Le montagne valdostane tornano a fare i conti con gli effetti di un'ondata di maltempo che, nel giro di poche ore, ha trasformato torrenti normalmente tranquilli in corsi d'acqua capaci di trascinare a valle pietre, fango e detriti. Le conseguenze si sono fatte sentire soprattutto nelle vallate di Rhêmes e della Valsavarenche, dove la viabilità è stata interrotta in più punti, costringendo le autorità a chiudere le strade regionali per garantire la sicurezza degli automobilisti.
Sono infatti iniziate questa mattina le operazioni di sgombero del materiale accumulatosi sulla carreggiata dopo che, a seguito delle abbondanti piogge, una colata detritica proveniente dal torrente Mont Fra, nel comune di Rhêmes-Saint-Georges, ha investito la Strada regionale 24 all'altezza del chilometro 6+200. La frana ha reso necessario interrompere il traffico già dal chilometro 5+400, impedendo il collegamento con l'alta valle.

La situazione ha comportato, come precisato dall'Ufficio stampa della Rgiome, l'isolamento temporaneo dell'abitato di Rhêmes-Notre-Dame, che è rimasto irraggiungibile durante la notte. La Protezione civile ha tuttavia precisato che, pur essendo venuti meno i collegamenti stradali, non sono state segnalate particolari criticità per la popolazione residente, elemento che ha consentito di affrontare l'emergenza con un monitoraggio costante ma senza la necessità di evacuazioni o interventi straordinari.
Problemi analoghi si sono registrati anche lungo la Strada regionale 23 della Valsavarenche. Una colata detritica sviluppatasi in corrispondenza del torrente Peseun ha interessato il tratto al chilometro 17+500, mentre un evento franoso ha coinvolto anche il chilometro 17+400. Per ragioni di sicurezza è stata disposta la chiusura della strada già dal chilometro 15+900, in corrispondenza della frazione Rovenaud, interrompendo il collegamento verso Dégioz. Anche in questo caso la Protezione civile ha escluso situazioni di particolare pericolo per gli abitati rimasti temporaneamente isolati.
Le squadre della Protezione civile, insieme ai tecnici della viabilità regionale e alle imprese incaricate, sono impegnate nella rimozione del materiale franato e nella verifica della stabilità dei versanti prima di poter consentire la riapertura delle due arterie. Si tratta di un lavoro delicato che richiede non solo lo sgombero dei detriti, ma anche accertamenti sulla possibilità che nuove colate possano interessare gli stessi tratti stradali.
L'episodio riporta l'attenzione sulla crescente vulnerabilità della rete viaria di montagna agli eventi meteorologici intensi. Le vallate del Parco Nazionale del Gran Paradiso rappresentano un patrimonio ambientale e turistico di primaria importanza per la Valle d'Aosta, ma sono anche territori particolarmente esposti ai fenomeni idrogeologici. La gestione dell'emergenza dimostra ancora una volta l'efficacia del sistema di protezione civile regionale, ma evidenzia anche la necessità di continuare a investire nella prevenzione, nel monitoraggio dei torrenti e nella messa in sicurezza delle infrastrutture, affinché eventi sempre più frequenti possano essere affrontati con tempi di ripristino sempre più rapidi e con il minimo impatto sulle comunità locali e sull'economia delle vallate.





