CULTURA - 03 giugno 2026, 15:54

Patoué eun Mezeucca nel segno di Cerlogne

Venerdì 5 giugno al Teatro Splendor di Aosta una nuova edizione dello spettacolo dedicato alla lingua e alla cultura francoprovenzale. Musica, poesia e teatro renderanno omaggio a Jean-Baptiste Cerlogne nel bicentenario della sua nascita

Patoué eun Mezeucca nel segno di Cerlogne

La tradizione, la musica e la lingua francoprovenzale tornano protagoniste sul palcoscenico del Teatro Splendor di Aosta. Venerdì 5 giugno, alle ore 21, andrà infatti in scena una nuova edizione di Patoué eun Mezeucca, il progetto artistico che da anni valorizza il patrimonio culturale valdostano attraverso un originale intreccio di musica, teatro e memoria collettiva.

L'edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il bicentenario della nascita di Jean-Baptiste Cerlogne, figura centrale della cultura valdostana e padre riconosciuto della letteratura in patois. Lo spettacolo, intitolato "Vionda la Tita, Yé Batita - L'éritadzo de Cerlogne", si propone di raccontare e celebrare l'eredità culturale lasciata dal celebre prelato di Saint-Nicolas.

Come sottolineano gli organizzatori, l'evento vuole essere un omaggio alla "straordinaria figura" di Cerlogne attraverso "un intreccio tra musica, storia e poesia" capace di dare vita a "uno spettacolo musico-teatrale di forte impatto emotivo".

Sul palco si alterneranno numerosi protagonisti della scena musicale e culturale valdostana. Tra questi Philippe Milleret, César Marguerettaz con i Laripionpion, Lady Barbara con La Clicca di Saint-Martin, Fabien Lucianaz, Yvette Buillet, Maura Susanna, Katia Perret e il Coro di Verrès diretto da Albert Lanièce, accompagnati da altri musicisti e artisti che contribuiranno a costruire una serata ricca di suggestioni.

L'appuntamento rappresenterà un'occasione preziosa per riscoprire non soltanto l'opera letteraria di Cerlogne, ma anche la sua visione culturale e politica. Il sacerdote di Saint-Nicolas fu infatti tra i primi intellettuali valdostani a comprendere il valore identitario della lingua francoprovenzale in una regione caratterizzata dalla pluralità linguistica e culturale.

Gli organizzatori ricordano infatti come la sua lungimiranza lo abbia portato a essere "il primo illustre esponente valdostano nel comprendere l'importanza che il francoprovenzale avrebbe avuto nella determinazione dell'identità valdostana". Un'intuizione che, a distanza di due secoli dalla sua nascita, continua a rappresentare uno dei pilastri della coscienza culturale regionale.

Con questa nuova edizione, il collettivo di Patoué eun Mezeucca rinnova dunque il proprio impegno nella valorizzazione delle radici linguistiche e culturali della Valle d'Aosta, proponendo al pubblico una serata capace di unire spettacolo, emozione e riflessione sul significato dell'eredità lasciata da Cerlogne alle generazioni contemporanee.

pi.mi.

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