Prima di costruire biblioteche avveniristiche servono idee. E quando un'amministrazione riesce a trasformare un oggetto dimenticato in un simbolo di cultura, dimostra che la promozione della lettura non passa necessariamente da grandi investimenti, ma dalla capacità di coinvolgere i cittadini. È questa la filosofia di "Racines de Papier", il nuovo progetto promosso dal Comune di Pollein: un'iniziativa che intreccia memoria, identità, creatività e partecipazione, trasformando antichi strumenti della civiltà contadina in piccoli presìdi permanenti di cultura diffusa.
Non sarà soltanto un concorso artistico, né una semplice iniziativa dedicata alla lettura. "Racines de Papier" nasce con un'ambizione più ampia: raccontare la storia di una comunità attraverso gli oggetti che ne hanno accompagnato la vita quotidiana per generazioni.
L'iniziativa, promossa dal Comune di Pollein su proposta della Commissione di Gestione della Biblioteca comunale, invita infatti i residenti a realizzare originali "casette dei libri" recuperando materiali e manufatti appartenenti agli antichi mestieri valdostani. Gerle, culle, bauli, piccoli mobili, botti, attrezzi agricoli e altri oggetti destinati all'abbandono potranno così rinascere con una funzione completamente nuova: custodire libri e diventare luoghi di incontro, di scambio culturale e di memoria condivisa. Il bando e tutte le informazioni sono disponibili sul sito istituzionale del Comune.
L'idea si inserisce perfettamente nel filone delle cosiddette "biblioteche diffuse", ma introduce un elemento originale: ogni installazione dovrà raccontare anche la propria storia.
Accanto ai libri, infatti, ogni casetta sarà accompagnata da una scheda esplicativa che illustrerà l'origine dell'oggetto recuperato, il suo nome in patois e la funzione che svolgeva nella tradizione contadina valdostana. Un dettaglio tutt'altro che secondario, perché trasforma ogni punto di lettura in una piccola lezione di storia locale.
La cultura, in questo modo, non viene semplicemente conservata: viene vissuta, toccata con mano e tramandata alle nuove generazioni.
Il concorso è riservato ai residenti di Pollein, che potranno partecipare individualmente, in famiglia oppure come gruppi o associazioni del territorio.
Le opere dovranno naturalmente garantire la protezione dei libri dagli agenti atmosferici, ma saranno valutate soprattutto per la loro capacità creativa, per la qualità della realizzazione e per il valore simbolico del recupero effettuato.
Le future casette dei libri verranno distribuite in numerosi punti strategici del territorio comunale. Troveranno posto davanti al Municipio, lungo le fermate della Linea 1 di Petit Pollein, Grand Pollein, Chateau, Moulin, Tharencan, Dregier, Saint-Benin I e Saint-Benin II, ma anche presso i fontanili di Rabloz, Les Crêtes, Chénières e Chenaux, oltre al parco giochi di Saint-Benin, al campo sportivo di Grand Pollein e al Polivalente della Grand Place.
In questo modo la lettura uscirà dagli spazi tradizionali della biblioteca per diventare parte integrante della vita quotidiana del paese.
Particolarmente interessante è anche il sistema di valutazione previsto dagli organizzatori.
Accanto alla giuria tecnica, chiamata a esaminare originalità, creatività e qualità realizzativa, sarà infatti istituita una giuria popolare. Attraverso un sondaggio aperto ai cittadini di Pollein verrà assegnato il "Premio Speciale della Comunità", rafforzando ulteriormente il carattere partecipativo dell'iniziativa.
Non saranno quindi soltanto gli esperti a decretare i vincitori, ma l'intera popolazione sarà chiamata a esprimere il proprio giudizio.
Anche la cerimonia finale è stata pensata con un forte valore simbolico.
La premiazione avverrà infatti in occasione della consegna delle "Puette" ai nuovi nati del paese, creando un ponte ideale fra chi custodisce la memoria del passato e chi rappresenta il futuro della comunità.
Una scelta che sintetizza perfettamente lo spirito di "Racines de Papier": le radici non sono qualcosa da conservare in una teca, ma da trasmettere alle nuove generazioni attraverso gesti concreti.
Le iscrizioni dovranno essere presentate entro il 30 luglio 2026, mentre le opere dovranno essere completate e collocate entro il 30 novembre.
Da quel momento entreranno ufficialmente a far parte del patrimonio comunale e i loro autori riceveranno un riconoscimento destinato a durare nel tempo: saranno nominati "Padrini della Casetta", custodi simbolici di un progetto che continuerà a vivere ben oltre la conclusione del concorso.
In un'epoca in cui spesso si discute di spopolamento, perdita delle tradizioni e crisi della lettura, Pollein sceglie una strada diversa. Non punta soltanto a conservare il patrimonio materiale del passato, ma lo trasforma in uno strumento capace di creare relazioni, stimolare curiosità e alimentare il senso di appartenenza.
È un esempio di come la cultura possa uscire dai luoghi istituzionali per abitare gli spazi quotidiani delle persone, ricordando che ogni oggetto recuperato può custodire non solo libri, ma anche identità, memoria e futuro.





