Ultim'ora - 22 giugno 2026, 10:51

Starmer annuncia dimissioni da primo ministro e leader del Partito Laburista

Starmer annuncia dimissioni da primo ministro e leader del Partito Laburista

(Adnkronos) - Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader del partito e capo del governo. "Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal voler mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetterò da leader del Partito Laburista", ha dichiarato, intervenendo davanti a Downing Street. "Ho parlato con Sua Maestà il Re questa mattina per informarlo della mia decisione". 

"La domanda che il mio partito si pone ora è se io sia la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni generali. Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e la accetto con serenità", ha aggiunto. 

Starmer ha annunciato che rimarrà "in carica come primo ministro fino a quando sarà completata" la sfida per la nomina di un nuovo leader del partito Laburista. "Farò tutto quello che posso per garantire un'ordinata transizione di potere", ha aggiunto, garantendo che assicurerà al suo successore "pieno ed inequivocabile sostegno". 

Le candidature alla leadership del partito laburista potranno essere presentate dal 9 al 16 luglio, ha detto Starmer, spiegando di aver chiesto al Comitato Esecutivo Nazionale del Partito Laburista di definire un calendario per la corsa alla leadership del partito. Questa agenda permetterà la presenza del successore di Starmer alla guida del Labour entro la ripresa dei lavori parlamentari a settembre. 

Andy Burnham ha formalizzato la sua candidatura alla guida del Partito Laburista britannico in seguito all’annuncio delle dimissioni di Starmer. "Keir ha reso un enorme servizio al nostro Paese e desidero ringraziarlo per la sua leadership e la sua dedizione in un periodo così difficile. La sua decisione segna l’inizio di una fase di transizione ed è importante che questo processo si svolga in modo ordinato e responsabile. Mi candiderò nell’ambito di questo processo". Per Burnham le priorità del Partito Laburista dovrebbero essere "i progressi in materia di crescita economica, costo della vita, servizi pubblici, alloggi e opportunità per la prossima generazione". 

L'ex ministro della Sanità britannico Wes Streeting ha dato il suo appoggio ad Andy Burnham come leader dei laburisti, annunciando che non si candiderà per la leaderhip del partito . "Ho parlato a lungo con Andy negli ultimi giorni", ha detto Streeting, che, facendo un passo indietro, lascerà la strada spianata a Burnham verso la leadership. "Potremmo passare l'estate a esagerare le piccole differenze, oppure possiamo rimboccarci le maniche e aiutarlo a realizzare il cambiamento di cui il nostro partito e il nostro Paese hanno bisogno", ha affermato Streeting. 

"Questa è la scelta che sto facendo e spero che anche tutti gli altri sosterranno Andy", ha aggiunto l'ex ministro della Sanità. "Siamo stati eletti per cambiare il nostro Paese, per dimostrare che la politica può essere una forza positiva e per diffondere opportunità per tutti", ha affermato, rifflettendo sul fatto che "con Andy, possiamo ancora farcela". 

Il primo ministro britannico ha rivendicato di aver ripristinato la fiducia nell'economia e nella difesa. Prima di annunciare le sue dimissioni, Starmer ha dichiarato di aver ereditato un Partito Laburista "in bancarotta politica, finanziaria e morale" e gli era stato ripetuto "più e più volte" che il partito era "finito". Ma, ha affermato con orgoglio, ha "dimostrato che si sbagliavano". 

Il leader laburista ha detto di aver cambiato il partito "sradicando il veleno dell'antisemitismo" e di essere riuscito a "ristabilire la fiducia nell'economia e nella difesa''. Starmer ha sottolineato che ''in soli due anni'', sotto la sua leadership, il Regno Unito è riuscito ad avere "un'economia più forte, che cresce più velocemente rispetto ai nostri concorrenti, con salari in aumento, a un ritmo superiore all'inflazione, ogni singolo mese da quando siamo al potere''. 

Starmer ha quindi parlato di "investimenti garantiti, infrastrutture in costruzione, fine dell'austerità con il calo più rapido delle liste d'attesa del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi 17 anni, il più grande miglioramento dei diritti per i lavoratori e gli inquilini in una generazione''. 

Quindi, il premier britannico dimissionario ha citato "il maggiore aumento della spesa per la difesa dai tempi della Guerra Fredda''. Parlando di immigrazione, ha spiegato che c'è stato un ''calo degli attraversamenti in barca'' del Canale della Manica, ''la chiusura degli hotel per richiedenti asilo''. Inoltre, ha parlato delle politiche messe in campo dal suo governo per ''la protezione dei giovani dai social media'', con la nuova legge che vieterà l'accesso al social ai minori di 16 anni, e ''mezzo milione di bambini sottratti alla povertà grazie alle scelte che ho fatto". 

E' un finale toccante quello del discorso del premier britannico dimissionario, che secondo i media era''sul punto di piangere''. Rivolgendosi alla moglie Victoria, che ha definito la sua "roccia", Starmer ha detto che "quando lascerò l'incarico più importante del Paese, dedicherò più tempo al lavoro più importante: essere il miglior marito possibile per la mia fantastica moglie Vic, che è stata una roccia al mio fianco nei momenti belli e in quelli brutti, ed essere il miglior padre possibile per i miei splendidi figli, che sono il mio orgoglio e la mia gioia". 

Il leader di Reform Uk, Nigel Farage, ha chiesto la convocazione di elezioni generali, a seguito dell'annuncio delle dimissioni di Starmer . "Reform chiede le elezioni - ha scritto in un post su X - e siamo pronti a portare a termine un cambiamento radicale. Se il Partito Laburista pensa di poter infilare un altro politico di professione al numero 10, si sbaglia di grosso". 

Sir Keir Starmer è il sesto capo del governo britannico a dare le dimissioni dall'incarico in poco meno di 10 anni. A seguito del referendum sulla Brexit, si dimise - saranno 10 anni mercoledì - l'allora premier David Cameron. 

Theresa May lascò Downing Street nel 2019, e tre anni dopo, nel 2022, furono in due a dare le dimissioni, Boris Johnson e Liz Truss. 

Nel 2024, a seguito della sconfitta del Partito conservatore alle elezioni generali - vinte da partito laburista di Keir Starmer - a lasciare è stato il premier Rishi Sunak. E trascorsi due anni, è ora la volta di Keir Starmer, sottolinea SkyNews. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

SU