ATTUALITÀ - 25 maggio 2026, 13:39

Aosta sotto pressione: traffico pesante, cantieri e una città che rischia di fermarsi

La chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes apre uno scenario critico per la viabilità di Aosta. Il traffico internazionale del Gran San Bernardo sarà deviato sulla rete urbana, con effetti pesanti su sicurezza e vivibilità. AVS propone misure straordinarie sul transito dei Tir in attraversamento. Sullo sfondo, il nodo irrisolto della gestione del corridoio alpino

Andrea Campotaro, Chiara Minelli e Eugenio Torrione, consiglieri regionali AVS

Andrea Campotaro, Chiara Minelli e Eugenio Torrione, consiglieri regionali AVS

la questione non è più “gestione del traffico”, ma tenuta fisica della città. Perché quando per un anno intero una parte del traffico internazionale viene spinta dentro il tessuto urbano di Aosta, il problema non è più tecnico: diventa quotidiano, concreto, inevitabile.

Dal prossimo 11 giugno partiranno gli interventi di manutenzione straordinaria sulle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes, con una durata prevista di circa un anno. Tradotto: deviazione obbligata sulla viabilità ordinaria e urbana.

E il quadro è già pesante in partenza. Parliamo di una direttrice internazionale come quella del Gran San Bernardo, attraversata ogni anno da circa 30 mila mezzi pesanti.

In questo contesto, il gruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra ha scritto al Presidente della Regione, nelle sue funzioni prefettizie, chiedendo un intervento straordinario.

La loro posizione è netta e non lascia molto spazio a interpretazioni.

Scrivono infatti:

«Riteniamo opportuno che sia fatta una valutazione di tutte le misure utili a ridurre i fattori di congestione e di rischio, con particolare riferimento al traffico pesante internazionale che non abbia origine o destinazione in Valle d'Aosta o nel Cantone del Vallese.»

Il punto politico è tutto qui: distinguere tra traffico necessario e traffico di attraversamento puro.

La proposta diventa ancora più esplicita nella seconda parte della nota, dove si chiede l’attivazione di misure straordinarie in capo alla Presidenza della Regione, nelle sue funzioni di coordinamento della viabilità.

E qui il passaggio è ancora più diretto: «L’emergenza determinata dalla chiusura delle gallerie richiama inoltre la necessità di affrontare in modo strutturale il tema del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo, che rappresenta quotidianamente un fattore di disagio e di pericolo per i comuni e le popolazioni della Vallata.»

Dietro queste righe non c’è solo la gestione di un’emergenza temporanea. C’è una lettura politica più ampia: il traffico internazionale come fattore strutturale di pressione su un territorio che non è progettato per assorbirlo in modo continuo e senza filtri.

Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro mettono quindi sul tavolo una proposta che è semplice nella forma ma dirompente nella sostanza: ridurre il transito dei mezzi pesanti che attraversano la regione senza fermarsi.

Una misura che, di fatto, apre un conflitto classico ma mai risolto: quello tra funzione logistica internazionale e diritto alla vivibilità locale.

Perché il problema vero non è solo dove passano i Tir. È dove finiscono quando non hanno alternative. E in questo caso finiscono dentro Aosta.

E quando una città diventa il punto di sfogo obbligato di un’infrastruttura alpina, la domanda smette di essere tecnica. Diventa politica.

je.fe.

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