ECONOMIA - 17 giugno 2026, 13:29

A maggio i prezzi crescono del +3,2%, con ricadute di +1.056 euro annui a famiglia

Necessario intervenire a sostegno delle famiglie, specialmente sul fronte energetico

A maggio i prezzi crescono del +3,2%, con ricadute di +1.056 euro annui a famiglia

L’Istat ha aggiornato i dati sull’inflazione: a maggio il tasso sale ancora, arrivando al +3,2%. L’Istituto di Statistica spiega come l’accelerazione sia dovuta prevalentemente alla dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), nonché a quelli regolamentati (da +5,3% a +5,6%).

Come ogni anno, in vista della stagione estiva, aumentano notevolmente i costi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,7%), trainati dalla risalita dei prezzi del trasporto marittimo e per vie d’acqua (da -1,0% a +5,8% su base annua). Crescono anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3,0%).

Con l’inflazione a questi livelli, le ricadute a carico delle famiglie sono pesantissime: +1.056 euro annui a famiglia, secondo le stime aggiornate dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Unica nota positiva, la lieve decelerazione del tasso relativo al carrello della spesa, che scende a +1,9% (da +2,3% registrato ad aprile).

Una forte accelerazione si registra sul fronte del costo della benzina (+10,7% su base annua), anche a causa della prematura rimodulazione del taglio delle accise. Costi che i cittadini potrebbero continuare a subire per molto tempo, vista la cronica lentezza con cui i prezzi alla pompa si adeguano al ribasso.

I dati fotografano, nel loro complesso, una situazione incerta: per questo è urgente intervenire a sostegno delle famiglie e per arginare fenomeni speculativi, a partire da:

• rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali;
• introduzione di criteri per la determinazione del prezzo che realizzino il disaccoppiamento tra energia elettrica e gas;
• bonus energia più consistente ed esteso a una platea più ampia di famiglie;
• creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e alimentare per sostenere i nuclei più vulnerabili;
• riforma degli oneri di sistema sui beni energetici, spostandone una parte sulla fiscalità generale;
• monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.

Infine, l’imposizione di un’adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo, per finanziare misure di sostegno.

Bruno Albertinelli

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