FEDE E RELIGIONI - 26 maggio 2026, 18:00

Almanach de mercredi 27 mai saint Augustin de Cantorbéry

Hai visto un campo di grano in piena maturazione? Potrai osservare che certe spighe sono alte e rigogliose; altre, invece, sono piegate a terra. Prova a prendere le alte, le più vanitose, vedrai che queste sono vuote; se, invece, prendi le più basse, le più umili, queste sono cariche di chicchi. Da ciò potrai dedurre che la vanità è vuota. (Padre Pio da Pietrelcina)

Almanach de mercredi 27 mai saint Augustin de Cantorbéry

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI MAGGIO

Lunedì 25 - giovedì 28 maggio
Roma
Assemblea generale della C.E.I.

Sabato 30 maggio
Chiesa parrocchiale di Saint-Vincent - ore 15.00
S. Cresime per l’unità parrocchiale

Chiesa parrocchiale di Nus - ore 18.30
S. Cresime per l’unità parrocchiale

Domenica 31 maggio
Chiesa parrocchiale di Brusson - ore 11.00
S. Cresime per l’unità parrocchiale

Chiesa parrocchiale di Quart - ore 15.00
S. Cresime per l’unità parrocchiale

Chiesa parrocchiale di Chambave - ore 18.00
S. Cresime per l’unità parrocchiale

La Chiesa celebra  Sant' Agostino di Canterbury Vescovo

Abate benedettino a Roma, fu invitato da San Gregorio Magno ad evangelizzare l'Inghilterra, ricaduta nell'idolatria sotto i Sassoni. Qui fu ricevuto da Etelberto, re di Kent che aveva sposato la cattolica Berta, di origine franca. Etelberto si convertì, aiutò Agostino e gli permise di predicare in piena libertà. Nel Natale successivo al suo arrivo in Inghilterra, più di diecimila Sassoni ricevettero il battesimo. Il Papa inviò altri missionari e nominò arcivescovo e primate d'Inghilterra Agostino, che cercò di riunire la Chiesa bretone a quella sassone senza riuscirci perché troppo forte era il rancore dei bretoni contro gli invasori sassoni. Suo merito però è stato quello di aver convertito quasi tutto il regno di Kent.

Il sole sorge alle ore 5,50 e tramonta  alle ore 21,05

La guerra non risolve i conflitti, li moltiplica. È sempre una sconfitta dell’umanità.” (Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia completamente la retorica della forza: la guerra non è mai uno strumento efficace, ma un moltiplicatore di caos. E oggi, guardando a una politica spesso muscolare, fatta di slogan e contrapposizioni, suona quasi come una denuncia implicita: quando manca la capacità di mediazione, si apre la strada allo scontro. E lo scontro, nella storia, non ha mai costruito nulla di duraturo.

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