Gentile Difensore civico della Valle d’Aosta,
in questi mesi, attorno al ricorso relativo alla presunta ineleggibilità e decadenza del presidente della Regione Renzo Testolin da Aostacronaca seguito con attenzione così come l'attività del Difensore Civico, si è sviluppato un dibattito politico e giuridico che sta inevitabilmente alimentando dubbi, interrogativi e anche una crescente sfiducia tra i cittadini valdostani.
Non entro nel merito della vicenda giudiziaria, che seguirà il suo percorso nelle sedi competenti. Ma da semplice cittadino ed elettore valdostano mi permetto una domanda: dov’è, in tutto questo, la voce del Médiateur du citoyen?
La Valle d’Aosta dispone di un organismo che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento indipendente per i cittadini, capace almeno di orientare, chiarire, interpretare e contribuire alla trasparenza del dibattito pubblico, soprattutto quando si toccano temi delicati legati alla legittimità delle istituzioni.
Eppure, su una questione che riguarda addirittura la possibilità che il presidente e il vicepresidente della Regione potessero o meno essere rieletti in Giunta, tutto tace.
Possibile che nessuno abbia ritenuto opportuno chiedere un parere, una riflessione, una presa di posizione istituzionale? Oppure tali richieste sono già arrivate e i cittadini non ne sanno nulla?
Il problema, oggi, non è soltanto giuridico. È soprattutto politico e democratico. Perché più il tempo passa senza chiarezza, più cresce la sensazione di un’incertezza istituzionale che rischia di pesare sull’intera legislatura e sulla fiducia dei valdostani nelle proprie istituzioni autonome.
Aspettare settembre per conoscere gli sviluppi del ricorso significa trascinare per mesi un’ombra sulla piena legittimità dell’assetto politico regionale. E comunque vada a finire, il ritardo rischia di produrre danni.
Per questo motivo, sarebbe auspicabile che il Difensore civico valdostano tornasse a essere visibile, presente e percepito come figura realmente vicina ai cittadini, non soltanto come organismo formalmente esistente ma sostanzialmente silenzioso.
In una piccola comunità autonoma come la nostra, il valore delle istituzioni si misura anche dalla loro capacità di intervenire nei momenti più delicati, offrendo almeno punti di riferimento morali e istituzionali.
Il silenzio, invece, rischia di apparire come distanza.
Un valdostano della Bassa Valle





