FEDE E RELIGIONI - 18 maggio 2026, 19:44

Precariato senza fine, il tribunale condanna la Regione: vittoria della Cisl Scuola per una docente di religione

Il giudice del lavoro di Aosta riconosce l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine durato quasi trent’anni. Alla storica insegnante di religione cattolica andranno oltre 38mila euro di risarcimento. La Cisl Scuola Valle d’Aosta: “La tutela dei precari resta la nostra priorità sindacale”

Alessia Démé segretaria Cisl scuola VdA

Alessia Démé segretaria Cisl scuola VdA

Una storia di precarietà lunga quasi trent’anni, consumata tra cattedre, supplenze e rinnovi continui di contratto, si è conclusa con una sentenza destinata a far discutere il mondo della scuola valdostana. Il giudice del lavoro del Tribunale di Aosta, dottor Luca Fadda, ha infatti accolto il ricorso patrocinato dalla Cisl Scuola Valle d’Aosta in favore di una docente di religione cattolica che, pur avendo superato il concorso bandito nel 2003, non è mai stata assunta a tempo indeterminato.

La pronuncia, depositata il 13 maggio scorso, riconosce “la sussistenza dell’abuso nella reiterazione dei contratti a termine” dal settembre 1996 all’agosto 2025. Una vicenda che attraversa quasi tre decenni di scuola pubblica valdostana e che si traduce ora in una pesante condanna economica per l’amministrazione regionale.

Il tribunale ha infatti disposto un risarcimento pari a 16,5 mensilità, per un totale di 38.424,54 euro lordi, oltre agli interessi maturati dal primo settembre 1999.

A sostenere il ricorso sono state le avvocate del foro di Aosta Veronica Contoz e Nadine Saint-Cuneaz, incaricate dalla stessa organizzazione sindacale. La sentenza rappresenta uno dei pronunciamenti più significativi degli ultimi anni sul fronte del precariato scolastico in Valle d’Aosta, soprattutto per quanto riguarda gli insegnanti di religione cattolica, categoria storicamente caratterizzata da percorsi professionali spesso sospesi tra incarichi annuali e mancate stabilizzazioni.

Dalla Cisl Scuola Valle d’Aosta arriva soddisfazione, ma anche la volontà di trasformare questa vittoria giudiziaria in un segnale politico e sindacale più ampio.

“La vicenda degli insegnanti precari con reiterazione del contratto è purtroppo all’ordine del giorno”, commenta la segretaria generale della Cisl Scuola VdA, Alessia Démé. “E si intreccia con la normativa europea che condanna l’abuso del precariato e le regole di assunzione stabilite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, regole che sono adottate e rispettate anche dalla nostra Sovraintendenza agli studi”.

Parole che riportano al centro una questione mai realmente risolta: quella di centinaia di lavoratori della scuola che, anno dopo anno, garantiscono continuità didattica senza però ottenere stabilità professionale.

“La tutela degli insegnanti precari è l’obiettivo centrale della nostra azione sindacale”, prosegue Démé, “e mi preme ringraziare l’intero consiglio generale di Cisl Scuola che, nel momento del suo insediamento, ha voluto condividere tale linea di azione”.

Dietro la vicenda giudiziaria emerge così anche un tema più ampio: il contrasto tra il fabbisogno reale della scuola e i meccanismi amministrativi che continuano a produrre precarietà cronica. Un fenomeno che negli anni è stato più volte richiamato anche dalla giurisprudenza europea, soprattutto quando i contratti a termine vengono reiterati senza reali prospettive di stabilizzazione.

La sentenza del tribunale di Aosta potrebbe ora aprire la strada ad altri ricorsi analoghi, in un settore dove il lavoro precario continua a rappresentare una componente strutturale del sistema scolastico. E dove, spesso, dietro le carte processuali, ci sono vite professionali rimaste per anni in attesa di un ruolo mai arrivato.

red

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