Ultim'ora - 21 maggio 2026, 17:21

Bullismo, senatrice Malpezzi: "Buona legge, ma servono interventi strutturali"

(Adnkronos) - “Abbiamo una buona legge, ma senza interventi di natura strutturale non riusciamo ad andare da nessuna parte sul fronte del bullismo”. Lo ha detto la senatrice Simona Flavia Malpezzi, vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos. Nell’affrontare la problematica del bullismo la senatrice ha elogiato il sistema legislativo in Italia, che è tra i primi paesi ad essere intervenuto con una legge nel 2017 per contrastare il bullismo, ma a mancare “è una cabina di regia tra gli attori essenziali in questo ambito. Spesso scuola, famiglia e servizi sociali non lavorano in maniera comune”. Si creano così interventi individuali e non continuativi. “Nonostante il ministro Valditara abbia inserito nelle linee guida un’attenzione all’educazione empatica, serve che sia potenziata”. Il dialogo per essere efficace non deve avvenire solo con gli studenti, ma anche con i genitori, “soprattutto quelli che non si fanno coinvolgere, perché sono loro che hanno più bisogno di formazione”, ha aggiunto la senatrice.  

Secondo tema cardine quello del mondo delle piattaforme digitali. “I social non sono una comunità sana perché le piattaforme molto spesso costruiscono algoritmi che spingono all’aggressività solo per far più profitti. Serve che queste realtà decidano di fare meno soldi e segnalino che quell’ambiente digitale non è sano”, ha spiegato la vicepresidente, che si è detta favorevole a imporre un tetto d’età per utilizzare i social. “I minori rischiano di essere vittime di altri minori sui social. Nasce poi il problema di capire come recuperare il minore che commette reati gravi come il cyberbullismo. Perché spesso non sanno la gravità del reato che stanno commettendo”. In questo panorama diventa essenziale l’approccio con psicologi e pedagogisti “che devono essere presenti nei luoghi frequentati dai ragazzi”. 

 

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