FEDE E RELIGIONI - 20 giugno 2026, 08:00

Leone XIV: l'idolatria del profitto disumanizza, costruiamo la civiltà dell'amore

Nel messaggio rivolto ai partecipanti della prima edizione dei "Dialoghi del Borgo", a Castel Gandolfo, il Pontefice lancia un forte richiamo contro un'economia dominata dal profitto e invita a costruire una società fondata sull'amore, sulla dignità della persona e sulla responsabilità condivisa. Al centro del confronto anche intelligenza artificiale, sostenibilità e leadership etica

Leone XIV: l'idolatria del profitto disumanizza, costruiamo la civiltà dell'amore

La costruzione di una società nella quale l'amore diventi il principio ispiratore dell'economia, della politica e della cultura. È questo il cuore del messaggio che Papa Leone XIV ha rivolto ai partecipanti della prima edizione de "I Dialoghi del Borgo", l'iniziativa internazionale che si è conclusa nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo dopo tre giornate di confronto dedicate alle grandi sfide del nostro tempo.

L'evento, promosso dal Centro di Alta Formazione Laudato si' insieme alla University of Notre Dame, Deloitte Switzerland e Handshake Strategies, ha riunito rappresentanti del mondo delle imprese, delle organizzazioni non governative, delle università, della società civile e della Chiesa, chiamati a riflettere su temi come l'intelligenza artificiale, l'invecchiamento della popolazione, il ruolo dello sport nella diplomazia internazionale e il futuro della sostenibilità ambientale e sociale.

Nel saluto inviato ai partecipanti, pronunciato in lingua inglese, Leone XIV ha definito l'iniziativa «un primo passo di un processo» destinato a proseguire negli anni, sottolineando come il mondo contemporaneo abbia urgente bisogno di una nuova guida morale capace di ricomporre le profonde fratture che attraversano la società globale.

Il Pontefice ha osservato che oggi viviamo in un contesto segnato da divisioni sempre più profonde e da una crescente perdita delle proprie radici storiche e culturali. Per questo motivo ha invitato tutti i protagonisti della vita economica, politica e sociale a «rinnovare e reimmaginare la guida morale in un mondo che oggi appare frammentato e dimentico delle proprie radici storiche».

Particolarmente significativo è stato il richiamo all'enciclica Leone Magnifica Humanitas, nella quale il Papa invita a promuovere luoghi di ascolto e di dialogo capaci di contrastare quella che definisce una vera e propria "cecità culturale e spirituale". Secondo Leone XIV, soltanto attraverso il confronto e la partecipazione sarà possibile costruire modelli di sviluppo realmente orientati al bene comune.

Nel passaggio centrale del suo intervento il Papa ha poi rivolto una dura critica a un sistema economico dominato esclusivamente dalla logica del profitto. «Dinanzi alla tentazione di costruire la torre di Babele, che rappresenta l'idolatria del profitto a scapito dei più vulnerabili e fa aumentare il rischio della disumanizzazione, siamo chiamati a contribuire alla costruzione della Nuova Gerusalemme, la civiltà dell'amore, nella quale l'amore sia l'unico principio guida della vita economica, politica e culturale».

Parole che assumono un significato particolarmente attuale in un tempo caratterizzato da rapide trasformazioni tecnologiche e sociali. L'espansione dell'intelligenza artificiale, le crescenti disuguaglianze economiche, le crisi ambientali e i conflitti internazionali pongono infatti interrogativi sempre più profondi sul rapporto tra progresso, sviluppo e dignità della persona.

Leone XIV ha quindi incoraggiato i partecipanti a proseguire il percorso avviato, valorizzando il dialogo tra esperienze locali e responsabilità globale. Secondo il Pontefice, solo una leadership coraggiosa, capace di ascoltare e di mettere al centro l'essere umano, potrà affrontare le sfide del XXI secolo.

Il messaggio si conclude con un'immagine di forte intensità evangelica. Il Papa auspica che tutti diventino «umili costruttori della Nuova Gerusalemme», una città simbolica capace di offrire «acqua viva agli assetati e cure, riconoscimento, parole gentili e mani capaci di tenerezza a ogni essere umano».

È un invito che supera i confini della comunità ecclesiale e interpella l'intera società. Per Leone XIV la vera alternativa a un mondo dominato dalla competizione e dall'idolatria del profitto non consiste soltanto in nuove politiche economiche, ma nella riscoperta della centralità della persona, della solidarietà e della cura reciproca. Una visione che propone una civiltà nella quale crescita economica, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile non siano mai separati dalla dignità dell'uomo e dal primato dell'amore.

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