ECONOMIA - 11 giugno 2026, 20:18

Università della Valle d’Aosta, nove laureati su dieci promuovono l’Ateneo: cresce l’occupazione e gli stipendi superano la media italiana

Il Rapporto AlmaLaurea fotografa un Ateneo apprezzato dagli studenti e con ottimi risultati sul fronte occupazionale. A un anno dalla laurea il tasso di occupazione sale all'83,3% per i triennali e all'88,9% per i magistrali, mentre le retribuzioni risultano superiori alla media nazionale. Resta però aperta la sfida di trattenere i giovani e ampliare l'offerta formativa

Università della Valle d’Aosta, nove laureati su dieci promuovono l’Ateneo: cresce l’occupazione e gli stipendi superano la media italiana

Ci sono numeri che raccontano molto più di un semplice bilancio statistico. La fotografia scattata da AlmaLaurea sull'Università della Valle d'Aosta restituisce infatti l'immagine di un piccolo Ateneo che riesce a ottenere risultati importanti sia sul piano della qualità percepita dagli studenti sia su quello dell'inserimento nel mondo del lavoro. Un dato che assume ancora più valore in una regione di dimensioni ridotte, dove il tema della formazione universitaria è strettamente collegato allo sviluppo economico e alla capacità di trattenere i giovani sul territorio.

La soddisfazione complessiva dei laureati raggiunge infatti il 91,1%, una percentuale che testimonia un giudizio ampiamente positivo sull'esperienza universitaria. Ancora più elevato è l'apprezzamento nei confronti del corpo docente, promosso dal 93,6% degli intervistati.

Anche la fedeltà all'Ateneo è significativa. Oltre tre laureati su quattro (77,3%) dichiarano che, potendo tornare indietro, sceglierebbero nuovamente lo stesso corso di laurea nello stesso Ateneo. Solo il 4,4% resterebbe all'Università valdostana cambiando però percorso di studi.

Sul fronte occupazionale, i dati confermano una crescita rispetto all'anno precedente.

L'indagine ha coinvolto 178 laureati triennali del 2024, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo. Una quota consistente, pari al 65,8%, sceglie di proseguire il proprio percorso universitario, segno di una formazione che rappresenta spesso il primo passo verso una specializzazione successiva.

Nel frattempo aumenta sensibilmente anche il tasso di occupazione, che raggiunge l'83,3%, contro il 75,6% rilevato nell'indagine precedente. Parallelamente diminuisce il tasso di disoccupazione, che scende all'11,8%, rispetto al 18,4% registrato un anno prima.

Interessante anche la dinamica dell'ingresso nel mercato del lavoro. Tra gli occupati, un terzo (33,3%) continua l'attività lavorativa già iniziata prima della laurea, il 23,3% cambia impiego, mentre il 43,3% trova il primo lavoro soltanto dopo aver conseguito il titolo.

Anche sul piano economico emergono risultati positivi. I laureati triennali dell'Università della Valle d'Aosta percepiscono una retribuzione media netta mensile di 1.592 euro, superiore ai 1.491 euro della media nazionale.

Risultati ancora migliori arrivano dai corsi di laurea magistrale.

A un anno dal titolo, il tasso di occupazione raggiunge l'88,9%, con punte del 100% tra i laureati in Scienze della formazione primaria e dell'84% per quelli in Economia e politiche del territorio e dell'impresa. La disoccupazione si attesta al 5,9%, mentre la retribuzione media sale a 1.821 euro netti mensili, circa 330 euro in più rispetto alla media italiana.

Ma è soprattutto la prospettiva a cinque anni dalla laurea a restituire il quadro di un inserimento lavorativo ormai consolidato. I laureati magistrali del 2020 raggiungono infatti un tasso di occupazione del 100%, migliorando ulteriormente il già ottimo dato del precedente Rapporto AlmaLaurea, fermo al 92,3%. La disoccupazione è completamente azzerata.

Le retribuzioni medie si attestano a 1.813 euro netti mensili. Un dato leggermente inferiore alla media nazionale, pari a 1.903 euro, ma che va letto considerando le caratteristiche del mercato del lavoro valdostano e il costo della vita differente rispetto alle grandi aree metropolitane.

Interessante anche l'evoluzione dei settori occupazionali. Cresce il peso dell'impiego privato, che passa dal 33,3% al 53,1%, mentre diminuisce quello del settore pubblico, sceso dal 62,5% al 43,8%. Rimane comunque il comparto dei servizi ad assorbire la maggior parte dei laureati.

Uno degli aspetti più significativi riguarda infine il legame con il territorio. A cinque anni dalla laurea, il 78,1% degli occupati continua a lavorare in Valle d'Aosta, mentre il 9,4% si trasferisce in un'altra regione italiana e il 12,5% trova occupazione all'estero.

La ricerca offre quindi un messaggio incoraggiante: l'Università della Valle d'Aosta forma laureati che trovano lavoro rapidamente, con stipendi spesso superiori alla media nazionale e con una forte capacità di mantenere competenze sul territorio regionale.

Naturalmente il quadro positivo non può far dimenticare le sfide future. In una regione che continua a confrontarsi con il calo demografico e con la fuga dei giovani, il compito dell'Ateneo non si esaurisce nella qualità della didattica. Sarà sempre più importante ampliare l'offerta formativa, rafforzare il dialogo con il tessuto produttivo e creare nuove opportunità professionali capaci di trattenere i talenti in Valle d'Aosta. I dati AlmaLaurea dimostrano che le basi sono solide; trasformare questi risultati in un motore stabile di sviluppo per la regione sarà il passaggio decisivo dei prossimi anni.

pi.mi.

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