La Fédération des Coopératives Valdôtaines, in rappresentanza degli oltre 140 Consorzi di miglioramento fondiario aderenti, esprime il proprio apprezzamento per la delibera approvata dalla Giunta regionale lo scorso 19 giugno, che ha introdotto nuovi criteri applicativi e modalità per la presentazione delle istanze di contributo da parte dei Consorzi di miglioramento fondiario e delle Consorterie per gli investimenti di manutenzione straordinaria delle infrastrutture funzionali al settore agricolo.
Gli aiuti, previsti dalla legge regionale 17/2016 Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale, consistono in contributi a fondo perduto nella misura del 90% della spesa ammessa, ed i nuovi criteri introdotti hanno l’obiettivo di rendere più efficace lo strumento di sostegno e a favorire la realizzazione di interventi di maggiore rilevanza per il territorio rurale valdostano.
“Questa delibera è un ulteriore segnale della rinnovata attenzione alla preziosa attività di governo delle acque e della viabilità rurale svolto dai Consorzi sui comprensori di competenza, in questo caso cercando di rendere più efficace uno strumento di sostegno già esistente favorendo la realizzazione di interventi di maggiore rilevanza”, commenta il presidente di Fédération des Coopératives Valdôtaines, Davide Casola.
La misura prevede l’innalzamento della spesa ammissibile da 200 mila a 250 mila euro per i singoli beneficiari e da 400 mila a 500 mila per gli interventi realizzati da più soggetti assieme. “Particolarmente preziosa – continua Casola, oltre alla possibilità di presentare una nuova domanda con una pratica in corso nelle situazioni di emergenza e l’estensione dei tempi di rendicontazione, risulta l’introduzione della possibilità di coprire la quota di spesa non finanziata dalla Regione con risorse messe a disposizione da altri enti (nel rispetto del principio di non sovracompensazione) che, come da tutti auspicato, dovrebbe dare un maggior impulso alla realizzazione di opere preziose per i territori, spesso bloccate per la difficoltà di reperimento delle risorse residue necessarie da parte dei consorzi”.





