Il vino come filo conduttore, ma anche la storia, le tradizioni, la musica, il paesaggio e la cultura locale. È questa la filosofia di BorghiAmo 2026, la rassegna enoturistica che da sei anni propone un modo diverso di conoscere la Valle d'Aosta, accompagnando residenti e visitatori alla scoperta di piccoli centri ricchi di fascino e di un patrimonio spesso poco conosciuto. La manifestazione è stata inaugurata mercoledì 1° luglio 2026, alle ore 18, nella suggestiva cornice di Champlong, a Verrayes, dando ufficialmente il via a un calendario di appuntamenti distribuiti nei prossimi mesi.
Organizzata dal Coordinamento regionale dell'Associazione nazionale Città del Vino con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, la rassegna conferma una formula che negli anni ha saputo coniugare promozione del territorio, valorizzazione delle eccellenze enologiche e riscoperta delle radici storiche e linguistiche delle comunità locali.
A fare gli onori di casa sono stati la sindaca di Verrayes, Wanda Chapellu, e il coordinatore regionale delle Città del Vino, Stefano Carletto, che hanno accolto amministratori, rappresentanti istituzionali e cittadini intervenuti all'inaugurazione. Erano presenti anche la Vice Presidente del Consiglio regionale, Loredana Petey, e il Consigliere regionale Michel Martinet, a testimonianza dell'attenzione che il Consiglio regionale continua a riservare a iniziative capaci di mettere in rete cultura, economia e promozione del territorio.
Alla manifestazione aderiscono gli otto Comuni valdostani appartenenti all'Associazione nazionale Città del Vino: Arvier, Aymavilles, Chambave, Donnas, Gressan, Morgex, Verrayes e Villeneuve. Realtà accomunate dalla presenza di una significativa tradizione vitivinicola e dalla volontà di fare sistema per valorizzare le proprie peculiarità.
Nel corso della presentazione è stato ricordato come BorghiAmo rappresenti molto più di una semplice rassegna dedicata al vino. Gli organizzatori l'hanno definita una "chiave di molte serrature", un'immagine efficace per descrivere la capacità dell'iniziativa di aprire le porte di luoghi poco conosciuti e raccontarne il patrimonio storico, linguistico, agricolo e umano. Attraverso visite guidate, degustazioni, appuntamenti culturali, momenti musicali e incontri con i produttori, il pubblico viene accompagnato in un percorso che mette in relazione il paesaggio con il lavoro dell'uomo, la tradizione con l'innovazione e la produzione vitivinicola con l'identità dei borghi.
L'aspetto economico non è secondario. L'enoturismo rappresenta infatti uno dei segmenti in maggiore crescita del turismo italiano e iniziative come BorghiAmo contribuiscono a distribuire i flussi turistici anche nei centri meno frequentati, creando opportunità per aziende agricole, cantine, strutture ricettive, ristoratori e operatori culturali. Allo stesso tempo, il progetto assume anche un valore politico, perché dimostra come la collaborazione tra amministrazioni comunali e istituzioni regionali possa tradursi in una promozione condivisa del territorio, superando i confini dei singoli Comuni per costruire un'offerta integrata.
Dal punto di vista sociale, la rassegna rafforza inoltre il legame tra le comunità locali e il proprio patrimonio culturale, coinvolgendo cittadini e visitatori in esperienze che raccontano la storia della viticoltura valdostana, le tradizioni linguistiche e le peculiarità dei borghi alpini.
Il programma completo degli appuntamenti è consultabile sul sito ufficiale www.borghiamo.it, dove sono raccolte tutte le iniziative previste per questa sesta edizione.
In una fase in cui molte aree montane sono chiamate a confrontarsi con lo spopolamento e con la necessità di costruire nuove opportunità economiche, manifestazioni come BorghiAmo mostrano come il patrimonio culturale, il vino e il paesaggio possano trasformarsi in strumenti concreti di sviluppo. La sfida, ora, sarà continuare a fare rete e rendere sempre più stabile quel dialogo tra istituzioni, produttori e comunità locali che rappresenta la vera forza del progetto.





