Si è svolta nel pomeriggio di oggi l’Assemblea totalitaria dei soci della Società Autostrade Valdostane (SAV), convocata su richiesta della Regione autonoma Valle d’Aosta per un’informativa sugli interventi di adeguamento delle gallerie “Cote de Sorreley” e “Signayes” lungo il raccordo a libera percorrenza tra l’autostrada A5 e la strada statale 27 del Gran San Bernardo.
Nel corso della riunione, l’Amministratore delegato della società ha illustrato le ragioni che hanno portato il Consiglio di amministrazione a confermare il progetto di intervento, evidenziando come l’opera sia finalizzata all’adeguamento delle due gallerie ai requisiti previsti dal decreto legislativo 264 del 2006, che recepisce la direttiva europea sulla sicurezza delle gallerie della rete transeuropea.
L’investimento previsto ammonta a circa 40 milioni di euro e riguarda le gallerie “Cote de Sorreley”, lunga 4.725 metri, e “Signayes”, lunga 2.044 metri. Gli interventi interesseranno impianti e strutture con l’obiettivo di adeguare i tunnel ai requisiti richiesti in materia di ventilazione, illuminazione, sistemi antincendio, comunicazioni di emergenza e vie di fuga.
Secondo quanto illustrato da SAV, la configurazione delle due gallerie, entrambe a fornice unico e percorse dal traffico nei due sensi di marcia, renderebbe incompatibile l’esecuzione delle opere con la presenza di veicoli in transito. La società ha inoltre richiamato le valutazioni di un soggetto terzo indipendente, incaricato a seguito del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta dello scorso 20 aprile, che avrebbe confermato tale impostazione.
Per limitare la durata del cantiere, SAV ha spiegato di aver previsto un’organizzazione dei lavori su turni continuativi, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette. Questa scelta consentirebbe di ridurre di circa il 25% i tempi complessivi dell’intervento, portando il periodo di chiusura del raccordo da 494 a 370 giorni.
L’avvio dei lavori resta programmato per l’11 giugno 2026, subito dopo la conclusione dell’anno scolastico, mentre la riapertura è prevista entro giugno 2027. Secondo la società, il calendario permetterebbe di rispettare le scadenze normative e di completare l’opera prima della prevista chiusura prolungata del Traforo del Monte Bianco annunciata per l’autunno del 2027.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il presidente della Regione, che ha chiesto una ulteriore verifica delle modalità di esecuzione dei lavori. La richiesta è motivata dalle possibili ripercussioni della chiusura totale del raccordo sulla viabilità locale, sui collegamenti quotidiani, sui flussi turistici e commerciali e sugli aspetti ambientali. Tra le ipotesi avanzate vi è quella di una manifestazione di interesse per verificare l’eventuale disponibilità di imprese in grado di eseguire gli interventi mantenendo almeno una parziale apertura della tratta, a parità di tempi e costi.
Al termine della discussione, l’assemblea ha preso atto della proposta avanzata dalla Regione, ritenendo tuttavia che le esigenze di sicurezza, le tempistiche previste dalla normativa e i vincoli legati alle procedure di affidamento dei lavori non consentano di modificare il percorso già definito.
La società ha comunque confermato la disponibilità a monitorare gli effetti della chiusura e a collaborare con i tavoli istituzionali per individuare eventuali misure di mitigazione dei disagi che potrebbero manifestarsi durante l’esecuzione dell’intervento.





