CRONACA - 13 giugno 2026, 15:04

Temperature record durante la Maturità, l'allarme dei docenti: "Così si mette a rischio il diritto allo studio e alla salute"

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede al ministro Giuseppe Valditara un Piano nazionale per affrontare il caldo estremo durante gli Esami di Stato. Sotto accusa le aule non climatizzate, i rischi per studenti, docenti e personale scolastico e il possibile impatto delle alte temperature sul rendimento.

Romano Pesavento

Romano Pesavento

L'ondata di caldo che sta interessando l'Italia rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo per migliaia di maturandi chiamati ad affrontare le prove dell'Esame di Stato. A lanciare l'allarme è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che ha rivolto un appello al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché vengano adottate misure straordinarie per garantire condizioni adeguate durante gli esami.

Secondo il Coordinamento, le elevate temperature previste nelle prossime settimane rappresentano un problema non soltanto di comfort, ma anche di salute pubblica e di equità nella valutazione scolastica. Molti edifici scolastici italiani, infatti, sono stati costruiti decenni fa e risultano privi di sistemi di climatizzazione o di adeguati interventi per contenere il surriscaldamento delle aule.

Il CNDDU richiama anche le più recenti analisi delle organizzazioni meteorologiche internazionali, che collegano l'aumento delle temperature globali agli effetti del cambiamento climatico e del fenomeno di El Niño. Un quadro che, secondo i docenti, rende ormai le ondate di calore eventi sempre più frequenti e non più eccezioni imprevedibili.

L'Esame di Stato rappresenta uno dei momenti più importanti del percorso scolastico. Le prove scritte durano diverse ore consecutive e richiedono concentrazione, lucidità e resistenza psicofisica. A queste si aggiungono i colloqui orali, le attese e il forte carico emotivo che accompagna una tappa decisiva della vita di ogni studente.

Numerosi studi scientifici evidenziano come il caldo intenso possa compromettere funzioni cognitive fondamentali quali attenzione, memoria di lavoro, rapidità di elaborazione delle informazioni e capacità di ragionamento. Inoltre aumentano affaticamento, disidratazione, irritabilità e stress fisiologico, fattori che possono incidere negativamente sulla qualità della prestazione scolastica.

Per il Coordinamento si tratta anche di una questione di tutela dei diritti. Se le condizioni ambientali limitano la possibilità di uno studente di esprimere pienamente le proprie competenze, il rischio è che la valutazione finale venga influenzata da fattori esterni e non esclusivamente dalla preparazione acquisita.

Una particolare attenzione viene richiesta per gli studenti più fragili, compresi quelli con disabilità, patologie croniche o condizioni di vulnerabilità psicologica e sanitaria, per i quali le alte temperature possono rappresentare un ulteriore elemento di difficoltà durante una prova già particolarmente impegnativa.

Le preoccupazioni riguardano anche il personale scolastico. Presidenti di commissione, commissari, dirigenti, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici trascorreranno molte ore al giorno negli istituti durante tutto il periodo degli esami. Tra loro vi sono lavoratori affetti da patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, oncologiche o immunitarie che potrebbero risentire maggiormente dell'esposizione prolungata al caldo.

Per questo il presidente del CNDDU, il professor Romano Pesavento, propone l'istituzione di un Piano nazionale per la sicurezza climatica durante gli Esami di Stato. Tra le richieste figurano il monitoraggio costante delle temperature negli edifici scolastici, la disponibilità di ambienti climatizzati, protocolli specifici per studenti e lavoratori fragili e la possibilità di adottare soluzioni organizzative flessibili nelle situazioni di maggiore criticità.

Secondo il Coordinamento, la scuola italiana è chiamata ad affrontare una nuova sfida: garantire che il diritto all'istruzione, il diritto alla salute e il principio delle pari opportunità restino pienamente tutelati anche di fronte agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica. Una prevenzione che, sottolineano i docenti, non deve essere letta come allarmismo, ma come un dovere di responsabilità nei confronti di studenti e lavoratori della scuola.

je.fe.

SU