ECONOMIA - 24 maggio 2026, 20:02

BCC Valdostana, utile da 13,7 milioni: il credito cooperativo che investe ancora sul territorio

L’assemblea dei soci conferma la crescita dell’istituto valdostano: aumentano raccolta, impieghi e solidità patrimoniale. Ferré: “Attrattività, solidità e resilienza definiscono la nostra identità”. Forte l’attenzione a giovani, famiglie, imprese, sostenibilità e presenza capillare sul territorio

BCC Valdostana, utile da 13,7 milioni: il credito cooperativo che investe ancora sul territorio

La cooperazione di credito continua a dimostrare che esiste un modo diverso di fare banca, più vicino alle persone, alle famiglie e alle imprese locali. Ed è proprio questo il messaggio emerso con forza dall’assemblea ordinaria dei soci della BCC Valdostana, riunitasi domenica 24 maggio al centro polifunzionale “Tzanté de Bouva” di Fénis per l’approvazione del bilancio 2025.

I numeri raccontano una realtà solida e in crescita. L’istituto valdostano ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 13,7 milioni di euro, confermando una traiettoria positiva che va ben oltre il semplice dato economico. Dietro ai risultati finanziari emerge infatti una visione precisa: mantenere radici forti nel territorio, continuando a investire sulla relazione umana e sulla fiducia reciproca in un’epoca in cui molti servizi bancari tendono invece ad allontanarsi dalle comunità locali.

Dipendenti premiati da sn: Francesco Frau, Bertoldo Alberto, Ferruccio Diemoz, Peloso Monica, Gachet Antonella, Petrignani Arianna, Davide AdolFo Ferrè

Nel suo intervento, il presidente Davide Adolfo Ferré ha richiamato il contesto internazionale complesso e incerto, sottolineando però come la banca sia riuscita a consolidare crescita, stabilità e capacità progettuale. “Il buon andamento della banca – ha spiegato – non è solo il risultato di indicatori economici positivi, ma soprattutto il frutto di una visione cooperativa che mette al centro il bene comune”.

Parole che assumono un significato particolare in una regione alpina come la Valle d’Aosta, dove il credito locale continua a rappresentare non soltanto un servizio finanziario, ma anche uno strumento di coesione economica e sociale. In un panorama nazionale segnato da fusioni, chiusure di sportelli e progressivo allontanamento dei grandi gruppi dai territori periferici, la scelta della BCC Valdostana appare quasi controcorrente: mantenere presenza, ascolto e prossimità.

Ferré ha evidenziato anche il conseguimento della certificazione per la parità di genere, definendolo un traguardo significativo nel percorso dell’istituto. Parallelamente, la banca ha proseguito gli investimenti nel sociale, nella cultura, nello sport e nella formazione, rafforzando le attività di educazione finanziaria nelle scuole e consolidando la collaborazione con la Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta.

Non è mancato uno sguardo rivolto al futuro e alle trasformazioni tecnologiche. Il presidente ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, definendola “una trasformazione epocale” che dovrà però restare “umana, etica e cooperativa”, senza sostituire il valore della relazione diretta con soci e clienti.

I borsisti dal  secondo dx: Garin Jean-Marc, Giovinazzo Luca, Rivelli Jacques, Serpone Federico e Tesio Valentina

Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato ai giovani. “Non sono un target – ha detto Ferré – ma la condizione stessa della nostra continuità”. Una riflessione che mette in evidenza la volontà di attrarre nuove generazioni attraverso strumenti finanziari più vicini alle loro esigenze e una banca percepita non come distante struttura burocratica, ma come presenza concreta nella vita quotidiana.

Dal punto di vista strettamente economico, il direttore generale Fabio Bolzoni ha illustrato dati che confermano il rafforzamento dell’istituto. La raccolta diretta è cresciuta del 10,2%, mentre gli impieghi sono aumentati del 4,2%, soprattutto nel settore tradizionale delle famiglie e delle piccole e medie imprese. Un andamento che ha consentito alla banca di incrementare ulteriormente le proprie quote di mercato in Valle d’Aosta.

Pur in presenza di una riduzione del margine di interesse dovuta alla discesa dei tassi, la crescita delle commissioni nette e della raccolta indiretta ha compensato il rallentamento, sostenendo la redditività complessiva. Sul fronte della qualità del credito, la diminuzione degli NPL lordi dal 3,37% al 2,65% e il livello di copertura dei crediti deteriorati all’85,6% confermano una gestione prudente e attenta.

Molto positivo anche il rafforzamento patrimoniale, con il coefficiente CET1 salito dal 25,5% al 31,1%, dato che colloca l’istituto su livelli di particolare solidità nel panorama bancario.

Bolzoni ha poi sottolineato come i risultati siano il frutto della riorganizzazione interna degli ultimi anni, della formazione continua del personale e della capacità di mantenere un rapporto diretto con la clientela. Una strategia che continua a puntare sulla consulenza, sulla vicinanza alle persone e sulla collaborazione con associazioni di categoria e Confidi.

L’assemblea è stata anche occasione per valorizzare il merito e il legame con il territorio. Sono state consegnate cinque borse di studio da 800 euro a giovani soci laureati in discipline che spaziano dalla fisica al banking and finance, oltre ai riconoscimenti per i dipendenti con 25 anni di anzianità di servizio.

Segnali che raccontano bene l’identità di una banca cooperativa che continua a vedere nella comunità non soltanto un mercato, ma un patrimonio umano da accompagnare nel tempo. In una fase storica in cui molti cittadini lamentano distanza dalle istituzioni economiche e finanziarie, il credito cooperativo valdostano prova invece a ribadire un concetto semplice ma tutt’altro che scontato: la banca può ancora essere parte integrante del territorio che serve.

pi.mi.

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