ATTUALITÀ - 09 luglio 2026, 16:00

Alpages Ouverts 2026, quattro giornate negli alpeggi per riscoprire l'anima della Valle d'Aosta

Dal 18 luglio al 20 agosto 2026 tornano gli appuntamenti di Alpages Ouverts, l'iniziativa promossa da AREV e dall'Assessorato regionale all'Agricoltura e Risorse naturali. Un viaggio tra alpeggi, allevatori e produzioni d'eccellenza che diventa anche un'occasione per comprendere il valore economico, ambientale e sociale dell'agricoltura di montagna e per riscoprire un patrimonio che rappresenta l'identità stessa della Valle d'Aosta

Alpages Ouverts 2026, quattro giornate negli alpeggi per riscoprire l'anima della Valle d'Aosta

Il rumore dei campanacci, il profumo del latte appena munto, il lavoro paziente degli allevatori e il paesaggio d'alta quota raccontano una Valle d'Aosta autentica, spesso lontana dagli itinerari del turismo di massa. È proprio questa la filosofia di Alpages Ouverts 2026, manifestazione organizzata da AREV – Association Régionale des Éleveurs Valdôtains in collaborazione con l'Assessorato regionale all'Agricoltura e Risorse naturali, che da ventisei anni invita residenti e visitatori a entrare negli alpeggi per conoscere una delle realtà più preziose del territorio valdostano.

L'iniziativa non è soltanto un appuntamento estivo, ma rappresenta una vera operazione culturale e politica a sostegno della montagna. In un periodo storico in cui lo spopolamento delle vallate e le difficoltà economiche del comparto agricolo mettono a rischio molte aziende familiari, aprire gli alpeggi significa avvicinare cittadini e consumatori a un lavoro spesso poco conosciuto ma fondamentale per l'equilibrio dell'intero territorio alpino.

Gli alpeggi, infatti, non producono soltanto formaggi di qualità. Custodiscono la biodiversità, mantengono vivi i pascoli, preservano le razze bovine autoctone e tramandano conoscenze antiche che costituiscono un patrimonio collettivo. La qualità dei foraggi d'alta quota, la ricchezza della microflora naturale e le lavorazioni tradizionali conferiscono ai prodotti caseari caratteristiche irripetibili, rendendoli una delle espressioni più autentiche dell'identità valdostana. Riscoprire gli alpeggi significa quindi comprendere come la loro sopravvivenza sia indispensabile non solo per l'economia agricola, ma anche per il paesaggio, il turismo e la cultura della regione.

L'edizione 2026 propone quattro appuntamenti. Si comincia sabato 18 luglio all'Alpeggio Töifi di Issime, nel Vallone di San Grato, gestito dalla famiglia Ronco. Il secondo incontro è in programma giovedì 30 luglio all'Alpeggio Mont Forciaz di Valgrisenche, ospiti della famiglia di Stefano Mosquet. Il 12 agosto sarà la volta dell'Alpe Seutse di Valtournenche, a 2.350 metri di quota, gestito dalla famiglia Parleaz-Chatrian, mentre la rassegna si concluderà giovedì 20 agosto all'Alpeggio Vayoux, nel vallone di Saint-Barthélemy, in comune di Nus, con la famiglia Balicco-Patruno.

Ogni giornata inizierà dalle ore 10 con visite guidate dedicate all'allevamento bovino, al pascolo, alla mungitura e alla trasformazione del latte. Accanto alle dimostrazioni pratiche, i tecnici dell'Institut Agricole Régional presenteranno le attività del progetto ECO ALP 2050, finanziato dal programma Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA e cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), illustrando le prospettive di gestione sostenibile degli ecosistemi d'alpeggio. Non mancheranno gli approfondimenti del Corpo Forestale della Valle d'Aosta, laboratori per i più piccoli e, dalle ore 12, la possibilità di degustare formaggi d'alpeggio e specialità preparate con carne valdostana.

Il presidente di AREV, Davide Ronc, sottolinea come «Alpages Ouverts è ormai un appuntamento entrato nella tradizione dell'estate valdostana», ringraziando l'Assessorato e soprattutto le famiglie che aprono le porte dei propri alpeggi. Un gesto che, osserva, permette di far conoscere ai consumatori «l'autenticità delle nostre produzioni», valorizzando il lavoro quotidiano degli allevatori.

Anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Speranza Girod, evidenzia come la manifestazione consenta a cittadini e turisti di comprendere «quanto il settore zootecnico sia fondamentale non solo per la produzione di eccellenze agroalimentari, ma anche per la tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità», riconoscendo il ruolo determinante delle aziende di montagna nella conservazione dell'ambiente alpino.

L'aspetto più significativo dell'iniziativa resta però il messaggio che porta con sé. Gli alpeggi non sono un'eredità del passato da conservare come un museo a cielo aperto, ma un sistema produttivo vivo che continua a generare reddito, occupazione, qualità alimentare e presidio del territorio. In una regione autonoma come la Valle d'Aosta, investire nella loro valorizzazione significa rafforzare uno dei pilastri della propria identità e della propria economia, trasformando la riscoperta delle tradizioni in una concreta prospettiva di sviluppo sostenibile per le nuove generazioni.

Opuscolo della manifestazione

je.fe.

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