La Lipu Aosta esprime forte preoccupazione per il calendario venatorio 2026/2027 approvato dalla Giunta regionale, che continua ad autorizzare il prelievo di specie di uccelli selvatici già esposte a condizioni ambientali sempre più difficili.
La questione non è rendere la caccia “più ordinata” o “più controllata”, ma chiedersi se sia ancora accettabile consentire l’abbattimento di specie fragili come gallo forcello, pernice bianca e coturnice.
Parliamo di animali che vivono in un contesto segnato da cambiamenti climatici, pressione turistica, disturbo antropico, perdita di habitat e dati non sempre pienamente consolidati sullo stato delle popolazioni.
Quando una specie richiede monitoraggi specifici, pareri tecnici, valutazioni di incidenza, tetti di prelievo e possibili sospensioni successive, significa che quella specie dovrebbe essere esclusa dalla
caccia. La prudenza non può consistere nel decidere quanti animali uccidere: deve consistere nel lasciarli vivere tutti.
Non basta definire il prelievo “sostenibile” o “contingentato”.
Per popolazioni fragili, ogni abbattimento sottrae individui a equilibri naturali già precari. La fauna di alta quota, in particolare, vive in un ambiente sempre più instabile: inverni difficili, innevamento irregolare, estati calde, pressione turistica crescente e riduzione degli habitat idonei rendono queste specie particolarmente vulnerabili.
Particolare attenzione merita anche il tema delle munizioni al piombo.
Il piombo disperso nell’ambiente non scompare: contamina il suolo, può frammentarsi nelle carcasse e nei resti degli animali abbattuti e può essere ingerito da uccelli rapaci, necrofagi e altre specie selvatiche. Le conseguenze possono essere gravi: avvelenamento, debilitazione, difficoltà di volo, alterazioni neurologiche, riduzione della capacità riproduttiva e morte. Per questo la Lipu Aosta chiede che il divieto di munizioni al piombo venga esteso a tutto il territorio regionale, non solo ad alcune aree sensibili.
La Valle d’Aosta dovrebbe essere un laboratorio avanzato di tutela della biodiversità alpina. Invece, il calendario venatorio continua a permettere il prelievo di uccelli selvatici che avrebbero bisogno di
maggiore protezione, non di ulteriore pressione: la conservazione della fauna deve venire prima dell’interesse venatorio.
La Lipu Aosta chiede quindi alla Regione Valle d’Aosta:
• la sospensione del prelievo di pernice bianca, coturnice e gallo forcello;
• l’applicazione rigorosa del principio di precauzione per tutte le specie di avifauna in declino, vulnerabili o soggette a forte variabilità riproduttiva;
• il divieto totale delle munizioni al piombo su tutto il territorio regionale.
La fauna selvatica non è una risorsa da consumare, ma un patrimonio vivente da proteggere. In un tempo di crisi della biodiversità, continuare a cacciare animali già in difficoltà è una scelta che la Valle d’Aosta dovrebbe avere il coraggio di superare.
Inoltre, a livello nazionale siamo molto preoccupati per la legge in iter di approvazione che prevede la liberalizzazione dell'attività venatoria, con un impatto distruttivo sugli uccelli migratori e la natura. Gli uccelli verrebbero cacciati durante il delicatissimo periodo della migrazione preriproduttiva, quando stanno per raggiungere le aree dove riprodursi. I calendari venatori sarebbero ancora più permissivi.
Ripartirebbe la cattura dei piccoli uccelli migratori, per tenerli in gabbia vita natural durante e usarli nella terribile pratica dei richiami vivi (il canto degli uccelli in gabbia usato per attirare ed uccidere gli uccelli liberi). Il demanio diventerebbe in buona parte territorio di caccia e le regioni potrebbero ridurre le aree protette, proprio mentre l’Unione europea chiede di aumentarle.





