ATTUALITÀ ECONOMIA - 24 giugno 2026, 14:27

Canone concordato, nuova svolta per gli affitti ad Aosta: accordo tra proprietari e inquilini per calmierare il mercato

Dal 1° luglio entrerà in vigore il nuovo Accordo territoriale per i contratti a canone concordato. Obiettivo: riportare sul mercato gli alloggi sfitti, contenere i prezzi degli affitti e offrire maggiori garanzie a proprietari e locatari. Determinante il ruolo di Uppi e Sunia nella definizione dello strumento

Jean-Claude Mochet, Raffaele Rocco e Salvatore Barillaro

Jean-Claude Mochet, Raffaele Rocco e Salvatore Barillaro

Ad Aosta prende forma un nuovo tentativo di rispondere a una delle emergenze più sentite degli ultimi anni: la difficoltà di trovare una casa in affitto a prezzi sostenibili. Questa mattina, nel Salone Ducale del Municipio, è stato presentato il nuovo Accordo territoriale sui contratti di locazione a canone concordato, sottoscritto il 27 maggio scorso dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dai sindacati degli inquilini.

L'intesa, che entrerà in vigore il prossimo 1° luglio, sostituisce il precedente accordo e rappresenta il riferimento ufficiale per tutti i contratti a canone concordato stipulati nel Comune di Aosta. A firmarlo sono stati l'Uppi Valle d'Aosta e Confedilizia Valle d'Aosta per la parte proprietaria, insieme a Sunia, Sicet, Savt Casa e Uniat per la rappresentanza degli inquilini.

Si tratta di uno strumento previsto dalla legge nazionale sugli affitti (Legge 431 del 1998) che consente di fissare canoni inferiori rispetto ai valori del libero mercato, sulla base di parametri concordati tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini.

L'obiettivo è duplice: da un lato offrire agli inquilini affitti più accessibili, dall'altro garantire ai proprietari importanti vantaggi fiscali che rendano conveniente affittare gli immobili oggi inutilizzati.

La situazione abitativa ad Aosta, infatti, presenta criticità sempre più evidenti. Negli ultimi anni la crescita degli affitti brevi turistici, la presenza degli studenti universitari e la diminuzione dell'offerta di abitazioni disponibili per la residenza stabile hanno contribuito a una progressiva tensione del mercato. Trovare un appartamento in affitto, soprattutto per giovani coppie, lavoratori e studenti, è diventato sempre più difficile.

Proprio per questo il presidente dell'Uppi Valle d'Aosta, Jean-Claude Mochet, ha evidenziato come il nuovo accordo rappresenti uno strumento concreto per invertire la tendenza.

«Questo è uno strumento utile per disincentivare le locazioni brevi e incentivare quella residenziale, transitoria o universitaria. Siamo convinti che permetterà di trovare più alloggi per i residenti, per i giovani e per le giovani coppie, incentivando la messa sul mercato di numerosi immobili attualmente non locati».

Le parole di Mochet mettono in luce un aspetto fondamentale della questione. Molti proprietari, infatti, preferiscono oggi lasciare gli immobili sfitti o destinarli agli affitti turistici, ritenuti più remunerativi e meno vincolanti. L'accordo prova a riequilibrare questa situazione attraverso una serie di incentivi fiscali che potrebbero rendere più attrattivo il ritorno alla locazione tradizionale.

Accanto all'Uppi, un ruolo centrale nella costruzione dell'intesa è stato svolto dal Sunia, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, da anni impegnato nella tutela del diritto alla casa e nella promozione di strumenti che garantiscano maggiore trasparenza nel settore degli affitti.

Salvatore Barilaro, intervenuto in rappresentanza del Sunia, ha posto l'accento sulla necessità di contrastare situazioni contrattuali poco chiare o prive delle necessarie garanzie.

«Esistono contratti che non sono firmati da nessuna delle organizzazioni qui presenti e che quindi non offrono garanzie reali. Dalla prima versione dell'Accordo territoriale a oggi il mercato delle locazioni è cambiato profondamente. Mettiamo a disposizione uno strumento conforme alla legge, che rispetta criteri chiari e in grado di dare una risposta concreta anche al tema degli affitti».

Un richiamo che evidenzia uno degli aspetti più importanti del nuovo sistema: la certificazione dei contratti. Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa sarà infatti necessario ottenere un'attestazione di conformità rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie. Tale certificazione servirà a verificare che il contratto rispetti i parametri previsti dall'accordo locale.

Nel dettaglio, il nuovo testo disciplina le tre principali tipologie di locazione agevolata previste dalla normativa nazionale: il contratto agevolato 3+2, il contratto transitorio e quello destinato agli studenti universitari.

L'accordo individua inoltre le diverse zone della città, stabilisce i valori minimi e massimi dei canoni espressi in euro al metro quadrato e definisce i criteri tecnici per il calcolo della superficie convenzionale degli immobili. Entrano nella valutazione anche elementi qualitativi come lo stato dell'abitazione, le prestazioni energetiche, la presenza di ascensore, garage o altri servizi.

Particolarmente rilevante il capitolo dedicato alle agevolazioni fiscali. Per i proprietari che aderiranno al canone concordato sono previste la cedolare secca ridotta al 10 per cento, una riduzione del 25 per cento dell'IMU, uno sconto del 30 per cento sull'imposta di registro e ulteriori benefici fiscali previsti dalla normativa statale.

Per gli inquilini, invece, il vantaggio principale consiste nella possibilità di accedere a canoni generalmente inferiori rispetto a quelli praticati sul mercato libero, oltre ad alcune detrazioni fiscali.

Il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, ha definito l'accordo «uno strumento amministrativo e sociale indispensabile per governare e dare equilibrio al mercato delle locazioni», sottolineando come l'intesa rappresenti una prima risposta concreta all'emergenza abitativa cittadina.

Resta naturalmente da verificare quale sarà l'effettivo impatto del nuovo accordo. Molto dipenderà dalla disponibilità dei proprietari a mettere sul mercato gli alloggi oggi inutilizzati e dalla capacità delle agevolazioni fiscali di compensare i minori introiti derivanti dai canoni calmierati.

Tuttavia, il fatto che organizzazioni tradizionalmente portatrici di interessi differenti – come Uppi e Sunia – abbiano trovato una sintesi condivisa rappresenta già di per sé un segnale significativo. In una città dove il tema della casa sta diventando sempre più centrale nel dibattito pubblico, il nuovo accordo potrebbe costituire uno degli strumenti più concreti per favorire un mercato degli affitti più accessibile, trasparente ed equilibrato.

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 UPPI VOLUME ACCORDO TERRITORIALE AOSTA 2026 (1.0 MB)
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