccio

Si sono concluse tragicamente le ricerche di due alpinisti dispersi sul Gran Paradiso. I corpi sono stati recuperati questa mattina dal Soccorso Alpino Valdostano all'interno di un crepaccio profondo circa 20 metri. I due erano partiti dal Rifugio Vittorio Emanuele il 9 luglio. Il riconoscimento delle vittime è stato affidato al Sagf di Entrèves-Courmayeur

Due alpinisti trovati senza vita sul Gran Paradiso: erano precipitati in un crepaccio

Si è conclusa nel modo più drammatico la ricerca dei due alpinisti dispersi sul massiccio del Gran Paradiso. Nella mattinata di oggi il Soccorso Alpino Valdostano ha recuperato i corpi senza vita dei due escursionisti, precipitati in un crepaccio durante la loro ascensione.

I due erano partiti dal Rifugio Vittorio Emanuele nella giornata del 9 luglio, ma non avevano più fatto rientro. Il mancato ritorno aveva fatto scattare l'allarme, dando il via alle operazioni di ricerca. Nei giorni successivi sono stati effettuati diversi sorvoli in elicottero, che tuttavia non avevano consentito di individuare alcuna traccia dei dispersi.

La svolta è arrivata questa mattina, quando le squadre del Soccorso Alpino Valdostano hanno localizzato un crepaccio nel quale i due alpinisti erano precipitati. Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente delicate: i corpi si trovavano a una profondità di circa 20 metri e sono stati estratti con tecniche alpinistiche specialistiche prima di essere trasportati ad Aosta.

Le procedure di identificazione sono ora affidate ai militari del Sagf di Entrèves-Courmayeur, che stanno svolgendo gli accertamenti di competenza.

L'ennesimo incidente mortale in alta quota riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza in montagna. La stagione estiva richiama migliaia di alpinisti sulle principali vette valdostane, con un conseguente incremento dell'attività dei servizi di soccorso. Il lavoro del Soccorso Alpino Valdostano, sostenuto da personale altamente specializzato e da mezzi tecnologicamente avanzati, rappresenta un presidio essenziale per un territorio che fonda una parte importante della propria economia sul turismo alpino e sull'attrattività delle sue montagne.

Al di là della cronaca, tragedie come questa ricordano quanto l'ambiente d'alta quota, pur esercitando un fascino straordinario, richieda esperienza, prudenza e un'attenta valutazione delle condizioni del percorso. Ogni intervento di soccorso è il risultato di una macchina organizzativa complessa e di un impegno umano che si confronta quotidianamente con i rischi della montagna, mentre la comunità valdostana si stringe attorno alle famiglie delle vittime di una vicenda che colpisce profondamente tutto il mondo dell'alpinismo.

je.fe.

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