Il Gran Paradiso Film Festival alla sua 29ª edizione: che significato ha oggi per il territorio?
“Il Gran Paradiso Film Festival è, ogni anno, un invito a guardare il mondo con occhi diversi. Attraverso il cinema, l’arte e il pensiero, le nostre montagne diventano un laboratorio vivo di idee, emozioni e domande sul futuro. È l’evento culturale di punta per tutta l’area del Gran Paradiso e uno strumento strategico che tiene insieme divulgazione, educazione ambientale e riflessione sul modello di sviluppo delle nostre comunità.”
Questa edizione segna anche l’inizio della sua presidenza alla Fondation Grand Paradis. Che valore ha per lei?
“Sono orgoglioso che la mia presidenza inizi proprio con questa 29ª edizione, che presenta un programma particolarmente ricco e capace di intrecciare in modo magistrale cinema naturalistico, ricerca scientifica, approfondimento culturale e valorizzazione del territorio del Gran Paradiso. È un passaggio importante, perché rafforza una visione già consolidata ma sempre in evoluzione.”
Il tema scelto è “Dominio e coesistenza”. Come lo interpreta?
“Il tema attraversa ogni sezione del Festival e ci invita a interrogarci su come vogliamo abitare il pianeta. I film in concorso, gli incontri di De Rerum Natura, le mostre diffuse e il GPFF online costruiscono un percorso che mette in dialogo natura e cultura, ambiente e società, memoria e futuro. È una chiave di lettura che non resta teorica, ma diventa esperienza condivisa.”
In un’epoca segnata dalla crisi climatica, quale ruolo può avere un festival come questo?
“Viviamo una fase segnata da crisi climatica, perdita di biodiversità e trasformazioni sociali rapide. In questo contesto il Festival diventa uno spazio in cui queste tensioni possono essere osservate con lucidità, facendo emergere domande e responsabilità prima ancora che soluzioni facili. È un luogo dove si riflette sul presente senza semplificazioni.”
Si parla anche di una funzione strategica per le comunità locali. In che senso?
“Il Festival non è solo un appuntamento estivo, ma una tappa di un percorso più ampio. Rafforza il rapporto tra popolazioni locali e territorio, accompagna istituzioni e operatori nelle scelte di lungo periodo e contribuisce a definire l’immagine del Gran Paradiso come luogo in cui tutela ambientale, cultura e qualità della vita sono parti di un’unica visione. Investire nel GPFF significa investire in una piattaforma condivisa.”
Un ringraziamento finale?
“Desidero ringraziare il team della Fondation Grand Paradis, la direzione artistica, le istituzioni, i partner, gli sponsor e tutti coloro che rendono possibile questa manifestazione con continuità e rigore. L’augurio è che anche quest’anno il Festival sappia offrire non solo bellezza e meraviglia, ma anche strumenti critici e motivazioni concrete per una coesistenza più giusta tra esseri umani, altri viventi e territori.”






