Le Messager Campagnard - 18 giugno 2026, 12:45

Tea, svolta europea per l'agricoltura: Coldiretti Valle d'Aosta applaude il via libera

Il Parlamento europeo apre alle Nuove Tecniche Genomiche. Per Coldiretti Valle d'Aosta rappresentano uno strumento decisivo per affrontare il cambiamento climatico, ridurre l'uso della chimica e rafforzare la competitività delle aziende agricole

ph. Roberto_Permunian

ph. Roberto_Permunian

L'agricoltura europea si trova oggi davanti a un passaggio che potrebbe segnare una nuova fase della propria evoluzione. Da un lato la necessità di produrre di più e meglio, dall'altro l'obbligo di fare i conti con i cambiamenti climatici, la riduzione degli input chimici e un mercato internazionale sempre più instabile. In questo scenario, il voto favorevole del Parlamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), conosciute in Italia come Tea, viene accolto dal mondo agricolo come un segnale di apertura verso un'innovazione che punta a coniugare sostenibilità, ricerca e produttività.

«In uno scenario globale segnato da forti attriti geopolitici e da una corsa all'innovazione che minacciano la reperibilità di materie prime essenziali, come i fertilizzanti, poter contare sulle Tea diventa cruciale per difendere la sovranità alimentare e la sicurezza delle forniture, due pilastri strategici per il domani dell'Europa», affermano la presidente di Coldiretti Valle d'Aosta, Alessia Gontier, e il direttore Roberto Bianco.

Il via libera dell'Europarlamento rappresenta il risultato di un lungo lavoro portato avanti da Coldiretti e Filiera Italia, che negli ultimi anni hanno sostenuto con forza l'introduzione di strumenti innovativi per consentire alle imprese agricole di affrontare le nuove sfide ambientali ed economiche. L'obiettivo dichiarato è ora quello di accelerare il percorso normativo affinché le Tea possano arrivare rapidamente nelle aziende agricole, offrendo nuove opportunità per migliorare la resilienza delle colture e mantenere elevati standard qualitativi senza compromettere la redditività delle imprese.

Un punto sul quale Coldiretti insiste con decisione riguarda la distinzione tra le Tea e gli organismi geneticamente modificati transgenici. Le nuove tecniche genomiche, infatti, non prevedono l'introduzione di materiale genetico proveniente da specie diverse, ma intervengono replicando in modo preciso e controllato quei processi che potrebbero avvenire spontaneamente in natura attraverso la selezione naturale. Una differenza sostanziale che, secondo il mondo agricolo, permette di conciliare innovazione scientifica e tutela delle produzioni tipiche.

Per la federazione valdostana il voto europeo assume un valore strategico anche sotto il profilo della sicurezza alimentare. La crescente instabilità internazionale, le tensioni sui mercati delle materie prime e l'aumento dei costi produttivi rendono infatti indispensabile poter contare su colture più resistenti agli stress climatici e alle fitopatie, riducendo al tempo stesso il ricorso ai prodotti fitosanitari e ai fertilizzanti.

«Questo via libera normativo è un tassello indispensabile anche per preservare la biodiversità dei nostri territori e consolidare la sinergia tra la ricerca scientifica e il lavoro nei campi», proseguono Gontier e Bianco. «Le Tea rappresentano il cuore dell'Agricoltura 5.0, una risorsa importante per ottimizzare la gestione delle risorse, tagliare i consumi di energia e potenziare l'efficienza aziendale attraverso i sistemi agricoli di precisione».

Per Coldiretti Valle d'Aosta l'innovazione non viene quindi vista come un'alternativa alla tradizione, ma come uno strumento capace di proteggerla. In una regione dove la qualità delle produzioni è strettamente legata al territorio e alla biodiversità, la possibilità di sviluppare varietà più resistenti ai cambiamenti climatici potrebbe contribuire a salvaguardare le coltivazioni e a rafforzare la competitività delle aziende senza rinunciare all'identità dell'agricoltura valdostana. Il messaggio che arriva da Bruxelles, secondo l'organizzazione agricola, è dunque quello di un'Europa che sceglie di investire nella ricerca e nell'innovazione per garantire un futuro più sostenibile e competitivo al settore primario.

je.fe.

SU